«Troppe tasse sul lavoro»

Redazione
23/08/2012

Buste paga troppo magre e impoverite ulteriormente da un carico fiscale eccessivo. Che i lavoratori italiani non se la passino...

«Troppe tasse sul lavoro»

Buste paga troppo magre e impoverite ulteriormente da un carico fiscale eccessivo. Che i lavoratori italiani non se la passino troppo bene è fatto noto da tempo, ma se la conferma arriva dal ministro Fornero, con tanto di impegno personale perché la situazione cambi, il discorso si fa diverso.
La tassazione sul lavoro «è troppo alta», ha detto il ministro del Welfare a Radio anch’io, impegnandosi nell’ambito del governo a portare avanti e «argomentare» tale istanza, proprio nello stesso giorno in cui ha annunciato un piano di misure mirate a favore dei giovani, e mentre l’esecutivo è pronto ad affrontare la questione della crescita.
«MIO OBIETTIVO». «Questa dovrebbe essere la prima aspirazione di un ministro del Lavoro. Me ne assumo la responsabilità, insieme all’equilibrio dei conti».
Una promessa che ha destato immediatamente la reazione di Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, che spera si possa trattare di un impegno concreto, ma anche quelle dell’opposizione, critica e pessimista.
Fornero avrebbe anche già trovato il punto su cui agire per migliorare la situazione: «Occorre lavorare sulla produttività a parità di salario e oneri sociali. Se riusciamo ad alzare la produttivita, alle aziende il lavoro costa meno e diventano più competitive».
Come? «Noi abbiamo scommesso sull’ apprestato che è veicolo essenziale per la produttività, ma essa deriva anche dall’innovazione, da nuovi modelli organizzativi e dall’investimento delle imprese. È naturale, ed è possibile farlo, che ci si metta tutti intorno a un tavolo per un aumento della produttività, e tutti insieme raggiungere questo importantissimo risultato».
«COSTO DEL LAVORO TROPPO ALTO». Questo perché il costo del lavoro alto e le retribuzioni sono troppo basse: «Il costo unitario del lavoro è ancora alto, mentre la retribuzione del lavoratore è troppo bassa in questo Paese. Costo del lavoro alto e retribuzione bassa sono un problema».
Il carico fiscale in busta paga è alto, ha spiegato il ministro del Lavoro, perché il disavanzo del debito e gli oneri sociali che servono a pagare pensioni e gli altri benefici welfare assorbono una parte rilevante delle risorse.
LAVORO PER I GIOVANI. Da tutelare e sostenere anche la situazione dei giovani italiani. Sulla questione il ministro Fornero è stata chiara: i soldi non sono tanti, «nessun intervento eclatante, non una quantità eccessiva di risorse, ma che dovranno essere spese bene».
Si tratta comunque di misure tangibili per cui «i giovani potranno dire: questo è stato realizzato, ho avuto questa opportunita».
Il lavoro prima di tutto: «Credo che dobbiamo fare di tutto affinché tutti in età lavorativa abbiamo un’occupazione, così io la chiamo, gratificante, che sia adeguatamente retribuita per permettere di pianificare la vita familiare e non costringa la persona ad accorciare il proprio orizzonte, di non rinunciare a formarsi una famiglia. Questo a mio parere è il diritto, il vero valore contenuto nella costituzione».

«Decontribuzione per le aziende virtuose»

E per incentivare le assunzioni, Fornero ha proposto agevolazioni fiscali per le aziende: «Possiamo pensare una decontribuzione per le imprese che valorizzano il capitale umano. Si può per loro ridurre il cuneo fiscale, è un’idea su cui dobbiamo lavorare»,  ha detto il ministro del Lavoro al Meeting di Rimini, aggiungendo di voler presentare la norma nel Consiglio dei ministri del 24 agosto.
«Domani è un’occasione importante che il presidente del Consiglio ha voluto per riflettere, senza l’affanno di un decreto da approvare, sui tasselli da mettere per la crescita. Io ho fatto il mio compito delle vacanze e domani ci sarà questa idea. Io penso a una sperimentazione, è un’idea che può avere qualche validità».
«STARE CON I PIEDI PER TERRA». L’annuncio del ministro è arrivato in risposta alle richieste del segretario della Cisl Raffaele Bonanni, al quale Fornero ha voluto ribadire che «bisogna stare con i piedi per terra perché ci siamo allontanati dal baratro ma il debito è ancora molto alto. Quindi non si può dire semplicemente di abbattere il cuneo fiscale, ma possiamo pensare ad alcune sperimentazioni».
Fornero ha in mente agevolazioni «per le imprese che fanno il bilancio del capitale umano, che fanno formazione, che si occupano dei loro lavoratori, che non fanno discriminazioni, insomma che valorizzano il capitale umano. Per queste imprese è immaginabile una riduzione del cuneo fiscale contributivo. È un’idea sulla quale dobbiamo lavorare».
Infine il ministro ha risposto alle accuse di Bonanni: «Non è stato questo governo a ridurre la defiscalizzazione sui salari di produttività. Non siamo stati noi a ridurre il beneficio: noi non abbiamo ridotto alcunché».

La sua esperienza con la politica è destinata a concludersi nella primavera del 2013: «Non faccio commenti su questo se non per dire che non intendo candidarmi alle prossime elezioni», ha detto rispondendo ai giornalisti che chiedevano un commento sull’apertura di Bonanni a un Monti bis.
POSSIBILE INCONTRO CON FIAT. Prima però ci sono tante questioni da risolvere, e, a breve, un incontro con Marchionne per capire cosa ci sia nel futuro della Fiat: «Ho proposto una serie di date, non abbiamo stabilito quando, ma credo che avverrà».
Allargando la riflessione e non soffermandosi solo sulla Fiat, Fornero ha poi raccontato di «elementi di preoccupazioni relativa a tutte le imprese operanti in Italia».
A tale riguardo il ministro ha citato l’esempio di una azienda, senza nominarla, pronta a disposta a lasciare il Paese per andare in nazioni vicine all’Italia più disponibili verso l’imprenditoria.
«RIFLETTERE SULL’INDUSTRIA». Pertanto «sull’industria dell’auto e non solo, una riflessione va fatta», perché, ha concluso, l’Italia «ha bisogno delle imprese, il pubblico non può essere una valvola per assicurare lavoro».
In quanto alle rappresentanze sindacali, tornate agli onori della cronaca dopo le recenti sentenze proprio sulla Fiat e sull’Ilva di Taranto, «non abbiamo in agenda quel tema, non escludo possa esserci nei mesi prossimi ma ad oggi non è in agenda».