Trenitalia, l'odissea tra Salerno e Torino

Trenitalia, l’odissea tra Salerno e Torino

14 Giugno 2012 12.45
Like me!

Vorrei segnalare una disavventura che mi è capitata sul
Frecciarossa, il treno che rappresenta l’offerta di punta della
nostra compagnia ferroviaria di bandiera.
Sabato 5 maggio rientravo da Salerno a Torino utilizzando i treni
AV 9548 da Salerno a Roma (partenza da Salerno alle 15.02 e
arrivo previsto a Roma Termini alle 17) e AV 9578 da Roma a
Torino (partenza da Roma Termini alle 17.46 e arrivo a Torino
Porta Susa alle 22.13).
La coincidenza alla stazione Termini di Roma era sufficientemente
ampia, per cui il viaggio non presentava criticità
particolari.
Partiti in orario perfetto da Salerno alle ore 15.02, siamo
giunti a Napoli Centrale in orario. Qui il capotreno annunciava
che, causa problemi tecnici, saremmo ripartiti da Napoli con un
ritardo imprecisato. Dopo alcuni minuti il treno però si muoveva
e tutti ci siamo guardati soddisfatti, pensando che il problema
tecnico fosse stato brillantemente risolto.
TRENO FERMO PER CIRCA UN’ORA. Invece dopo
100 metri di marcia il treno si fermava nuovamente e lì restava
per circa un’ora. Poi veniva instradato (via Aversa) sulla
linea tradizionale e solo dopo qualche tempo veniva re instradato
sulla linea AV.
Siamo quindi arrivati a Roma Termini con un’ora di ritardo
intorno alle 18, giusto un quarto d’ora dopo la partenza
dell’ultimo AV per Torino, sul quale avevamo i nostri posti
prenotati. Avevamo invano richiesto al capotreno di far attendere
il Frecciarossa per Torino, in fondo si trattava di ritardarne la
partenza solo di qualche minuto (come è stato fatto per altri
viaggiatori che proseguivano da Roma per Genova e Brescia), ma
niente da fare.
DA MILANO A TORINO COL REGIONALE. Per cui, visto
che non c’erano più treni per Torino, il capotreno ci ha fatto
proseguire sul medesimo treno la cui destinazione finale era
Milano Centrale, dove avremmo trovato coincidenza con il
Regionale Veloce 2032 delle ore 22.15 per Torino. Ora di arrivo a
Torino intorno alla mezzanotte, due ore dopo l’orario
previsto.
Ma l’avventura non era finita. Giunti a Milano Centrale
intorno alle 21.30, in attesa di verificare da quale binario
sarebbe partito il treno per Torino, veniva annunciato che,
causa lavori inderogabili sulla linea ferroviaria Milano-Torino,
il servizio ferroviario tra le stazioni di Chivasso e Torino era
interrotto. e sostituito da autobus.
Arrivati a Chivasso, abbiamo percorso la distanza fra la stazione
ferroviaria e il Movicentro (alcune centinaia di metri) e lì
abbiamo trovato ad attenderci il bus che ci avrebbe portato a
Torino dove siamo giunti all’1, quindi con un ritardo di tre
ore.
Saliti sul bus ci siamo anche chiesti che cosa sarebbe accaduto
se i passeggeri del treno fossero stati superiori ai posti
disponibili, cosa realmente successa, perché alcuni dei
passeggeri saliti che non avevano trovato posto a sedere sul bus
sono stati fatti scendere (chissà se sono ancora al Movicentro
di Chivasso).
Tutto questo per Trenitalia è stato considerato come
regolare: nessuna nostra richiesta di rimborso è stata
accettata in quanto l’azienda, con una risposta scritta, ci ha
comunicato che si sente a posto con la coscienza, poiché ci ha
portato fino a destinazione. Il punto, però, è come ci ha
portato e con che ritardo.
VIAGGIO PEGGIORI DI UNA VOLTA. La morale è che
nonostante la sberluccicante promozione dell’alta velocità,
oggi in Italia si viaggia peggio di una volta. Certo, se tutto va
bene in poche ore da Milano si giunge a Roma e un bolognese può
andare a prendere l’aperitivo in piazza della Signoria e
tornare per cenare in via Indipendenza, ma se devi andare da
Aosta a Piombino, da Belluno a Imperia o da Trapani a Siracusa,
non c’è storia, è una drammatica avventura di orari e
coincidenze spesso improbabili, di treni sporchi e
maleodoranti.
Tra l’altro, da vecchio viaggiatore, ho preso in mano un Orario
Pozzo del 1997 per vedere come si viaggiava tra Salerno e Torino
15 anni fa, quando le Ferrovie dello Stato non erano ancora
approdate all’alta velocità. Ebbene, il treno InterCity 524
denominato «Cavour» impiegava nove ore e mezza,
percorrendo la linea tirrenica, ora quasi in dismissione.
E ho anche confrontato i costi. A quei tempi il biglietto di
seconda classe, con supplemento intercity, era di 95 mila lire,
pari a 49 euro. Oggi, con la tariffa base è di 135 euro. Niente
male per un’azienda che taglia le linee dei pendolari e arriva
ad annunciare la sospensione del traffico regionale dal prossimo
anno.
Comunque, nonostante tutto, come faccio da quasi 60 anni,
continuerò a viaggiare in treno perché mi piace, e perché
sostengo a spada tratta che il trasporto pubblico deve essere una
imprescindibile opportunità per un popolo civile.

Roberto Paoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *