Trailer e recensione di Copia originale

24 Febbraio 2019 15.00
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Sembra tratto da un romanzo e invece è ispirato a una storia vera l'intrigante Copia originale della regista Marielle Heller. Siamo nella New York degli Anni 90, la scrittrice Lee Israel, interpretata da Melissa McCarthy, ha un talento messo in ombra da un carattere fin troppo complicato e da problemi di alcolismo. La donna vive in un appartamento squallido e sporco, con la sola compagnia di un gatto. Dopo essere stata licenziata, Lee scopre per caso che molti collezionisti sono disposti ad acquistare a caro prezzo le lettere scritte dalle celebrità. Lee decide quindi di falsificare le missive sfruttando le sue conoscenze di biografa e non solo. Nella sua vita entra in scena Jack Hock (Richard E. Grant), un uomo che apprezza gli eccessi e i guadagni facili, e insieme danno vita a una vera e propria attività criminale. Tutto pare procedere secondo i piani, fino a quando la coppia non attira l'attenzione dei federali.

COPIA ORIGINALE, UN TUFFO IN UNA ATMOSFERE VINTAGE

Copia originale porta in scena con intelligenza una donna che per trovare la sua voce è costretta a rubare quella degli altri. Il mondo della letteratura, all'insegna dei primi cambiamenti tra il dominio dei bestseller e la trasformazione del mercato, è delineato con attenzione e un pizzico di nostalgia dalla regista che dà il giusto spazio a figure come quella della libraia Anna. Melissa McCarthy affronta con bravura un ruolo drammatico che le permette anche di dare spazio alla sua comicità. Richard E. Grant la sostiene con un'interpretazione volutamente sopra le righe. Il film esplora inoltre con grande sensibilità i chiaroscuri della vita degli omosessuali all'inizio degli Anni 90. Il lungometraggio, con la sua atmosfera un po' vintage e ricca di emozioni, riesce a commuovere, divertire e far riflettere.

Regia: Marielle Heller; genere: drammatico, commedia (Usa, 2018); attori: Melissa McCarthy, Richard E. Grant, Jane Curtin, Ben Falcone, Anna Deavere Smith, Christian Navarro.

COPIA ORIGINALE IN PILLOLE

TI PIACERÀ SE: se ami i film che tratteggiano i personaggi con sensibilità e onestà.

DEVI EVITARLO SE: ti aspetti una commedia leggera come quelle che hanno regalato in passato il successo a Melissa McCarthy.

CON CHI VEDERLO: insieme a chi ama la letteratura, per avvicinarsi alla vita degli scrittori da una prospettiva nuova.

PERCHÉ VEDERLO: per apprezzare l'ottima interpretazione dei protagonisti e per riflettere sulla vita da outsider.

LA SCENA MEMORABILE: Lee racconta in tribunale i motivi per cui ha deciso di scrivere le lettere false.

LA FRASE CULT: «Riesci a mantenere un segreto?». «Con chi potrei parlare? Tutti i miei amici sono morti».

1. IL COLPO DI FULMINE DI MCCARTHY PER LEE

Melissa McCarthy si è innamorata subito del personaggio di Lee e della sceneggiatura che la ritraeva come una invisibile. L'attrice non ha mai pensato al fatto che si trattasse di un progetto molto diverso dai film realizzati in precedenza.

2. GLI ANEDDOTI SULLA VITA DI LEE

Per prepararsi al ruolo di Lee, Melissa ha letto molto e ha parlato a lungo con i produttori David Yarnell e Anne Carey che conoscevano bene la scrittrice morta nel 2014. Gli aneddoti raccontati dai due le hanno permesso di interpretare la parte con le giuste sfumature.

3. UN TALENTO CHE DOVEVA ESSERE ASSOLTO

La star ha ammesso che se fosse stata il giudice coinvolto nel processo avrebbe assolto Lee perché, nonostante avesse compiuto un reato, le sue lettere erano veramente favolose.

4. UNA NEW YORK CHE NON ESISTE PIÙ

La regista Marielle Heller ha raccontato le difficoltà incontrare nella ricostruzione della New York degli Anni 90, soprattutto a fronte di un budget limitato. Uno dei maggiori ostacoli è stata la scomparsa delle librerie. «Durante la pre-produzione abbiamo trovato questo incredibile negozio, ma prima dell'inizio delle riprese era già stato chiuso», ha raccontato Heller.

5. A CACCIA DEL FALSO D'AUTORE

Melissa McCarthy sta cerando una delle lettere false scritte da Lee: «Non sono riuscita a capire chi le ha attualmente e sono curiosa perché non ne conosco il valore economico. Vorrei davvero averne una. Chissà se la sua Dorothy Parker vale di più di una vera Dorothy Parker…Me lo chiedo spesso».

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