Trentuno minatori già dimessi

Redazione
16/10/2010

Sono in tutto 31 i minatori dimessi dall’ospedale regionale cileno di Copiapò, a 48 ore dal loro ricovero dopo il...

Trentuno minatori già dimessi

Sono in tutto 31 i minatori dimessi dall’ospedale regionale cileno di Copiapò, a 48 ore dal loro ricovero dopo il salvataggio nella miniera di San José. Gli ultimi due, che soffrono uno di infezione dentale e un altro di vertigini, saranno trasferiti in altri ospedali.
Uno di loro, il ventitreenne Richard Villarroel, ha raccontato che nei momenti più difficili era affiorato in molti lo spettro del cannibalismo. «Aspettavamo la morte», ha raccontato, «ci stavamo spegnendo, eravamo così magri. Io avevo perso 11 chili. Ho temuto di non poter vedere il figlio che mia moglie sta aspettando».
Nel frattempo il presidente cileno Sebastian Pinera, in un’intervista concessa al quotidiano britannico Times all’inizio del tour europeo in Gran Bretagna, Francia e Germania, ha affermato che nella vicenda del salvataggio dei 33 minatori di San José si è ispirato alla celebre frase di Churchill, «Non ho altro da offrire che sangue, fatica, lacrime e sudore». Pinera si è detto orgoglioso perché «il Cile non sarà più visto come il Paese di Pinochet, ma come un esempio di unità, leadership e coraggio, fede e successo».