Tris per Inter e Napoli, Roma solo pari in casa

Redazione
26/08/2012

Inter e Napoli fanno tris. Identico risultato per nerazzurri e partenopei che fanno l’esordio in campionato con tre gol, rispondendo...

Inter e Napoli fanno tris. Identico risultato per nerazzurri e
partenopei che fanno l’esordio in campionato con tre gol,
rispondendo così al successo della Juventus sabato 25 agosto contro
il Parma (2-0)
. L’Inter ha superato la neopromossa
Pescara grazie ai gol di Wesley Sneijder, Diego Milito
e Philippe Coutinho, mentre il Napoli ha espugnato il
campo del Palermo con le reti di Marek Hamsin, Christian Maggio
ed Edinson Cavani.
Solo un pari per Zdenek Zeman: la Roma del boemo ha raggiunto in
extremis il Catania, passato per ben due volte in vantaggio
con Giovanni Marchese e Alejandro Gomez. A salvare il
neotecnico dei giallorossi ci hanno però pensato Daniel
Pablo Osvaldo (gol in rovesciata) e Nicolas Federico Alonso
Lopez.
Nell’anticipo delle 18, passo falso del Milan che a San Siro ha steccato la
prima
facendosi battere 1-0 dalla neopromossa Sampdoria di
Ciro Ferrara.

Atalanta-Lazio 0-1

Meglio di così, Vladimir Petkovic non poteva iniziare. La sua
Lazio ha espugnato il sempre difficile campo di Bergamo mostrando
un calcio positivo, fondato sulla costruzione del gioco.
Movimento senza palla, dai e vai continui, voglia di impostare
l’azione sempre e comunque, senza paura di sbagliare.
Non è un caso se il gol partita lo ha segnato Hernanes, un
centrocampista: il reparto, di qualità sopraffina, si esalta con
gli schemi del tecnico bosniaco. Bene anche la fase difensiva, a
parte un brutto quarto d’ora iniziale in cui l’Atalanta
ha sballottato duramente i biancazzurri, tenuti a galla da un
grande Marchetti. Passata la tempesta, la Lazio ha preso però il
timone della gara e non lo ha lasciato fino alla fine, rischiando
pochissimo sulle occasionali ondate dei bergamaschi, che dopo
l’arrembaggio iniziale si sono arresi senza sfoderare il
tradizionale spirito guerriero.
Denis, troppo solo davanti, non ha potuto fare miracoli, anche
perché appare lontano dalla miglior condizione.
GOL VITTORIA DI HERNANES. L’Atalanta è
scatta come si deve e ha messo subito i brividi a Marchetti. La
Lazio si è scossa tre minuti dopo con un tiro di Candreva
centrale e con un colpo di testa insidioso di Mauri.
È stato un doppio segnale d’allarme che l’Atalanta
ha trascurato: al 16esimo Mauri ha pescato bene in area Hernanes,
che scattato sul filo del fuorigioco ha messo dentro da due
passi, in modo scoordinato, ma efficace.
Una volta in vantaggio la Lazio si è sciolta e al 21esimo ha
sfiorato il bis con un destro potente dell’incontenibile
Mauri respinto con difficoltà da Consigli. L’Atalanta ha
accusato il colpo ma al 31esimo è andata vicino al pari con una
gran punizione di Moralez. Marchetti è volato all’incrocio e
gli ha negato la gioia del gol.
BLANDA REAZIONE DEI NERAZZURRI. La ripresa si è
aperta con un bel destro d’esterno al volo di Gonzalez che ha
sfiorato la traversa. L’Atalanta ha tentato di reagire, ma la
Lazio ha mantenuto il controllo delle operazioni: Klose ha
sprecato con un tiro fiacco il possibile raddoppio. Gli uomini di
Petkovic con il passare dei minuti hanno preso il sopravvento del
centrocampo, i nerazzurri sono stati costretti a rincorrere il
pallone e hanno finito con l’innervosirsi. La stanchezza si
è poi fatta sentire e gli errori sono aumentati e Denis è
restato a corto di rifornimenti e finendo con l’impantanarsi.

