Per Treccani è “Femminicidio” la parola dell’anno

Redazione
28/12/2023

«Scelta che evidenzia l'urgenza di porre l'attenzione sul fenomeno della violenza di genere, per stimolare la riflessione e promuovere un dibattito costruttivo intorno a un tema che è prima di tutto culturale», ha spiegato l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana.

Per Treccani è “Femminicidio” la parola dell’anno

Nell’ambito della campagna di comunicazione #leparolevalgono, volta a promuovere un uso corretto e consapevole della lingua da parte dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, la Treccani ha indicato “femminicidio” come parola dell’anno. Una scelta, si legge in un comunicato, che «evidenzia l’urgenza di porre l’attenzione sul fenomeno della violenza di genere, per stimolare la riflessione e promuovere un dibattito costruttivo intorno a un tema che è prima di tutto culturale: un’operazione pensata non solo per comprendere il mondo e la società che ci circondano, ma anche per contribuire a responsabilizzare e sensibilizzare ulteriormente lettori e lettrici su una tematica che inevitabilmente si è posizionata al centro dell’attualità».

Per Treccani è “Femminicidio” la parola dell’anno: «Urgenza di porre l'attenzione sul fenomeno della violenza di genere».
Le scarpette rosse simbolo della lotta alla violenza di genere (Imagoeconomica).

La definizione di “femminicidio” secondo il Vocabolario Treccani

Questa la definizione di “femminicidio” registrata nel Vocabolario della lingua italiana Treccani: «Uccisione diretta o provocata, eliminazione fisica di una donna in quanto tale, espressione di una cultura plurisecolare maschilista e patriarcale che, penetrata nel senso comune anche attraverso la lingua, ha impresso sulla concezione della donna il marchio di una presunta, e sempre infondata, inferiorità e subordinazione rispetto all’uomo». Il termine “femminicidio” fu registrato nei Neologismi Treccani del 2008: si tratta di un calco dell’inglese “feminicide”, coniato dalla criminologa Diana Russell nel 1976.

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Per Treccani è “Femminicidio” la parola dell’anno: «Urgenza di porre l'attenzione sul fenomeno della violenza di genere».
Manifestazione contro la violenza sulle donne (Imagoeconomica).

Il termine ha fatto la sua comparsa nella lingua italiana nel 2001

«Non ci occupiamo della ricorrenza e della frequenza d’uso della parola “femminicidio” in termini quantitativi, ma della sua rilevanza dal punto di vista socioculturale: quanto è presente nell’uso comune, in che misura ricorre nella stampa e nella saggistica? Purtroppo, nel 2023 la sua presenza si è fatta più rilevante, fino a configurarsi come una sorta di campanello d’allarme che segnala, sul piano linguistico, l’intensità della discriminazione di genere», ha affermato Valeria Della Valle, direttrice scientifica del Vocabolario Treccani insieme con Giuseppe Patota. «Il termine, perfettamente congruente con i meccanismi che regolano la formazione delle parole in italiano, ha fatto la sua comparsa nella nostra lingua nel 2001: da allora si è esteso a macchia d’olio quanto il crimine che ne è il referente».