Scontro tra Emiliano e Mise per le trivelle in Puglia

Scontro tra Emiliano e Mise per le trivelle in Puglia

06 Gennaio 2019 14.25
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È ripreso il braccio di ferro tra la Puglia e il governo sulle concessioni di ricerca del petrolio in mare. «Impugneremo le nuove autorizzazioni rilasciate dal Mise a cercare idrocarburi nello Ionio. Ci siamo sempre battuti in difesa del nostro mare, e continueremo a farlo». A dirlo è stato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano subito dopo aver appreso del via libera alle trivellazioni nel mar ionio dato dal Ministero dello Sviluppo Economico. A essere particolarmente criticata è stata la pubblicazione del 31 dicembre 2018 sul Buig (Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle geo risorse) di tre nuovi permessi di ricerca petrolifera su una superficie complessiva di 2200 chilometri quadrati a favore della società americana Global MED LLC, con sede legale in Colorado, Usa.

«La battaglia contro le trivellazioni nei mari pugliesi continua Luigi Di Maio e Sergio Costa come Matteo Renzi e Carlo Calenda. Con la differenza che almeno questi ultimi due erano dichiaratamente a favore delle trivellazioni, mentre Di Maio e Costa hanno tradito ancora una volta quanto dichiarato in campagna elettorale», ha aggiunto ancora Michele Emiliano sempre più critico nei confronti del governo Lega-M5s.

DI MAIO: «LASCITO DEL VECCHIO GOVERNO»

«Oggi mi si accusa di aver autorizzato trivelle nel mar Ionio. È una bugia. Queste "ricerche di idrocarburi" (che non sono trivellazioni) erano state autorizzate dal governo precedente e in particolare dal Ministero dell'Ambiente del Ministro Galletti che aveva dato una Valutazione di Impatto Ambientale favorevole. A dicembre, un funzionario del mio ministero ha semplicemente sancito quello che aveva deciso il vecchio Governo. Non poteva fare altrimenti, perché altrimenti avrebbe commesso un reato», è stata la replica su Facebook Luigi Di Maio, «ho letto che il Governatore della Puglia intende impugnare queste autorizzazioni. Sono contento, non chiedo altro, spero che un giudice blocchi quello che da qui non potevamo bloccare senza commettere un reato a carico del dirigente che doveva apporre la firma. Ma non sarà 'un ricorso contro Di Maio', bensì sarà un ricorso di un governatore del Pd contro una autorizzazione rilasciata dal Pd».

IL MINISTERO DELL'AMBIENTE SMENTISCE EMILIANO

Intanto dal ministero dell'Ambiente arriva la prima smentita. O meglio, una difesa ad opera dello stesso titolare Sergio Costa: «Da quando sono ministro non ho mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese e i nostri mari e mai lo farò. Non sono diventato ministro dell'Ambiente per riportare l'Italia al Medioevo economico e ambientale. Anche se arrivasse un parere positivo della commissione via, non sarebbe automaticamente una autorizzazione. Voglio che sia chiaro». Per poi aggiungere: «I permessi rilasciati in questi giorni dal Mise sono purtroppo il compimento amministrativo obbligato di un sì dato dal ministero dell'Ambiente del precedente governo».

Buona domenica a tutti.
In questi giorni si sta scrivendo e dicendo tanto sul tema delle trivelle.
Ve ne ho già…

Geplaatst door Sergio Costa op Zondag 6 januari 2019

IL MISE PRONTO A RIGETTARE SETTE PERMESSI

A dar manforte al titolare del Mise ci ha pensato anche il sottosegretario Davide Crippa (M5s) assicurando che «è stato avviato l'iter di rigetto per sette permessi di ricerca del petrolio in Adriatico e nel Canale di Sicilia (a cui dovrebbe seguire una norma per fermarne altri 40 fanno sapere dal Mise, ndr)». Lo stesso Crippa si è poi detto pronto a lasciare da parte inutili e sterili polemiche dicendosi «disponibile a incontrare le associazioni convinto che un lavoro a più mani ci possa permettere di fermare nel modo più celere queste trivellazioni».

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