Cos'ha detto Tria su deficit, ripresa e dl famiglia

Cos’ha detto Tria su deficit, ripresa e dl famiglia

Affondo del ministro sulla misura del M5s: «Mancano le coperture». Sugli 80 euro: «Verranno riassorbiti». E sul deficit al 3% ribadisce: «Non è una decisione autonoma dai mercati».

21 Maggio 2019 07.50

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Il cdm chiuso con un nulla di fatto nella notte tra il 20 e 21 maggio non si è bloccato solo per il dl sicurezza bis di marca salviniana. Un blocco ha riguardato anche il dl famiglia pensato e proposto dal M5s. A certificarlo è stato il ministro dell'Economia Giovanni Tria.

«SUL DL FAMIGLIA MANCANO LE COPERTURE»

Intervenendo alla trasmissione Agorà, il titolare del Mef ha criticato le coperture proposte dai grillini: «Non sappiamo cosa sia questo miliardo. Se si spenderà meno di quanto preventivato (per il reddito di cittadinanza, ndr) si saprà a fine anno e non adesso. È inoltre chiaro che queste spese non possono essere portate all'anno successivo». Per il ministro le coperture alla misura per il momento «non sono state individuate» e per questo il provvedimento è stato rinviato. Immediata la replica di Di Maio: «Il decreto famiglia è una priorità politica, i soldi ci sono, l'Inps ci dice che un miliardo quest'anno lo riusciamo a recuperare. Per me quando si decide dove destinare i soldi è la politica che lo decide non i tecnici, fermo restando che ho sempre apprezzato il ruolo da cane da guardia dei conti di Tria».

DI MAIO: «DECRETO DOPO LE EUROPEE, LE COPERTURE CI SONO»

«Il decreto famiglia per me è un'emergenza ma non è da approvare prima del voto alle Europee. Le famiglie non sono un argomento elettorale», ha affermato il vicepremier Luigi Di Maio presentando la fase due del governo con tutti i ministri del Movimento. Per le famiglie abbiamo un miliardo che ci deriva dal reddito di cittadinanza e lo vogliamo investire grazie al fondo che ogni 4 mesi raccoglie gli avanzi non utilizzati per la misura di sostegno". Lo afferma il vicepremier Luigi Di Maio presentando la fase due del governo con tutti i ministri del Movimento. "Le coperture ci sono, il fondo c'è e lo potremo usare con un decreto ministeriale – aggiunge – che sarà scritto con le famiglie».

«GLI 80 EURO VERRANNO RIASSORBITI»

«Nell'ambito di una riforma fiscale gli 80 euro vengono riassorbiti. Tecnicamente è stata una decisione sbagliata, risultano come spese e non come un prelievo. Inoltre tecnicamente è stato un provvedimento fatto male», ha detto Tria parlando degli 80 euro, che – ha ricordato – sono stati adottati dall'ex premier Renzi «spendendo 10 miliardi poco prima delle precedenti elezioni europee».

«IL DEFICIT AL 3%? DECISIONE NON AUTONOMA DAI MARCATI»

Il ministro ha poi velatamente criticato l'uscita del vicepremier Salvini sul possibile aumento del deficit al 3%: «Il deficit non è una decisione autonoma dai mercati, perché significa prendere denaro a prestito» e «il problema è che il deficit significa che qualcuno sia disponibile a prestarci del denaro a quel tasso di interesse. Inutile pensare di fare un deficit per 2-3 miliardi in più quando poi per fare questo dobbiamo fare interessi aggiuntivi per 2-3 miliardi». Per quanto riguarda il rapporto col ministro dell'Interno, Tria si è limitato a dire che Salvini è informato: «Non devo spiegare nulla a nessuno. C'è una campagna elettorale in atto».

LA RICETTA DI DI MAIO: INVESTIMENTI E SOCIALE FUORI DAL PATTO

Ma sul tema è intervenuto anche il leader M5S Luigi Di Maio: «Noi proponiamo e proporremo in Europa, anche attraverso il nostro commissario e in Parlamento, il superamento del patto di stabilità per gli investimenti produttivi e sul sociale. Questo ci consentirà di fare un patto per la crescita sostenibile con l'Europa» per liberare poi risorse, svincolate dal tetto deficit/Pil, «per ridurre il cuneo fiscale e i costi del lavoro» ,ha annunciato il vicepremier Luigi Di Maio alla presentazione della fase due del governo del cambiamento. Senza spiegare che gli investimenti sono già fuori dal patto di stabilità.

«PREFERISCO IL TAGLIO DELL'IRPEF E L'AUMENTO DELL'IVA»

Il titolare del Tesoro ha poi affrontato anche lo spinoso tema delle tasse. Meglio avere più imposte dirette e meno Irpef «è una mia posizione scientifica» ed è «un'opinione che riguarda la composizione del prelievo: non ha nulla a che vedere con l'ammontare delle tasse», ha spiegato ribadendo di «rimanere fermo» a quanto deciso dal Parlamento sul Def: «La risoluzione da una parte chiede di evitare l'aumento dell'Iva dall'altro di mantenere gli obiettivi specificati nel Def. Nella legge di bilancio si dovrà vedere come trovare coperture alternative all'Iva per finanziare tutti i nostri programmi. Questo ha deciso il Parlamento e questo il governo e a questo il mio ministero sta lavorando. Tutto il resto sono chiacchiere».

«PER LA FLAT TAX BISOGNA CONTENERE LA SPESA»

«La flat tax si può fare facendo delle scelte conseguenti dal lato della spesa. La flat tax di per sé è un termine molto generico, bisogna vedere come è disegnata, qual è il percorso che verrà seguito per fare questa riforma fiscale», ha commentato il ministro. «È chiaro che c'è un percorso che bisogna fare, non potrà essere fatta tutta insieme e questo si deciderà. C'è un bilancio da considerare, se di diminuiscono le tasse nel loro complesso evidentemente si deve contenere la spesa»,

«RIPRESA PIÙ FORTE NELLA SECONDA PARTE DEL 2019»

Il capo del Mef è poi tornato sulla delicata questione della crescita economica spiegando che «nella seconda parte dell'anno potremo avere una ripresa più forte e dipende anche da quanto riusciamo a creare fiducia negli investitori e fiducia nei risparmiatori, che così possono utilizzare più reddito per i consumi. Per questo non bisogna creare allarmi per il futuro». Allarmismi che potrebbero finire con una maggiore stabilità politica.

«LA STABILITÀ POLITICA AIUTA LA CRESCITA»

«La stabilità politica», ha infatti spiegato il ministro, «è uno dei fattori importanti della crescita, come quella sociale, e quella finanziaria. Abbiamo bisogno di tutte e tre queste stabilità per creare un ambiente per la crescita». Il ministro, incalzato più volte su questo tema, ha sostenuto che «c'è una campagna elettorale in atto» e ha mostrato ottimismo sulla tenuta dell'esecutivo: ottimismo della volontà e pessimismo della ragione «in questo caso coincidono». Sull'ultimo infuocato consiglio dei ministri Tria si è limitato a rispondere in modo riservato. «È stato proficuo», ha detto, «e abbiamo fatto delle nomine importanti da me proposte. Poi c'è stata una discussione sull'opportunità o meno di fare alcune decreti e si è deciso di non farli e di rinviarli». «Il clima è normale», ha poi aggiunto, «siamo persone educate». Poi però ha aggiunto che «dissensi politici evidentemente a volte ci sono, ma questo credo che sia normale».

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