Chievo-Bologna 2-0

Un lampo di gran classe di Pellissier, un sinistro mortifero di
Cruzado. Il Chievo ha vinto e convinto, dimostrando ottima
condizione fisica, difesa ermetica e sprazzi di buon gioco contro
un Bologna, invece, poco pericoloso davanti, ordinato, ma non in
grado di replicare una volta in svantaggio.
L’avvio è stato soporifero. Ritmo alto, complice una serata
sorprendentemente fresca, ma gli errori sono stati tanti, sia da
una parte sia dall’altra. La prima vera occasione si è fatta
attendere fino al 24esimo quando Thereau ha centrato per
Pellissier il cui destro da buona posizione ha sorvolato la
traversa di Agliardi. Applausi a scena aperta al 33esimo quando
Di Michele ha scavalcato la barriera con un delizioso colpo
sotto, ma l’acrobazia aerea di Luca Rigoni non ha inquadrato
di un nulla la porta felsinea. Primo tempo che si è chiuso con
un Sorrentino completamente inoperoso ma con un Agliardi
certamente non attivissimo, a testimonianza di una prima frazione
di gioco avara di emozioni.
NELLA RIPRESA LE DUE RETI DEL CHIEVO. La ripresa
si è aperta con lo stesso canovaccio tattico. Il Chievo ha
provato a fare la partita, il Bologna ha chiuso e si è difeso
con ordine, cercando la verticalizzazione sull’asse
Diamanti-Acquafresca. Ancora poco spettacolo. Di Carlo ha quindi
optato per la carta Cruzado al posto di un Di Michele generoso ma
poco produttivo. La scelta si è rivelata azzeccata.
Al 64esimo il Chievo come un lampo si è portato in vantaggio.
Cruzado ha pennellato un traversone al bacio dalla destra che la
classe di capitan Pellissier ha trasformato in oro con un gran
colpo di testa che si è insaccato all’incrocio. Pioli ha
risposto prontamente. Fuori Garics dentro l’ultimo arrivo
Gabbiadini. Ma è il Chievo che ha raddoppiato grazie a Cruzado
ben imbeccato da Luciano su schema di punizione ben orchestrato.
Bologna alla deriva che ha terminato in 10 complice
l’espulsione, severa, di Perez.

Merkel e Immobile regalano la vittoria al Genoa

Esordio vincente per il Genoa di Gigi De Canio che, nonostante un
rigore sbagliato dopo pochi minuti, ha battuto un Cagliari che ha
pagato alcuni errori di troppo in difesa e l’imprecisione in
area avversaria.
Squadre schierate in maniera speculare con poche novità rispetto
alle formazioni attese alla vigilia: Mesto e Jorquera titolari
nel Genoa, Larrivey nel Cagliari.
Diverse le occasioni per i padroni di casa durante la prima
frazione di gioco. Tra queste un rigore concesso per trattenuta
di Astori in area di rigore.
IMMOBILE FA ESPLODERE LO STADIO. Nella ripresa
De Canio ha inserito Rossi per Jorquera ma il vantaggio del Genoa
lo ha propiziato un difensore. Azione personale di Granqvist che
ha cercato il triangolo con Immobile, Astori ha provato a deviare
con Agazzi in uscita. Il pallone è rimasto all’altezza del
dischetto. Ancora Granqvist, e sulla respinta di Agazzi è pronto
Merkel a ribadire in gol. La risposta degli ospiti è stata in
due colpi di testa: prima Pinilla da ottima posizione ha messo di
poco alto, poi Rossettini su corner ha colpito perfettamente ma
Frey si è superato deviando il pallone che sembrava già diretto
in gol. Il Genoa ha chiuso quindi definitivamente la gara al
39′ quando Kucka a metà campo ha prolungato di testa un
rinvio della propria difesa, Astori ha bucato il pallone che è
finito a Immobile, l’ex pescarese ha dribblato anche
Rossettini e ha raddoppiato con un preciso diagonale che ha fatto
esplodere il Ferraris.

