Guido Mariani

Torri Gemelle, giallo nei cieli

Torri Gemelle, giallo nei cieli

06 Settembre 2012 17.43
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A quasi 11 anni dagli attentati dell’11 settembre, la pronuncia di un giudice di New York ha chiamato in causa la responsabilità delle compagnie aeree.
COMPAGNIE NEL MIRINO. Il 4 settembre è stata infatti depositata la sentenza con cui il giudice federale Alvin K. Hellerstein del tribunale del distretto meridionale di New York ha stabilito che sarà un processo a decidere se le compagnie sono state negligenti nei confronti della sicurezza, favorendo così il dirottamento degli aerei che si schiantarono nella mattina dell’11 settembre 2011 sulle torri del World trade center causandone il crollo.
RINVIO A GIUDIZIO. La causa è nata da una richiesta di risarcimento avanzata dalla società proprietaria delle Torri Gemelle, la World trade center properties llc (Wtcp).
Quello del tribunale di New York è in sostanza un rinvio a giudizio: porterà, quindi, a un processo civile che potrebbe costringere la Amr Corporation, la società a cui fa capo American Airlines, e la compagnia United Continental a sborsare un indennizzo miliardario.
Al momento del crollo, le torri del World Trade Center erano entrate da poco a far parte dell’impero immobiliare della società Silverstein Properties, un colosso del settore real estate che fa capo al miliardario Larry Silverstein.
RISARCIMENTO RECORD ALLA WTCP. Il 16 luglio, la Wtcp, emanazione della Silverstein, aveva acquisito dalla Port Authority di New York un diritto di usufrutto per 99 anni del complesso situato nella punta meridionale di Manhattan per la cifra di 2,805 miliardi di dollari.
Gli attacchi terroristici non solo fecero crollare le torri, ma anche due altri edifici limitrofi, parte del complesso del World Trade Center. La Wtcp, nel corso degli anni, ha ricevuto un indennizzo di 4,091 miliardi di dollari dalle assicurazioni, un risarcimento record superiore al prezzo di acquisto e che in passato ha suscitato qualche critica e non poche illazioni da parte dei fanatici delle teorie complottiste che hanno avuto modo di osservare come la Silverstein avesse ottenuto più soldi di quelli originariamente spesi.

Un processo per chiarire le negligenze nell’apparato di sicurezza delle compagnie aeree

L’ammontare del risarcimento è proprio al centro della pronuncia del giudice Hellerstein. Le compagnie aeree chiamate in causa, infatti, avevano tentato di bloccare la richiesta sostenendo che l’indennizzo assicurativo percepito dalla Wtcp fosse già sufficiente a escludere qualsiasi altra pretesa.
Nella valutazione complessiva del danno vanno però inclusi, a detta del giudice, anche i costi accessori sostenuti in questi anni dalla società che aveva acquisito l’usufrutto del complesso immobiliare.
La Wtcp, che aveva infatti stipulato un’onerosa polizza assicurativa, aveva comunque dovuto continuare a pagare un canone annuale alla Port Autority e ha perso ogni tipo di potenziale profitto dall’investimento iniziale.
Non solo: il contratto stipulato impegnava la società a ricostruire le torri in caso di crollo. I 4,091 miliardi ricevuti dalle compagnie assicurative dopo una transazione non coprono dunque l’ammontare completo della perdita, quantificata dalla Wtcp in 8,4 miliardi di dollari.
RICHIESTA AMMISSIBILE. Per il giudice, quindi, la richiesta di ulteriore risarcimento è ammissibile, anche se ovviamente sarà un processo a dover chiarire se Mohamed Atta e i suoi complici furono aiutati nella loro atroce impresa da una negligenza nell’apparato di sicurezza delle compagnie aeree.
FERITA ANCORA APERTA. La sentenza del tribunale di New York servirà a riaprire anche una vecchia polemica e una ferita, mai del tutto chiusa. La responsabilità delle compagnie era già stata messa sotto accusa e molte famiglie delle vittime degli attentati (non solo quelle di New York) erano già state poste di fronte al dilemma se intentare causa.
Ma, poco dopo gli attacchi, il Congresso americano aveva creato uno speciale fondo di compensazione per i sopravvissuti e per le famiglie delle vittime, a cui si poteva accedere solo rinunciando a qualsiasi tipo di causa civile.
La scelta era stata dunque tra ottenere un indennizzo certo in tempi rapidi o imbarcarsi in un potenzialmente interminabile percorso attraverso i tribunali.
La grande maggioranza di parenti delle vittime e superstiti decisero di aderire all’offerta e furono così erogati più di 7 miliardi di dollari in risarcimenti.
CAUSE IN TEMPI LUNGHI. I pochi che scelsero la coraggiosa strada della causa, però, hanno potuto ottenere comunque soddisfazione. Anche se non in tempi rapidi.
A otto anni dagli attentati più di 90 cause intentate si erano concluse con patteggiamenti che avevano previsto risarcimenti in media di 5 milioni di dollari, un ammontare medio doppio rispetto ai soldi erogati dal fondo del Congresso.
Intanto a Ground Zero ci si appresta a commemorare un altro anniversario delle stragi, ma questa volta all’ombra dell’ormai quasi ultimata Freedom Tower, un colosso di 417 metri che segna la rinascita del World Trade Center.

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