Forza Italia e il partito azienda a casa Toti-Magri

Lui coordinatore in pectore del partito. Lei vice direttrice di Videonews in odore di promozione. Quel che resta del berlusconismo nelle mani di un sodalizio sempre più potente.

20 Giugno 2019 15.43
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Malgrado l’evidente ostracismo, femminile e non solo, che fino all’ultimo ha provato a mettergli i bastoni tre le ruote, Giovanni Toti, seppur da “figlio ingrato” del suo mentore Silvio, è riuscito a prendersi il ruolo da coordinatore nazionale di Forza Italia, anche se in coabitazione con la “nemica” Mara Carfagna. Il riassetto del partito passerà anche da lui, finora una delle voci più critiche nei confronti del tradizionale establishment forzista. E che molti avrebbero preferito veder giocare in proprio fuori dal partito.

IL PARTITO AZIENDA METTE RADICI A CASA TOTI

E così a casa Toti arriva a perfetta sintesi lo spirito del “partito azienda” di stampo berlusconiano. O, visto dalla prospettiva di Cologno monzese, quello dell’azienda partito. La moglie di Toti è infatti Siria Magri attuale numero due di Videonews, in grande ascesa e in odore di scalata alla testata che sovrintende ai programmi di informazione di Mediaset. Un binomio più saldo che mai, quello tra Toti e Magri, che sembra essersi impossessato in chiave sovranista dell’impero politico-mediatico che fa capo alla famiglia Berlusconi. Con qualche stranezza, come il presunto appoggio dato da Pier Silvio, ad di Mediaset, alla nomina di Toti a coordinatore, dopo averlo tenuto lontano dalle ospitate televisive. Un sodalizio, quello Toti-Magri, nato tra i corridoi di Cologno Monzese, dove i due si conobbero quando ancora il governatore della Liguria era soltanto uno stagista e lei un volto già noto alla conduzione di Studio Aperto, oltre che caporedattore.

LA SFIDA ALL’ORTODOSSIA BERLUSCONIANA

E prima ovviamente che Toti si facesse alfiere della corrente sovranista di Fi , quella che guarda alla Lega non solo come l’alleato da privilegiare ma anche come un eventuale approdo in contrapposizione all’ortodossia dei fedelissimi dell’ex premier. Se per Toti, malgrado gli apparenti mal di pancia delle ultime ore («non credo si possa fare una rivoluzione partendo da un board, si fa una rivoluzione partendo da dei contenuti») l’ascesa sembra essersi compiuta, ora i riflettori si spostano sulla Magri, in rampa di lancio per un decisivo avanzamento di carriera puntando al posto dell’attuale direttore di Videonews Claudio Brachino. Sostenuta, oltre che dal marito (già direttore del Tg4 prima di intraprendere il percorso politica) dalla senatrice Licia Ronzulli, (ovvero l’ombra ingombrante che non marca a uomo il Cavaliere in ogni sua uscita, ma che con la nomina di Toti perde il rapporto privilegiato che aveva con Salvini) e anche da Mauro Crippa, che dell’informazione Mediaset è da sempre il potente direttore generale, cioè l’uomo che muove direttori e testate. Anche se per gli esegeti di casa Mediaset l’ascesa di Toti ai vertici di Fi potrebbe avere lei un effetto controproducente.

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Commenti: 1

  1. Gentili autori di lettera43, piersilvio è il nuovo boss di mediaset, fine della storia!, ora senza far paragoni con silvio padre, possiamo anche dire che dopo un david può ben starci un salomone, chiedo scusa del paragone ma è per capirci sul passaggio di consegna; ma c’è anche marina, che è cazzutissima; e i fanciulli del secondo matrimonio che sanno il fatto loro e se non lo sanno abbastanza lo sapranno meglio fra qualche anno ma la conduzione del gruppo mediaset a me sciocchino comune sembra totalmente irreversibilmente nelle mani di piersilvio, quindi ogni prospettiva politica credo andrebbe valutata a partire da questa realtà, grazie e buon lavoro

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