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Trailer e recensione del film X-Men: Dark Phoenix

Trailer e recensione del film X-Men: Dark Phoenix

L’episodio con le eroine che si prendono la scena è un cinecomic deludente. Che si trasforma in un’occasione sprecata. Emotività, dialoghi, star e azione: cosa non va.

13 Giugno 2019 16.48

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Simon Kinberg, dopo essersi avvicinato al mondo dei mutanti in veste di sceneggiatore e produttore, debutta alla regia con X-Men: Dark Phoenix, film (dal titolo sessista?) dedicato alla storia di Jean Grey.

UN POTERE INCONTROLLABILE

La nuova versione dei drammatici eventi legati al personaggio, ruolo affidato all’attrice Sophie Turner, si apre con un breve prologo in cui si svela l’evento drammatico che ha portato Jean a conoscere Charles Xavier (James McAvoy) e a entrare nella scuola fondata dal professore per aiutare i giovani dotati di incredibili abilità. Dopo 16 anni Jean fa parte del team degli X-Men, impegnato in una missione di salvataggio nello spazio, quando viene a contatto con un’entità chiamata Phoenix. La ragazza, al suo ritorno sulla Terra, si ritrova così con un potere incredibilmente grande che non riesce a controllare, diventando violenta e letale. La situazione spinge Magneto (Michael Fassbender) a rientrare in azione e causa all’interno degli X-Men una divisione difficile da sanare.

NEMICO AFFASCINANTE E INSIDIOSO

La storia, ricca sulla carta di tematiche interessanti e di un nemico affascinante e insidioso come l’alieno interpretato da Jessica Chastain, risulta purtroppo priva di profondità a causa di una sceneggiatura poco ispirata che sembra limitarsi a far procedere gli eventi senza soffermarsi sulle motivazioni ed emozioni dei protagonisti, elementi quasi utilizzati per riempire i vuoti tra le varie sequenze d’azione.

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Jennifer Lawrence.

RELAZIONE SENTIMENTALE QUASI INUTILE

Il film di Kinberg sfiora solamente le idee alla base delle decisioni, piuttosto discutibili, di Xavier, il modo in cui gli esseri umani si rapportano con i mutanti e, soprattutto, il conflitto interiore di Jean. Sophie Turner può fare realmente poco per rendere significativa la protagonista tra una relazione sentimentale quasi inutile e l’ira nei confronti del Professor X che cerca di controllarne la mente e le azioni, passando per il tentativo di soffocare il suo lato oscuro chiedendo l’aiuto di Magneto.

POCO TRASPORTO EMOTIVO

La giovane star della serie Il Trono di Spade ha a disposizione delle battute talmente prevedibili e sterili che rendono quasi impossibile capire se il poco trasporto emotivo che caratterizza la sua performance sia a causa del materiale o del poco feeling dell’attrice con la parte dell’eroina dal lato oscuro. Non è in una situazione migliore nemmeno Jessica Chastain che ha ricevuto una villain il cui scopo sembra solo quello di aumentare i dilemmi morali della ragazza e la cui presenza sullo schermo non suscita mai timore.

USCITA DI SCENA SURREALE DEI VETERANI

I “veterani” del franchise si ritrovano a uscire di scena, in modo poco glorioso e al limite del surreale, o dover rapidamente decidere se entrare in azione per cercare di fermare gli ex amici e alleati; Michael Fassbender e Jennifer Lawrence sembrano così presenti solo per aumentare il numero di star coinvolte, mentre James McAvoy continua il percorso del suo Professor X mostrando le conseguenze di decisioni prese nel tentativo di creare una convivenza pacifica tra umani e mutanti.

SOLO UN BUON IMPATTO VISIVO

Le numerose scene d’azione, compresa l’epica battaglia finale presente nel terzo atto (modificato totalmente rispetto alla prima versione scritta e girata sul set da Kinberg), non reggono purtroppo il confronto con il livello raggiunto dai progetti Marvel nonostante il buon impatto visivo, e X-Men: Dark Phoenix risulta tristemente un’occasione sprecata e un cinecomic deludente che porta inevitabilmente a sperare che i personaggi, ora a disposizione degli autori del Marvel Cinematic Universe dopo l’acquisizione di 20th Century Fox da parte di Disney, abbiano in futuro un’occasione per dimostrare tutto il proprio potenziale narrativo e spettacolare.

Regia: Simon Kinberg; genere: azione (Usa, 2019); attori: Sophie Turner, Jessica Chastain, James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult, Tye Sheridan, Alexandra Shipp.

X-MEN: DARK PHOENIX IN PILLOLE

LA SCENA MEMORABILE

La spettacolare sequenza d’azione finale.

