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Cosa ha detto Tria al Senato sulla procedura d'infrazione

Cosa ha detto Tria al Senato sulla procedura d’infrazione

Il ministro dell’Economia ha rivendicato per il 2019 una correzione di bilancio molto forte, che ha «messo in sicurezza» il Paese anche sul fronte dei mercati finanziari. La manovra 2020? «Non sarà “lacrime e sangue”».

04 Luglio 2019 17.27

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Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, è intervenuto al Senato per spiegare in che modo il governo è riuscito a evitare l’apertura di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. Il titolare del Tesoro ha parlato di una «correzione molto forte» dei conti pubblici, con un aggiustamento strutturale «condotto in una fase dell’economia abbastanza difficile, in cui siamo ancora vicini alla crescita zero». La correzione, ha aggiunto Tria, ha «messo in sicurezza» il Paese anche sul fronte dei mercati finanziari. Il ministro, tuttavia, ha negato che l’intervento effettato sui conti sia equiparabile a una manovra correttiva: «C’è chi ne ha parlato, ma non c’è stata una manovra nel senso tradizionale del termine. C’è stata una correzione del bilancio in base agli andamenti della finanza pubblica».

LA PROSSIMA MANOVRA? «NON SARÀ LACRIME E SANGUE»

Tria ha parlato anche della lettera inviata alla Commissione europea con gli impegni per il futuro: «Abbiamo garantito di continuare il programma di aggiustamento strutturale. Non abbiamo fornito cifre, ma un minimo di aggiustamento dovrà essere fatto». Per capirne l’entità bisognerà «rivedere l’andamento dell’economia della seconda metà dell’anno, i controlli finali sul livello di aggiustamento strutturale raggiunto nel 2019 e quindi determinare l’obiettivo per il 2020», considerando anche che ci sarà «un po’ di flessibilità». La prossima legge di bilancio, in ogni caso, «non sarà una manovra “lacrime e sangue”, si porta avanti quello che è stato approvato nel programma di stabilità».

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