Tremonti: «Habemus pactum novum»

Redazione
18/10/2010

«Habemus pactum… novum». Così il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha sintetizzato l’accordo raggiunto a Lussemburgo tra i ministri finanziari dell’Unione...

Tremonti: «Habemus pactum novum»

«Habemus pactum… novum». Così il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha sintetizzato l’accordo raggiunto a Lussemburgo tra i ministri finanziari dell’Unione Europea sulla revisione del patto di stabilità. L’intesa, giunta dopo 11 ore ininterrotte di riunione, contiene «formule flessibili, ragionevoli e gestibili dal governo italiano».
Un «buon testo», dunque, perché «consente di recepire alcuni insegnamenti che sono venuti dalla crisi» e «sintetizza le ragioni politiche con le ragioni tecniche». Il ministro ha poi tenuto a precisare che l’Italia non ha dovuto avanzare alcuna «richiesta di dilazione o estensione della valutazione del debito ai fattori rilevanti», perché  «la posizione italiana si è rivelata coerente con quanto deciso con il consenso di tutti».

Nessun «riferimento numerico» sul debito pubblico

Per quanto riguarda il debito pubblico, in particolare, «non c’è alcun riferimento numerico», ha affermato Tremonti, contrariamente alla proposta della Commisione Ue che prevede per i Paesi con un debito superiore al 60% del Pil un taglio di un ventesimo l’anno. In ogni caso, ha concluso Tremonti, la crisi economica «non è stata causata dalla finanza privata per cui controllare il debito pubblico è importante ma non sufficiente».
Sulla sostenibilità e sull’andamento della riduzione del debito, precisa infine il direttore generale del ministero del Tesoro, Vittorio Grilli, la valutazione avverrà sulla base di vari fattori, tra cui il debito privato.
Secondo fonti Ue, il testo raggiunto sarebbe un compromesso tra le posizioni dei rigoristi, come la Germania, e il fronte dei Paesi guidato dalla Francia.
I primi avrebbero accettato uno scatto non automatico di sanzioni in caso di un eccessivo rapporto deficit/Pil, ma dopo sei mesi dall’infrazione; i secondi sarebbero, come contropartita, disposti a modificare il trattato di Lisbona entro il 2013.
I contenuti del patto siglato oggi saranno discussi in occasione del vertice dei capi di Stato e di governo a Bruxelles il 28 e 29 ottobre.