LA FRASE CULT

«A volte vuoi credere che le persone siano qualcosa che non sono, ma quando ti rendi conto di chi sono è troppo tardi».

TI PIACERÀ SE

Ami i cinecomic senza particolari pretese, semplicemente spettacolari.

DEVI EVITARLO SE

Non apprezzi storie in cui tutti i protagonisti sembrano delineati solo in modo superficiale.

CON CHI VEDERLO

Insieme con i fan dei fumetti dedicati ai famosi mutanti.

PERCHÉ VEDERLO

Per scoprire in che modo si conclude questo capitolo del franchise.

1. REGISTA FAN DEI FUMETTI: OMAGGIO ALLA SAGA DI FENICE NERA

Simon Kinberg è da sempre un grande fan dei fumetti e voleva rendere omaggio alla saga di Fenice Nera realizzando un adattamento della storia per il grande schermo. Il filmmaker ha avuto in precedenza modo di addentrarsi nel mondo dei mutanti grazie alla sua presenza, fin dal 2006, nel team di autori e produttori. In X-Men – Conflitto Finale ci si era avvicinati alla storia di Fenice Nera e a distanza di 10 anni Kinberg ha voluto ritornare su quel racconto per proporne una versione più oscura e fedele a quanto raccontato tra le pagine.

2. LA PREPARAZIONE DI SOPHIE TURNER: VIDEO SULLA SCHIZOFRENIA

Il regista Simon Kinberg ha voluto costruire il personaggio di Jean Grey collaborando con Sophie Turner fin dalla stesura della sceneggiatura. La giovane attrice, in particolare, ha ricevuto da parte del filmmaker molti link a video pubblicati su YouTube e altri materiali legati alla schizofrenia e a chi soffre di disordine di personalità multipla. Kinberg voleva infatti che Sophie si concentrasse sulla costruzione del personaggio dal punto di vista razionale ed emotivo, confrontandosi con lei in ogni momento della pre-produzione e delle riprese.

3. DISAVVENTURA PER FASSBENDER: UN QUASI INFORTUNIO

Per realizzare il terzo atto del film, ricco d’azione, la produzione ha costruito la Quinta Strada di New York in un teatro di posa, in modo da poter realizzare le esplosioni previste. Kinberg ha raccontato: «Il momento in cui Michael entra nell’ambasciata e il vagone ferroviario si schianta dietro di lui è reale. Il vagone correva su una piattaforma dietro l’attore, per colpire il muro alle sue spalle. Alla fine si è fermato a qualche centimetro da lui, ma inaspettatamente si è rotto anche il muro e hanno iniziato a caderne dei pezzi intorno a Fassbender, che essendo un attore fantastico non ha battuto ciglio». L’attore, per fortuna, non ha reagito e ha continuato le riprese, non avendo altre possibilità di rigirare quella scena.

4. SCENE TAGLIATE: INSERITE NEI CONTENUTI EXTRA?

Il produttore Hutch Parker ha svelato che una delle scene tagliate che potrebbero essere inserite tra i contenuti extra dei dvd e blu-ray avrà come protagonisti Charles e Scott. Il giovane, in quel passaggio presente in parte nel trailer, chiede al Professor X di fare qualcosa e agire, ma il personaggio di James McAvoy è in difficoltà e realmente in crisi per la prima volta. Il regista e il produttore hanno deciso di tagliare la sequenza dal montaggio finale, nonostante l’amassero molto, perché pensavano fosse un’idea ripetuta e non aggiungesse realmente nulla alla storia. La prima versione del finale, inoltre, che avrebbe dovuto essere ambientata nello spazio non verrà mostrato perché non è mai stata realizzata interamente. Simon Kinberg, in un’intervista, ha poi svelato che è stata tagliata un’altra scena con protagonista McAvoy in cui Charles è in un cimitero e parla da solo, pronunciando un monologo molto emozionante.

5. SOMIGLIANZA SCOMODA: FINALE COME UN ALTRO CINECOMIC…

I produttori di X-Men: Dark Phoenix hanno dichiarato che i cambiamenti sul finale sono stati effettuati per mantenere la storia maggiormente focalizzata sui dilemmi di Jean e su elementi meno fantastici, spostando quindi l’azione dallo Spazio alla Terra. James McAvoy ha però rivelato che il motivo alla base delle modifiche della trama è stato legato anche a una somiglianza troppo forte con un altro cinecomic distribuito recentemente nelle sale di cui non ha detto il titolo. Michael Fassbender, sulla questione, ha ironizzato dichiarando: «Avevano delle spie sul set e in pratica ci hanno rubato tutte le idee».

di Beatrice Pagan

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