Palermo-Napoli 0-3

Viaggia sull’asse Hamsik-Maggio la prima vittoria del Napoli,
corsaro al Barbera contro il Palermo, ancora sperimentale, di
Sannino. Ai campani sono bastate le azioni sulla destra dello
slovacco e dell’azzurro per scardinare la difesa rosanero. La
svolta della gara è arrivata nei minuti di recupero della prima
frazione con Maggio che ha servito Hamsik in area: lo slovacco
non si è fatto scappare l’occasione e con un bolide sotto
l’incrocio ha fulminato Ujkani.
Hamsik ha poi ricambiato il favore nella ripresa, dopo alcune
sfuriate dei rosa, e ha servito il compagno con un lancio lungo
30 metri. Stop, tiro e partita in cassaforte.
Prima del sipario è arrivato anche Cavani che non ha fallito il
comodo colpo di testa su assist di Vargas.
PARTENOPEI SUBITO FORTI. In un primo tempo
giocato a sprazzi da entrambe le squadre, è il Napoli ad avere
la meglio dopo aver sprecato una clamorosa occasione al 40esimo
con Cavani: traversa piena da un metro su assist di testa di
Maggio.
Un Palermo ordinato, ma senza fantasia, è riuscito a tenere
testa ai più quotati avversari per oltre 45 minuti, avendo anche
l’occasione di andare in vantaggio. Al 32esimo una punizione
di Miccoli ha trovato la testa di Pisano, appostato nell’area
piccola. Il colpo, a botta sicura, ha sbattuto sul corpo di De
Sanctis, uscito alla disperata.
Ma è stato il Napoli a fare la partita e a rendersi pericoloso
dopo un primo quarto d’ora di studio. Tanti muscoli e poca
testa per il Palermo che alla mezz’ora deve rinunciare anche
a Franco Brienza.
I ROSANERO PUNTANO SU MICCOLI. I rosanero si
affidano anche nella ripresa a Miccoli, unico a provarci a
ripetizione da fuori area. Sannino ha fatto entrare il nuovo
arrivato Rios per dare verve a un centrocampo senza idee. Non è
un caso che le occasioni migliori siano capitate sui piedi di due
difensori, Pisano e Cetto, e su azioni da fermo.
Proteste al 20esimo per un fallo di Maggio sul centrale argentino
del Palermo che è riuscito a tirare in caduta. Per Orsato è
solo calcio d’angolo. L’ultima speranza dei rosanero,
prima del raddoppio di Maggio che ha chiuso la gara, è capitata
sui piedi del capitano che alla mezz’ora ha sfiorato la rete
con un potente destro rimpallato da Aronica in corner. Al 43esimo
è arrivato anche il sigillo del Matador che ha messo la sua
firma sulla netta vittoria degli azzurri di Mazzarri.

Pescara-Inter 0-3

Il Davide Pescara non è riuscito a fare il miracolo di fermare
il Golia interista. Dopo cinque stagioni senza vittoria
all’esordio di campionato, la squadra di Stramaccioni è
riuscita a timbrare il successo al sesto tentativo, iniziando la
stagione come speravano i tifosi.
Punizione oltremodo severa per la squadra di Stroppa capace di
creare più di un problema a Zanetti e compagni, prima di pagare
a caro prezzo due errori difensivi.
GOL DI SNEIJDER E RADDOPPIO DI MILITO. Al
17esimo il gol del vantaggio. Dopo una azione elaborata,
l’accelerazione di Milito che ha pescato tutto solo sul
secondo palo Sneijder che non ha potuto sbagliare. Due minuti
dopo il raddoppio. A inventare è stato Cassano che ha crossato a
centro area per Milito, autore del 2-0. Pescara al tappeto dopo
l’ottimo avvio.
Il doppio vantaggio nerazzurro ha placato i bollenti spiriti del
Pescara che però dopo qualche minuto di confusione ha ripreso
coraggiosamente a premere senza però concludere.
IL TRIS LO HA FIRMATO COUTINHO. L’avvio di
ripresa è stato qin sordina. Il risultato in cassaforte e la
stanchezza per gli impegni ravvicinati dell’Inter hanno
sedato la gara fino all’ultimo quarto d’ora quando i
nerazzurri hanno sprecato qualche occasione riuscendo comunque a
segnare il 3-0. Il neoentrato Coutinho ha capitalizzato al meglio
il lancio perfetto di Milito, mettendo la sfera per la terza
volta alle spalle dell’incolpevole Perin.

