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Il M5s ha sfidato la Lega esponendo di nuovo lo striscione su Regeni a Trieste

Il M5s ha sfidato la Lega esponendo di nuovo lo striscione su Regeni a Trieste

Il manifesto è riapparso da una finestra degli uffici grillini nel palazzo della Regione Friuli-Venezia Giulia. Era stato fatto togliere dal governatore del Carroccio Fedriga.

21 Giugno 2019 19.17

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Lega e Movimento 5 stelle hanno litigato anche su Giulio Regeni. Colpa della decisione sullo “storico” striscione giallo di Amnesty International che chiede verità per il ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto all’inizio del 2016. Il manifesto era stato rimosso il 20 giugno 2019 dal palazzo della Regione Friuli-Venezia Giulia, in piazza Unità d’Italia, a Trieste, per volere del governatore leghista Massimiliano Fedriga. Ma il giorno dopo i consiglieri regionali grillini hanno risposto esponendolo da una finestra degli uffici del Movimento, nel palazzo del Consiglio stesso, che affaccia sulla centrale piazza Oberdan.

«GESTO SIMBOLICO DI VICINANZA ALLA FAMIGLIA»

Gli stessi consiglieri hanno spiegato che «il cartello resterà lì nonostante la scelta del governatore Fedriga. Si tratta di un gesto simbolico, con il quale vogliamo ribadire la vicinanza alla famiglia ed esprimere il sentimento di una comunità che non vuole smettere di credere alla ricerca della verità».

TOLTO UFFICIALMENTE PER L’UNDER 21

Lo striscione era stato esposto nel 2016 personalmente dalla allora presidente della Regione, Debora Serracchiani del Partito democratico. La rimozione è avvenuta ufficialmente per far spazio agli addobbi per l’Europeo Under 21 di calcio. Che però finisce domenica 30 giugno.

FEDRIGA: «NON SARÀ PIÙ ESPOSTO»

Poi Fedriga ha fugato ogni dubbio e ha spiegato: «Anticipando le polemiche che continueranno a susseguirsi a ogni batter di ciglio, comunico che lo striscione non verrà più esposto né a Trieste né in altre sedi della Regione Friuli». La Lega aveva “sfregiato” il ricordo di Regeni anche a Ferrara, quando, in seguito all’elezione del sindaco Alan Fabbri, una bandiera del partito aveva coperto il messaggio per Giulio. Dopo è arrivata la vicenda friuliana. Fedriga ha detto: «Malgrado non condivida la politica degli striscioni e dei braccialetti, non l’ho fatto rimuovere per più di un anno per non portare nell’agone politico la morte di un ragazzo». Che adesso ci è finita in pieno.

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