Francesco Pacifico

La strategia di Tria dietro lo slogan della flat tax per il ceto medio

La strategia di Tria dietro lo slogan della flat tax per il ceto medio

09 Aprile 2019 18.37
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Più che a una sola aliquota Giovanni Tria guarda a una deduzione unica. Che sommi il centinaio di strumenti esistenti per crearne soltanto una per alleggerire il fisco alle famiglie. E se si riuscirà nel progetto – ma soltanto allora – si potrà anche parlare di flat tax.
Dopo le pressioni di Luigi Di Maio e Matteo Salvini il ministro dell'Economia ha ceduto e inserito nel Documento economico e finanziario passato in queste ore in Consiglio dei ministri la tassa piatta tra gli obiettivi strategici del governo. «Il sentiero di riforma», si legge nel Def per i prossimi anni prevede la graduale estensione del regime d'imposta sulle persone fisiche a due aliquote del 15 e 20 per cento, a partire dai redditi più bassi, al contempo riformando le deduzioni e detrazioni». Ma nella stessa pagina si legge pure che la filosofia con la quale ci si muove è «la graduale introduzione di aliquote d'imposta fisse, con un sistema di deduzioni e detrazioni che preservi la progressività del prelievo». Ed è questa seconda parte a prevalere sull'altra.

UNA SFORBICIATA DA 6 – 8 MILIARDI A DEDUZIONI E INCENTIVI

Spiegano dal Mef che Tria – che da economista ha studiato non poco la tassa piatta – non soltanto ha annunciato nel Def che il cantiere fiscale durerà più anni, forse tutto il resto della legislatura. Ma ha messo nero su bianco come prioritario il fatto che va accompagnato il tutto con un sistema che garantisca la progressività, come prevede la Costituzione. Da qui nasce la sua proposta, che va incontro alle richieste di Di Maio di aiutare le famiglie e di Salvini di premiare il ceto medio. Proposta che avrebbe già avuto dietro le quinte un primo via libera. Tria ha chiesto innanzitutto ai leader gialloverdi di avere mandato per sistemare quel mare magnum che è il sistema degli incentivi fiscali: 636 misure diverse (466 erariali e 170 di carattere locale) locali, circa la metà destinata a pochissime categorie, valore totale 75,2 miliardi di euro, dei quali circa 48 miliardi destinati al welfare. Il ministro dell'Economia vuole creare un'unica deduzione mettendo assieme gli "sconti" per i nuclei numerosi, per la casa, per le politiche per il lavoro e la formazione o per la salute. L'obiettivo, con un'unica deduzione, è sfrondare dal monte complessivo delle agevolazioni tutte le misure settoriali (cioè dirette a pochi) e quelle che finiscono per duplicarsi tra loro. Da questo restyling spera di recuperare tra i 6 e gli 8 miliardi, da utilizzare per tagliare le tasse.

TRE ALIQUOTE MEDIANE ACCORPATE NELLA TASSA UNICA DEL CETO MEDIO

La riforma fiscale di Tria infatti si comporrebbe di due parti. Da un lato i contribuenti potrebbero dedurre in unica voce le spese per i figli, la salute, la formazione, la casa e la cura dei soggetti più deboli a carico, vedendosi abbassare la cifra dichiarata. Dall'altro, ci sarà un accorpamento delle prime tre aliquote mediane dell'Irpef (fino al 33 per cento dei reddito) per crearne una ad hoc per il ceto medio. Anche se difficilmente con un'imposizione al 15 per cento su un reddito massimo di 50mila euro, come chiesto dalla maggioranza e previsto per il futuro nel Def. Nell'ultimo vertice di maggioranza Cinquestelle e Lega si sono riavvicinati proprio sul progetto della flat tax. Ma Tria e il premier Giuseppe Conte avrebbero chiarito che si entrerà nel merito soltanto dopo le Europee e dopo le prossime previsioni della Ue sulla crescita dell'Eurozona. Soltanto allora sarà chiaro il conto presentato dalla Commissione che sicuramente si aggiungerà ai quasi 23 miliardi previsti per disinnescare l'aumento dell'Iva e agli altri 7/8 che potrebbero essere necessari in caso di crescita zero per contenere il deficit. Va da sé che gli spazi di manovra sono minimi, a maggior ragione per una legge di bilancio che potrebbe sfiorare il punto di Pil. Intanto, però, in via XX settembre stanno già facendo le prime simulazioni nella direzione indicata da Tria, cercando di mettere ordine nel caos delle tax expanditures.

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