Tre ostaggi uccisi per errore da Israele a Gaza, proteste a Tel Aviv

Redazione
16/12/2023

Avevano innalzato un bastone con un pezzo di stoffa bianca. L’idf: «Le truppe non hanno seguito le regole d'ingaggio». Intensi bombardamenti in tutta la Striscia. Spiragli per una nuova tregua: il direttore del Mossad incontrerà il primo ministro del Qatar. Gli aggiornamenti sul conflitto in Medio Oriente.

Tre ostaggi uccisi per errore da Israele a Gaza, proteste a Tel Aviv

Durante un’operazione nella zona di Shejaiya, le truppe israeliane hanno ucciso per errore tre connazionali ostaggi di Hamas, perché pensavano che fossero una minaccia. Secondo l’indagine preliminare dell’Idf i tre prigionieri avevano innalzato un bastone con un pezzo di stoffa bianca. L’esercito di Tel Aviv si è assunto in pieno la responsabilità di quanto accaduto ammettendo che, seppur in un contesto di duri scontri, le truppe «non hanno seguito le regole d’ingaggio». Le vittime si chiamavano Yotam Haim (28 anni), Samer Talalka ( 22 anni), Alon Lulu Shanriz (26 anni).

Le proteste a Tel Aviv dopo la notizia dell’uccisione degli ostaggi

L’annuncio dell’Idf è arrivato a poche ore di distanza dalla notizia del recupero dei corpi di altri tre ostaggi morti a Gaza in cattività, provocando proteste nel Paese. Migliaia di persone hanno manifestato davanti al quartier generale militare di Tel Aviv, per poi raggiungere l’incrocio della via Kaplan, una delle principali arterie della città, bloccando la strada. I dimostranti hanno chiesto un accordo immediato per il ritorno a casa degli ostaggi tenuti nella Striscia. «Nonostante questo disastro, nessuno del gabinetto di guerra ha parlato con le famiglie, nessuno ha spiegato come evitarne un altro. Perché le famiglie devono chiedere qualcosa che dovrebbe essere scontato?», ha denunciato Haim Rubinstein, portavoce dei familiari degli ostaggi.

Tre ostaggi uccisi per errore da Israele a Gaza, proteste a Tel Aviv. Gli aggiornamenti sulla guerra in Medio Oriente.
Protesta a Tel Aviv (Getty Images).

Rilascio di ostaggi, presto un incontro tra Mossad e Qatar

Il ministro israeliano della Difesa, Yoav Gallant, ha incontrato i vertici militari e dell’intelligence «nell’ambito degli sforzi per il ritorno degli ostaggi trattenuti a Gaza», dall’attacco del 7 ottobre in Israele, riportano fonti governative israeliane. E molto presto David Barnea, capo del Mossad, dovrebbe incontrare il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman al-Thani per discutere la ripresa dei negoziati per un accordo che vedrebbe il rilascio degli ostaggi rimasti a Gaza. Lo riferisce il sito statunitense Axios, citando due fonti informate sulla questione.

Tre ostaggi uccisi per errore da Israele a Gaza, proteste a Tel Aviv. Gli aggiornamenti sulla guerra in Medio Oriente.
Soldati israeliani (Getty Images).

L’Idf: «Raid su scuole dove si nascondevano i terroristi di Hamas»

Continuano intanto le operazioni dell’esercito israeliano nella Striscia. In particolare l’Idf rende noto che, in seguito a informazioni secondo cui «terroristi di Hamas che si nascondevano nelle scuole, le truppe dell’Idf hanno condotto un raid mirato su Al-Mu’tasim Bi’llah e su scuole di Al-Farabi dove i terroristi di Hamas si nascondevano, nel quartiere Rimal di Gaza», eliminando numerosi miliziani palestinesi. L’Idf ha inoltre «condotto raid mirati sui complessi operativi a Khan Yunis, dove sono state localizzate numerose armi e infrastrutture sotterranee utilizzate dai terroristi». Decine di civili sono però rimasti uccisi o feriti, la maggior parte delle quali donne e bambini, a causa dei bombardamenti israeliani che hanno preso di mira la Striscia di Gaza a partire dall’alba. Secondo l’agenzia palestinese Wafa, il bombardamento di due case nel nord di Gaza ha ucciso almeno 14 persone.

Tre ostaggi uccisi per errore da Israele a Gaza, proteste a Tel Aviv. Gli aggiornamenti sulla guerra in Medio Oriente.
Esplosione nella Striscia di Gaza (Getty Images).

Iran, giustiziata tramite impiccagione una spia del Mossad

L’agenzia di stampa ufficiale dell’Iran, Irna, ha riferito che un agente del Mossad è stato giustiziato tramite impiccagione nella provincia sud-orientale del Sistan-Baluchestan. «Ha comunicato con servizi stranieri, raccogliendo informazioni riservate e, con la partecipazione di altri, ha fornito documenti a servizi stranieri, incluso il Mossad», spiega l’agenzia.