Trani o tranello?

Redazione
27/12/2010

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha dato mandato di adire le vie legali «a tutela della propria onorabilità» in...

Trani o tranello?

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha dato mandato di adire le vie legali «a tutela della propria onorabilità» in seguito agli articoli ritenuti diffamatori pubblicati da Libero e Il Giornale. Lo ha dichiarato Fabrizio Alfano, portavoce di Fini.
INDAGINI A BARI E MILANO Intanto sono diverse le procure che si muovono. A Milano è stata aperta un’inchiesta senza ipotesi di reato dopo l’editoriale firmato dal direttore di Libero, Maurizio Belpietro, secondo il quale vi sarebbe un progetto per colpire il presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante una visita istituzionale ad Andria. Belpietro è stato ascoltato in qualità di persona informata sui fatti nel pomeriggio del 27 dicembre dal procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, ma non avrebbe rivelato il nome della sua presunta fonte. La Procura distrettuale di Bari ha invece aperto un fascicolo per ‘attentato per finalità terroristiche o di eversione’ (art.280 del codice penale), mentre la procura presso il tribunale di Trani ha aperto un’indagine conoscitiva (senza ipotesi di reato).
LA TESI DI BELPIETRO Secondo il direttore di Libero, chi vorrebbe colpire Fini «si sarebbe rivolto a un manovale della criminalità locale, promettendogli 200 mila euro». Il prezzo comprenderebbe «il silenzio sui mandanti, ma anche l’impegno di attribuire l’organizzazione dell’agguato ad ambienti vicini a Berlusconi, così da far ricadere la colpa sul presidente del Consiglio». Secondo il quotidiano, «l’operazione punterebbe al ferimento di Fini e dovrebbe scattare in primavera, in prossimità delle elezioni, così da condizionarne l’esito».
Un’altra storia, sempre a detta di Belpietro, sarebbe venuta alla luce direttamente da una escort modenese a cui si sarebbe rivolto il presidente della Camera. Il procuratore di Trani Carlo Maria Capristo dovrebbe esaminare l’articolo di stampa e affidare alla polizia giudiziaria una delega di indagine, all’esito della quale deciderà come procedere.
PERINA: ESCORT USATE COME BOMBE «Quest’attacco di Libero è una cosa pazzesca. Affermazioni di cui è inutile cercare la coerenza. Siamo al ventilatore acceso, al fango che schizza in ogni direzione» ha affermato il direttore del Secolo e deputato Fli, Flavia Perina, in un’intervista all’Unità aggiungendo che mentre «una volta nei passaggi politici più delicati scoppiavano le bombe, oppure venivano rapiti gli statisti, oggi si videoregistrano non meglio identificate escort: il salto di qualità democratico è evidente. Niente vittime, niente sangue, niente dispendiose operazioni di depistaggio, rischi penali bassissimi: l’effetto è lo stesso, ma tutto è molto più pulito, economico, light».
PER BOCCHINO È UN’IDEA FOLLE Per il capogruppo alla Camera di Futuro e Libertà per l’Italia, Italo Bocchino, l’editoriale «rasenta una patologia che riguarda certa stampa e qualche giornalista in particolare. Per far felice l’editore di fatto del suo quotidiano Belpietro ipotizza un attentato che ferisce Fini per danneggiare Berlusconi. Una tesi folle frutto di menti folli che la dice lunga sullo scadimento di certo giornalismo italiano». Per il vicecapogruppo alla Camera di Fli, Benedetto Della Vedova, «se fossimo in un Paese serio, l’Ordine dei giornalisti, che sarebbe più serio abolire, avrebbe di che dire e di che fare». Aldo di Biagio, deputato futurista, crede che l’editoriale sia «carta straccia, degno della peggior stampa di regime che cerca di plagiare le menti degli italiani». Il leader dei giovani di Fli, Gianmario Mariniello, ha proposto «un liberalissimo boicottaggio di Libero» perché si tratta di «un giornale ormai ridicolo». «La campagna di annientamento politico che i giornali vicino al premier hanno nuovamente scatenato contro Gianfranco Fini non fermerà Futuro e Libertà che anzi realizzerà il proprio congresso a Milano chiamando a raccolta chi nel centrodestra e nel paese non intende chinare la testa», ha concluso il coordinatore di Fli, Adolfo Urso
Ma il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, ha parlato «dell’ennesima prova di doppiopesismo da parte di molti esponenti politici. Se un’iniziativa giornalistica ruvida viene assunta da sinistra, allora partono gli elogi al ‘free speech’ e all’articolo 21; se la assumono Belpietro e Feltri, parte il ritornello sul dossieraggio e sul killeraggio».
LA SOLIDARIETÀ DI FELTRI «Quello di Belpietro è un articolo equilibrato che racconta con cautela un episodio degno di rilievo. Non capisco la reazione isterica, portata avanti con virulenza e maleducazione da Fli». È quanto afferma Vittorio Feltri, editore di Libero, precisando che il suo è «un commento da osservatore», non essendo ancora terminato il periodo di sospensione deciso nei suoi confronti dall’ordine dei giornalisti per il caso Boffo. «Un signore viene dalla Puglia in carne ed ossa, senza nessun interesse ad apparire, e racconta delle cose di cui è venuto a conoscenza e per questo non chiede nulla, neanche il prezzo del viaggio», ha spiegato Feltri. «La sua attendibilità non si può provare, ma è evidente che non è un pazzo. Che qualcuno pensi di fare un attentato nei confronti della terza carica dello Stato mi preoccupa e mi sembra giusto denunciarlo».