Chiesta al Salone del Libro la rescissione del contratto con Altaforte

Chiesta al Salone del Libro la rescissione del contratto con Altaforte

La richiesta è arrivata dalla Città di Torino e dalla Regione Piemonte, soci fondatori della manifestazione.

08 Maggio 2019 19.16

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La Città di Torino e la Regione Piemonte, soci fondatori del Salone del Libro, hanno chiesto agli organizzatori della manifestazione di rescindere il contratto con la casa editrice Altaforte, vicina a CasaPound.

«È necessario tutelare il Salone del Libro (al via il 9 maggio, ndr), la sua immagine, la sua impronta democratica e il sereno svolgimento di una manifestazione seguita da molte decine di migliaia di persone», hanno spiegato in una nota le due istituzioni. Nel motivare la richiesta di rescindere il contratto con la casa editrice, Comune di Torino e Regione Piemonte hanno ricordato che la situazione creatasi «rende impossibile lo svolgimento della prevista lezione agli studenti di Halina Birenbaum, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti», e «le forti criticità e preoccupazioni espresse dagli espositori in relazione alla presenza e al posizionamento dello stand di Altaforte». La presenza di Altaforte ha portato diversi autori – tra cui Zerocalcare e i Wu Ming – a minacciare di disertare. Lo stesso ha fatto il Museo di Auschwitz.

POLACCHI: «RICHIESTA ASSURDA, FAREMO CAUSA»

Subito dopo la nota di Comune e Regione, è arrivata la replica della casa editrice: «È una richiesta assurda, abbiamo pagato lo stand e siamo giustamente al Salone del Libro. Se dovessero rescindere il contratto, faremo causa. E, ovviamente, la vinceremo», ha dichiarato Francesco Polacchi, editore di Altaforte. «Non so perché è stata fatta questa richiesta. Non siamo né razzisti né antisemiti e vogliamo confrontarci con gli altri». Polacchi è indagato per apologia del fascismo, per avere definito «l'antifascismo il vero male di questo Paese».

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