Trivellazioni a libertà limitata

Redazione
13/10/2010

Obama ha annunciato la revoca della moratoria sulle trivellazioni offshore (leggi il documento) con due mesi di anticipo rispetto alla...

Trivellazioni a libertà limitata

Obama ha annunciato la revoca della moratoria sulle trivellazioni offshore (leggi il documento) con due mesi di anticipo rispetto alla data prevista a fine novembre. Ma “le compagnie petrolifere non festeggiano ancora” , titola il Wall Street Journal con un commento misurato, secondo cui «i vertici aziendali temono che i nuovi regolamenti provochino ulteriori rallentamenti nell’attività di estrazione».
«Anche se la moratoria è superata, le compagnie dovranno aspettare prima di riprendere la trivellazione profonda di petrolio e gas nel Golfo del Messico» scrive il quotidiano finanziario di New York, «per quanto tempo, dipenderà da quanto rapidamente l’industria riuscirà ad adeguarsi alla lista di nuovi requisiti richiesti per la sicurezza e il rispetto ambientale, e da quanto tempo i legislatori federali impiegheranno per certificare che le compagnie hanno raggiunto i nuovi e più elevati standard».

Un via libera condizionato

Per il New York Times la decisione dell’amministrazione di Obama, a sei mesi dal blocco delle operazioni nei giacimenti che si trovano oltre 500 piedi sotto il livello del mare a causa del gravissimo incidente alla piattaforma Deepwater Horizon della British Petroleum (Bp), «è un passo ragionevole, considerato che il Paese ha bisogno di continuare a cercare risorse petrolifere nel territorio nazionale, ma solo se le trivellazioni possono essere svolte in modo sicuro».
«La fine della moratoria, fissata per il 30 novembre, aveva attirato feroci critiche dall’industria del petrolio e dai politici locali, i quali sostenevano che il blocco stesse danneggiando l’economia della regione» scrive l’autorevole quotidiano nell’editoriale “Un via libera condizionato”: «Il vero punto della questione è che le attività non riprenderanno dalla sera alla mattina».

La retromarcia di Obama

Ironico il taglio scelto dal Washington Post, che alla cronaca della notizia affianca un lungo articolo nel quale ricorda come, prima del disastro ambientale della Bp, Obama fosse tutt’altro che critico verso le trivellazioni offshore.
All’inizio di aprile, «fresco della decisione di permettere le piattaforme in acque protette», in un discorso pubblico (guarda il video) durante la sua visita in una fabbrica nel Nord Carolina, il presidente degli Stati Uniti aveva aperto una «significativa parentesi sulla sua fiducia nelle sicurezza delle trivellazioni offshore».
Il più antico quotidiano americano ricorda come Obama avesse affermato: «È risaputo che oggi le piattaforme petrolifere non provocano fuoriuscite: sono tecnologicamente molto avanzate. Persino durante l’uragano Katrina non si è verificata alcuna perdita».