Marina Viola

Messico, i bambini strappati ai genitori e le fake news di Trump

Messico, i bambini strappati ai genitori e le fake news di Trump

20 Giugno 2018 07.49
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Ecco, ci risiamo: l’amministrazione Trump ancora una volta la fa fuori dal vaso e invece di accettare le responsabilità e le conseguenze delle proprie azioni, bombarda i mass media americani con notizie false, insistendo sul fatto che non è certo colpa del presidente se le cose stanno andando così. Mi sto riferendo ai commenti su Twitter, sui giornali e nelle interviste sull’orribile situazione ai confini tra gli Stati Uniti e il Messico, dove migliaia di famiglie in cerca di asilo politico sono fermate e separate dai figli, che vengono rinchiusi in grosse gabbie (sì, gabbie) in attesa di sapere se verranno estradati con i genitori o messi in affido familiare.

LE BUGIE DI TRUMP. La maggior parte degli americani, l’Europa e il mondo intero stanno cercando di frenare questa nuova ondata di crudeltà, ma l’amministrazione Trump rimane ferma sulla sua decisione, incolpando Obama di aver fatto passare una legge ingiusta. «Sai la cosa ironica? Obama faceva la stessa cosa», ha spiegato il lobbista repubblicano Matt Shlapp lo scorso 15 giugno su Fox News. «È sempre lo stesso problema: l’indignazione arriva da quelli di sinistra. Non ricordo nessuna indignazione quando Obama separava i bambini dagli adulti».

LA POLITICA DI OBAMA. Non se lo ricorda, perché durante l’amministrazione di Obama è successo raramente e solo a minori che arrivavano negli States non accompagnati da adulti. Fu per questo che Obama chiese al Congresso 4 miliardi di dollari: per aggiungere un emendamento alla legge sull’immigrazione del 2008 e velocizzare l’iter giudiziario che i minori debbono affrontare quando entrano illegalmente negli Stati Uniti senza genitori. Durante questo periodo d’attesa, che durava a volte anche tre anni, circa il 90% dei minorenni andava a vivere con famigliari già residenti qui, mentre circa il 10% veniva messo in affido. Nessun bambino per nessuna ragione al mondo era rinchiuso nelle gabbie, o strappato alla mamma o al papà.

Quindi, quando Trump dice che se stanno ingabbiando i bambini in Texas la colpa è di Obama, sa benissimo di dire il falso. Però, si sa, più si sente ripetere la stessa bugia, più la bugia sembra vera.

ZERO TOLERANCE. È chiaro a tutti che i metodi scelti per affrontare l’arrivo degli espatriati usati dalle due amministrazioni sono ben diversi: durante Obama i bambini, per esempio, non venivano usati come deterrente per limitare l’entrata di immigrati in cerca di asilo politico. Non venivano chiusi in gabbie. E la loro disperazione non veniva usata come mezzo per negoziare con i democratici la costruzione di un muro tra gli Stati Uniti e il Messico. Quella di Trump e di Jeff Sessions è una scelta intenzionale e meditata. D’altronde, durante la campagna elettorale Donald ha sempre detto che avrebbero avuto zero tolerance.

DALL'INFRAZIONE AL REATO. E poi c’è un aspetto fondamentale della legge sull’immigrazione che è cambiato da qualche anno a questa parte: mentre durante l’amministrazione Obama entrare illegalmente consisteva in una infrazione, adesso è diventato reato, il che significa che chi entra viene messo in custodia, il che significa che deve essere separato dai propri figli («Quando una persona va in carcere, non si può mica portare dietro i figli», si è giustificato Sessions). Così i bimbi finiscono nelle gabbie. Il motivo di tutto questo è il seguente: se i genitori decidono di portarsi dietro i figli, bè, che paghino le conseguenze. Se i genitori vogliono entrare illegalmente, bè, cosa sperano di ottenere? E se i bambini frignano, che qualcuno li faccia stare zitti!

TUTTA COLPA DELLA STAMPA. «Tutta colpa della stampa!», urla Trump inferocito. «I giornalisti scelgono le immagini più strappalacrime per spaventare la gente, invece i bambini stanno tutti benone!». Ann Coulter, commentatrice repubblicana, ha aggiunto in un’ennesima intervista che i bambini che piangono disperati nel video che ormai ha fatto il giro del web non sono che attori, e invita Trump a non cascare ancora nella trappola dei liberals. Loro invece sono nelle gabbie, a piangere disperati senza i genitori, che sono a piangere in carcere. Un uomo dell’Hounduras, invece, quando gli è stato strappato il figlio di tre anni dalle braccia, si è impiccato nella cella in cui era rinchiuso da più di un mese.

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