A Trieste non hanno invitato gli atleti africani alla maratona

A Trieste non hanno invitato gli atleti africani alla maratona

Gli organizzatori sostengono che la scelta fosse per evitare lo sfruttamento. Poi la retromarcia: «Abbiamo lanciato una provocazione». La procura sportiva apre un fascicolo.

27 Aprile 2019 12.09

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Una mezza maratona a cui non sono stati invitati gli atleti africani. È successo a Trieste per il Trieste Running Festival in programma nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia dal 3 al 5 maggio 2019. E in molti hanno visto nella decisione degli organizzatori un chiaro e deliberato atto razzista. Al termine di una giornata di polemiche, è arrivata la marcia indietro: «Dopo avere lanciato una provocazione che ha colto nel segno, richiamando grande attenzione su un tema etico fondamentale, contrariamente a quanto comunicato, inviteremo anche atleti africani», ha annunciato in una nota il patron dell'evento Fabio Carini.

SPACCIATA COME UNA MOSSA «PER EVITARE LO SFRUTTAMENTO»

Tra i primi a sollevare il tema era stata l'eurodeputata del Partito democratico Isabella De Monte: «A Trieste siamo arrivati alle epurazioni nello sport: ultima follia di un estremismo che sta impregnando e snaturando la città, sulla quale i più alti rappresentanti politici e istituzionali hanno messo la faccia. Fatto grave e indegno». Secondo la Repubblica gli organizzatori dell'evento sostengono di aver escluso i maratoneti del Continente nero per evitarne lo sfruttamento: «Quest'anno abbiamo deciso di prendere soltanto atleti europei per dare uno stop affinché vengano presi dei provvedimenti che regolamentino quello che è attualmente un mercimonio di atleti africani di altissimo valore, che vengono semplicemente sfruttati e questa è una cosa che non possiamo più accettare», ha dichiarato Carini. Ma l'argomentazione non è bastata a convincere chi vede nella scelta una palese discriminazione.

LA PROCURA SPORTIVA HA APERTO UN FASCICOLO DI INDAGINE

Anche la federazione di Atletica ha reagito chiedendo subito un rapporto sull'accaduto: «Siamo la federazione che applica già uno ius soli molto avanzato, dove l'uguaglianza e il rispetto sono l'assoluta normalità. Vigileremo con la massima attenzione, verificando i fatti e le motivazioni», ha scritto sui social Fabio Pagliara, segretario generale della Federazione italiana atletica leggera (Fidal). Pagliara ha anche fatto sapere che, «anche su sollecitazione del Coni», in queste settimane si sta lavorando per una «rivisitazione del ruolo degli agenti». Secondo Gazzetta.it la procura federale avrebbe già aperto un fascicolo.

L'ASSESSORE: «NESSUN DIVIETO, VALUTIAMO QUERELE»

Via Facebook era arrivata la risposta dell'assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti: «Non è stata vietata l'iscrizione a nessuno. Anche un atleta africano, anche keniano, può partecipare e vincere la Trieste Half Marathon il 5 maggio. Se vuole venire qua si porta anche a casa il premio in denaro». La Miramar, l'associazione organizzatrice, «ha semplicemente detto di non volere dare più soldi a manager che sfruttano gli atleti. Siamo stati tirati in ballo come se noi avessimo deciso qualcosa. Stiamo valutando delle querele. E suggerirei anche agli organizzatori di valutare queste ipotesi».

GIORGETTI: «NO ALL'ESCLUSIONE, MA CI SONO GLI SCAFISTI DELLO SPORT»

Sul caso è intervenuto il leghista Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza con delega allo Sport: «Sbagliato escludere gli atleti africani. Non è così che si risolvono i problemi. Ma attenzione perché il malessere esploso a Trieste nasconde l'ennesimo sfruttamento, quelli che chiamo gli scafisti dello sport. Aprirò subito un'indagine interna per quanto riguarda le mie competenze. Ascolterò tutte le parti in causa per fare chiarezza».

SUI SOCIAL LANCIATO IL BOICOTTAGGIO

La risposta istituzionale però è arrivata solo dopo la rivolta sui social. «Che schifo», «Vergogna», «Psicopatici. Bisogna fermarli, questi ci trascinano nel baratro», sono alcuni dei messaggi che si leggono da Facebook a Twitter a commento della decisione degli organizzatori. Ed è spuntato anche l'hashtag: #boicottamaratonatriste. Centinaia i messaggi di condanna postati per tutta la mattinata dagli utenti. In molti replicano sul profilo del patron della manifestazione, Fabio Carini, che continua a difendersi dalle accuse di razzismo. «A Trieste si corre la maratona ma senza Africani, Buon 1938 a tutti», ha scritto qualcuno. E ancora: «A Trieste si inaugura la maratona razziale»; «Boicottiamo la competizione e i suoi sponsor». C'è chi, più conciliante, ha chiesto una "risposta civile" e lanciato un appello a tutti gli atleti e sportivi di boicottare questa manifestazione e chi assume posizioni più morbide. Non mancano i commenti di politici e sindacati locali e nazionali, dalla Sil Cgil di Trieste al presidente della Fnsi Beppe Giulietti, che ha twittato: «Vietare la partecipazione degli atleti neri alla maratona di Trieste è un atto contro la Costituzione, spetta alle autorità impedirlo». Duro anche il Pd regionale. In un post su Fb, il vicepresidente del Consiglio regionale Fvg, Francesco Russo, ha commentato: «Una mezza maratona per soli bianchi pensavamo fosse un titolo che si sarebbe potuto leggere solo nell'Alabama del Ku Klux Klan e invece è la cronaca di ciò che accade a Trieste». E c'è chi, con l'amaro in bocca, conclude: «È proprio una mezza maratona quella di Trieste».

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