Trentenni sull’orlo di una crisi di nervi?

Elisabetta Grandi
03/02/2011

Quanto manca alla società civile la rabbia e l'energia delle ragazze nate negli anni 70.

Non sosterrò, secondo il malcostume corrente, di essere stata fraintesa. Ma forse chi ha letto il mio pezzo sulle Trentenni non pervenute (leggi anche Le trentenni? Né capibranco, né sprovvedute di Antonietta Demurtas) e se ne è risentita, è stata un po’ precipitosa e non è arrivata fino in fondo all’articolo. «Ci mancate molto», scrivevo nell’ultima riga.
E questo mi può assolvere, credo, dalla gragnuola di accuse che mi sono piovute addosso: quella di voler dare lezioni, di essere invidiosa, di pontificare, di fare le pulci e di intentare processi, oltre naturalmente alla colpa di possedere privilegi che purtroppo non possiedo (non ho auto coi sedili in pelle, i miei figli si arrangiano alla meglio tra genitori separati, non conduco una vita bohemienne, non sono mai stata da un chirurgo estetico, eccetera).
DOVE SIETE? Più semplicemente, più modestamente e anche molto più affettuosamente, chiedevo dove siete e perché è così raro incontrarvi in momenti in cui si vorrebbero in campo le energie di tutte. E voi energia ne avete da vendere, a leggere i commenti postati su Lettera43.it. Né vi mancano intelligenza, acume e artigli affilati dall’ironia. Ma di questo, credetemi, nessuno dubitava e dubita.
E però, anche, quanta rabbia, e quanto è stretta e dolorosa, in ciò che scrivete, l’oscillazione tra risentimento e rassegnazione. Siete sull’orlo di una crisi di nervi, come le mujeres del celebre film di Almodovar? E allora portatela in piazza quella rabbia, che adesso ce n’è bisogno. Ma portate anche i vostri sorrisi, perché ne abbiamo nostalgia.
Infine, non vorrei, cara Demurtas, che la solidarietà tra donne di generazioni diverse si rinsaldasse sull’invettiva contro i maschi tout court, brandendo insieme gli strali di un femminismo così retrò. Voi trentenni ci mancate per voi stesse, per la vostra energia, lucidità e bellezza, non certo come guerriere da mettere in campo per una guerra d’altri tempi (ma sia chiaro, Antonietta, tutto ciò che hai scritto sugli uomini, lo condivido parola per parola…).