Da Lambrate a Tortona: le zone di Milano da vedere durante il Fuorisalone 2019

Da Lambrate a Tortona: le zone di Milano da vedere durante il Fuorisalone 2019

11 Aprile 2019 18.23
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Il Salone internazionale del mobile di Milano e il FuoriSalone (dal 9 al 14 aprile 2019) sono l'occasione per visitare alcune aree della città elette a mete di design. Quartiere simbolo del FuoriSalone, per esempio, è Tortona. Situato al di là del vecchio ponte di ferro della stazione di Porta Genova, era un tipico quartiere operaio, a ridosso della ferrovia. Ma negli Anni 90 ha cambiato completamente pelle, divenendo un Fashion district di fama internazionale. «Crocevia del popolo della moda, dei creativi, dei fotografi e delle agenzie di modelle», lo definisce Milano Turismo, con 170 indirizzi frequentati da una clientela internazionale.

GLI APPUNTAMENTI DI ZONA TORTONA

Il quartiere del design nella settimana del design vede per una settimana loft, studi fotografici e di progettazione, showroom, laboratori creativi, atelier di moda, aree industriali della zona trasformarsi in spazi espositivi, dove oltre 100 aziende presentano quanto progettato nel corso dell’ultimo anno (qui tutti gli eventi). E sono aperti fino a notte inoltrata negozi, bar e ristoranti, tra cui le tradizionali latterie e trattorie. Il programma di eventi della Design Week 2019 vede tra l’altro il ritorno di Ventura Projects proprio nel luogo dove fece il suo esordio all’inizio degli anni 2000, negli spazi dell’ex Ansaldo, oggi Base. Prossimo a festeggiare il ventesimo anniversario, inoltre, Superstudio rinnova l’evento Superdesign Show e il format Only The Best rivolgendo particolare attenzione al tema Innovation & Tradition. Torna anche con la quarta edizione la mostra di design contemporaneo Tortona Rocks.

BRERA, TRA ARTE E STORIA

Se ci spostiamo verso il centro, ecco Brera e l'omonimo design district. luogo intriso di memorie degli artisti e letterati che l’hanno frequentata negli ultimi due secoli. Innanzitutto è da vedere il Palazzo di Brera sede della celebre Pinacoteca, ma anche di altri prestigiosi istituti cittadini come l’Accademia di Belle Arti, la Biblioteca nazionale braidense, il Museo e l’Osservatorio astronomico, l’Istituto lombardo accademia di scienze e lettere e l'orto botanico che è anche un’oasi verde nel centro storico di Milano. Ma lì vicino è il Teatro Strehler, e a Brera ci sono anche la storica sede del Corriere della Sera in via Solferino e le chiese di San Marco e San Simpliciano. E al tramonto perché non sorseggiare un aperitivo al Bar Giamaica. Aperto nel 1911, ai suoi tavoli si sedettero da Luciano Bianciardi a Camilla Cederna, da Piero Manzoni a Lucio Fontana. E poi: Giuseppe Ungaretti, Salvatore Quasimodo, Allen Ginsberg, Dino Buzzati, Ernest Hemingway, solo per citarne alcuni. Ah, naturalmente bazzicava da queste parti anche Benito Mussolini, direttore al tempo del Popolo d'Italia: sparì nel 1922 senza pagare il conto.

IL RESPIRO INTERNAZIONALE DELLA TRIENNALE

Un'altra area "tempio" durante il FuoriSalone è la Triennale, in viale Alemagna (zona Cadorna), ora presieduta dall'archistar Stefano Boeri. Dal primo marzo al primo settembre è possibile visitare la XXII Esposizione internazionale che prende il titolo dalla mostra Broken Nature. La Triennale è stata fondata nel 1923 come istituzione culturale che riunisce diversi linguaggi della cultura e della creatività contemporanea: architettura, design, arti visive, fotografia, moda, performance, teatro, musica. Dal 1933 ha sede nel Palazzo dell’Arte, costruito su progetto di Giovanni Muzio e situato vicino a Parco Sempione, alle spalle del Castello Sforzesco. Ospita il Triennale Design Museum, il primo museo del design italiano, e il Triennale Teatro dell’Arte, che dà spazio al meglio della scena performativa italiana e internazionale.

LAMBRATE, LA RINASCITA DEL QUARTIERE OPERAIO

L'ultimo quartiere a entrare nel circuito del Design è stato Lambrate, ora punto di riferimento di giovani designer e creativi emergenti. Qui dal 9 aprile prende vita il FuoriSalmone. No, non si tratta di un refuso ma di una sorta di manifesto. Andare controcorrente e contro il mainstream. Fino al 1923 Lambrate, che deve il suo nome al fiume Lambro, era un quartiere autonomo e tra le sue frazioni c'era l'Ortica, la stessa cantata da Enzo Jannacci in Faceva il palo.

Sempre all'Ortica vennero girate alcune scene di Miracolo a Milano di De Sica. Insomma, Lambrate e i suoi dintorni offrono una Milano autentica e al tempo stesso proiettata verso il futuro. Due consigli: non possono mancare una birra al Birrificio Lambrate e un giro di valzer alla Balera dell'Ortica.

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