Tra i risolini gli ascolti del Gf calano

Luca Peretti
19/10/2010

L'undicesima edizione del reality di Canale 5 parte al rallentatore.

Tra i risolini gli ascolti del Gf calano

Pronti via, momento commozione: in onda un ricordo, doveroso e un po’ kitsch, di Pietro Taricone, protagonista mitico della prima edizione scomparso com’è noto lo scorso giugno. Facce commosse, tutti in piedi, Alessia Marcuzzi con l’aria triste che decanta «Ciao Pietro, ti vogliamo bene e te ne vorremo sempre»: ma sono davvero solo pochi secondi, subito dopo cominciano i gridolini e il solito circo del trash.
Il Grande Fratello 11 può avere inizio, con il solito tam tam mediatico che lo ha preceduto e gli annunci sapientemente centellinati nel corso delle ultime settimane: ci sarà tizio, ci sarà caio, in un’apoteosi di appellativi più che di persone.
Si cerca il personaggio a tutti i costi e se è stato sempre così fin dalla prima edizione (e Taricone era proprio uno di questi, il “palestrato”), negli ultimi anni questo meccanismo è stato portato all’eccesso.
In vario ordine, quest’anno sono entrati nella casa: il figlio del camorrista, la giornalista di provincia, il gigolò, quello che da grande vuole fare “il ricco”, il coatto di Pomezia, varie altre espressioni di regionalismo (la “fimmina” salentina, quella napoletana) ma anche diversi stranieri o con genitori di origini diverse.
E naturalmente il solito stuolo di attorini, attricette, pseudo show girl, potenziali modelli e modelle, tutti presentati con relative clip precedentemente girate.

Anche lo spogliarello diventa routine

Per il primo streap tease dell’undicesima edizione è bastato aspettare una mezz’oretta: è stato gentilmente fornito da Norma (ballerina-commessa di madre congolese e padre italiano) direttamente istigata dalla conduttrice.
Ma quello che i primi anni era scandalo, novità, moderno voyeurismo, è ormai pura routine, qui e altrove, e la ricerca di idee nuove sembra davvero un’impresa disperata: gli autori ci provano cercando di mettere subito uno contro l’altro i concorrenti e con un continuo alternarsi di sorprese, di persone che forse entrano forse non entrano, ma il meccanismo alla lunga stanca.
La conduttrice Alessia Marcuzzi, alla sua quinta edizione da padrona di casa, è sempre più sopra le righe, spesso più che presentare sembra che reciti, con parole imparate a memoria: nei primi minuti ripete un numero spropositato di volte “adiacente”, e poi “modernità”, “cosmopolita”.
Il suo corpo è sempre più in scena, continuamente presente: la sua immagine è addirittura riflessa sulla porta della casa da cui chiama i concorrenti a entrare. È questa forse l’unica grande novità.
Quasi tre ore di programma, tempi lunghissimi, passaggi della trasmissione piuttosto noiosi, la solita dose di urla, pianti e suspense esasperata fin dall’inizio, ma il pubblico non ha premiato particolarmente questa prima puntata, che ha chiuso con una media di 5,9 milioni di spettatori (share del 27%), anche meno dello scorso anno (6.047.000 spettatori e 30,87%).