Samuele Cafasso

Sospeso Anatrella, il prete che "curava i gay" accusato di molestie

Sospeso Anatrella, il prete che “curava i gay” accusato di molestie

14 Luglio 2018 10.00
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Tony Anatrella, prete e psicanalista francese, già consultore dei Consigli pontifici vaticani sulla famiglia e sulla salute, è stato sospeso da ogni incarico pastorale dopo essere stato sottoposto a processo canonico per abusi sessuali sui suoi pazienti, che lui diceva di guarire dall'omosessualità attraverso «una terapia del corpo». Secondo chi lo accusa, la terapia del corpo prevedeva sedute di masturbazione reciproca.

MEMBRO DEL MOVIMENTO PRO-FAMIGLIA

Anatrella è uno degli esponenti di spicco del movimento pro-famiglia francese: ha scritto diversi libri dove definisce l'omosessualità una patologia narcisistica (Il regno di Narciso e l'omosessualismo) e la “teoria del gender” (che non esiste se non nei documenti della Chiesa) un pericolo per l'Occidente paragonabile ai totalitarismi del Novecento.

LIBRI CON PREFAZIONE DI SCOLA

Nel 2005 ha preparato il documento con cui la Chiesa – allora guidata da Benedetto XVI – sconsiglia di ordinare preti con tendenze omosessuali. I suoi libri in Italia sono pubblicati dalle edizioni San Paolo e in particolare La teoria del gender e l'origine dell'omosessualità è stato pubblicato con prefazione del cardinale Angelo Scola, che scrive: «Il volume di monsignor Anatrella si presenta come un esempio emblematico di cosa significhi l'inestirpabile proposta culturale della fede cristiana».

Le prime accuse ad Anatrella comparvero su alcuni giornali di area cattolica nove anni prima, nel 2006. Ma sono state ignorate fino a pochi anni fa, quando infine la Chiesa francese ha deciso di avviare un processo canonico.

ACCUSE LUNGHE 17 ANNI

Il primo ad aver accusato Anatrella fu, nel 2001, un ex seminarista, Daniel Lamarca, che si era rivolto a lui nel 1987, per “curare” la sua omosessualità. Anatrella, secondo il racconto di Lamarca, gli spiegò che lui non era realmente omosessuale e che avrebbe potuto superare la sua condizione attraverso una terapia in cui, tra le altre cose, Anatrella lo avrebbe masturbato. Altre accuse simili spuntarono sui giornali nel 2006, ma in nessun caso coinvolgevano minorenni e per questo motivo le autorità giudiziarie non intervennero.

LETTERA ANONIMA DEL 2006

Una lettera anonima giunse nel 2006 anche all'arcidiocesi di Parigi, ma il cardinale André Vingt Trois ritenne di non intervenire non essendo la missiva firmata. Invitava però a uscire allo scoperto con nome e cognome. Sono passati così 10 anni, le pratiche di Anatrella sono diventate oggetto di inchiesta, tra gli altri, di Mediapart e infine viene avviato il processo canonico.

Nel frattempo il monsignore è stato il teorico di riferimento dei movimenti nati intorno ai Family Day e, come tale, è intervenuto più volte sul quotidiano dei vescovi italiani, Avvenire. Il 28 febbraio 2015 il quotidiano chiese al prete un parere sull'omosessualità e lui rispose: «Se una persona si sente a disagio nel proprio orientamento e, liberamente, chiede di essere aiutato, l’accompagnamento psicanalitico può risultare molto utile. Nella mia esperienza quarantennale ho seguito decine di casi».

«PER CURARE SERVONO PRETI ESPERTI»

Poi aggiunse: «È dovere della Chiesa accompagnare tutte le persone alla scoperta della Parola di Dio. Certo, la pastorale indirizzata alle persone omosessuali è particolarmente difficile e impegnativa. Richiede preti esperti, accoglienti, con alle spalle studi specifici». L'intervista non accennava in nessun modo alle accuse che, oramai da anni, riguardavano il lavoro di Anatrella.

LUI FA APPELLO DICHIARANDOSI INNOCENTE

Il monsignore ha fatto appello rispetto alla decisione del tribunale ecclesiale dichiarandosi innocente e ripetendo quello che sostiene da più di 10 anni, ossia che le accuse nei suoi confronti sono una vendetta per le sue discusse posizioni sull'omosessualità.

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