Roma-Catania 2-2

Sconfitta evitata per la Roma grazie al colpo di genio tirato
fuori in pieno recupero da un ragazzino, il 18enne Nico Lopez,
entrato poco prima al posto di Totti. I 51 mila tifosi che
si sono dati appuntamento all’Olimpico non hanno visto la
Roma dei loro sogni, ma sono tornati a casa parzialmente
soddisfatti. Grazie al bellissimo gol di Osvaldo, quello
dell’1-1 in sforbiciata area  su pallone a spiovere di
De Rossi, e alla quasi certezza che Lopez sotto la guida di Zeman
può diventare un campione.
CATANIA RECUPERATO DUE VOLTE. Il Catania è
passato in vantaggio al 29esimo del primo tempo, dopo quasi
mezz’ora di noia, con un tiro di Almiron da fuori
‘spizzato’ da Osvaldo con pallone arrivato a Marchese:
l’esterno che Montella avrebbe voluto portare con sé a
Firenze aveva raccolto in posizione sospetta e aveva segnato di
sinistro, il suo piede preferito. Al 14esimo della ripresa
il pareggio, un pezzo da antologia calcistica che ha fatto
‘esplodere’ l’Olimpico. Dieci minuti dopo il Catania
è tornato in vantaggio con il ‘Papu’ Gomez su
‘dormita’ romanista e assist di Lodi, e la frittata
sembrava fatta fino al colpo d’autore del ragazzino entrato
al posto del Mito.

Siena-Torino 0-0

Il Torino ha annullato subito la penalizzazione, il Siena invece
deve fare ancora diversi passi per agguantare lo zero in
classifica. È finita 0-0 al Franchi al termine di una
partita con emozioni piuttosto contenute. Un punto che accontenta
sicuramente di più Ventura, che archivia senza grandi sofferenze
la prima di campionato con un pari esterno sul campo di una
diretta concorrente, rispetto a Cosmi, che contava di partire
subito con una vittoria per dimezzare gli effetti del calcio
scommesse e della partenza ad handicap.
Per larghi tratti della partita ha regnato la noia. Non si può
dare la colpa al caldo, attenuato dalla pioggia della mattinata,
né alla volontà delle squadre che ci provano.
Il Siena nel primo tempo ha annaspato con la coppia
Bogdani-Calaiò, mal assortita per caratteristiche e poco
supportata dal resto della squadra, il Toro ha mostrato qualche
spunto in più ma dalle parti di Pegolo si è fatto vivo solo con
Bianchi. È proprio del capitano granata l’unica azione
degna di nota dei primi 45 minuti: un destro da una decina di
metri che il portiere bianconero ha sventato con un agile tuffo
basso sulla sua sinistra.
IL SIENA SI VEDE NELLA RIPRESA. Cosmi si è reso
conto dei problemi e ha mescalato le carte nella ripresa: dentro
Valiani per Bogdani per un Siena, nelle intenzioni, più agile e
ficcante. Le cose hanno iniziato a funzionare meglio, almeno nei
primi minuti quando Mannini finalmente ha prodotto un’azione
sulla destra che ha messo Calaiò in condizione di provare la
stoccata verso la porta. Bianchi però è sempre stato in
agguato: di testa ha sfiorato il palo su bell’invito di
Vives. D’Agostino ha colto la traversa su punizione, le
incursioni di Sestu (subentrato per Verre), la crescita di
Mannini come mezzala sinistra e la voglia di Valiani hanno reso
più tonico il Siena che ha buttato palloni nel mezzo a
ripetizione, ma la coppia centrale granata Glik-Ogbonna ha
ribattuto colpo su colpo.
Il Torino si è riassestato nei minuti finali, con Basha al posto
di Vives, e ha messo i brividi a Pegolo con un sinistro dal
limite di Meggiorini. Ma il risultato di parità è giusto.