Tripoli, attacco alla sede della compagnia petrolifera nazionale

Tripoli, attacco alla sede della compagnia petrolifera nazionale

10 Settembre 2018 08.11
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È terminato l'attacco alla sede della compagnia petrolifera libica, la National Oil Corporation (Noc) a Tripoli. La Commissione per i feriti del governo di accordo nazionale ha riferito ai media locali un bilancio di almeno otto morti e 10 feriti. Le Forze speciali di deterrenza (Rada) hanno assunto ora il pieno controllo dell'edificio.

L'attacco è stato realizzato da un commando di sei uomini, tutti morti nell'operazione. Le altre due vittime sono due agenti della sicurezza. Il palazzo è stato circondato per alcune ore e gli uomini armati si sono asserragliati all'interno. Un testimone oculare ha riferito al portale Al-Wasat che un imprecisato numero di dipendenti della compagnia sarebbe riuscito ad abbandonare l'edificio. Gli assalitori erano armati di fucili mitragliatori e bombe a mano. Il presidente della Noc Mustafa Sanallah è riuscito a scappare dal quartier generale ed è incolume. L'azione non è stata rivendicata. La Noc è la compagnia petrolifera nazionale, di gran lunga la più importante azienda del Paese. «L'attacco terroristico di oggi contro il quartier generale di un pilastro chiave dell'economia della Libia è un atto vile e spregevole che non scoraggerà tutti i libici di buona volontà dal procedere verso la pace e la riconciliazione. Le nostre più sentite condoglianze alle vittime e alle loro famiglie», ha scritto l'ambasciatore d'italia in Libia Giuseppe Perrone sul proprio profilo Twitter.

RINNOVATO IL CESSATE IL FUOCO

Proprio il 9 settembre, la Missione delle Nazioni Unite di supporto alla Libia (Unsmil) aveva organizzato a Zawiya una riunione per la discussione del consolidamento del cessate il fuoco del 4 settembre scorso tra le milizie rivali nella capitale (leggi perché la guerra aiuta la Francia). Lo ha reso noto la stessa Unsmil in un comunicato, precisando che tutte le parti si sono impegnate a rispettare il cessate il fuoco e istituire un meccanismo di monitoraggio e di verifica dell'accordo sul campo, avviando anche vari colloqui sulle misure di sicurezza nella zona della capitale e nei suoi dintorni. Le milizie rivali, si legge nella nota, «si sono impegnate a firmare un documento» che prevede il «riposizionamento dei gruppi armati nelle località stabilite, lo sviluppo di un piano per il ritiro dei gruppi armati dalle posizioni delle istituzioni legittime e dalle infrastrutture fondamentali di Tripoli, l'assegnazione delle funzioni di sicurezza nella capitale alle sole forze armate regolari e alla polizia».

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