Anche Donald Trump ha fermato i Boeing 737 Max

13 Marzo 2019 19.15
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Dopo l'incidente della Ethiopian Airlines anche il presidente americano Donald Trump ha annunciato la decisione di fermare i voli del Boeing 737 Max 8 e 9. L'inquilino della Casa Bianca ha spiegato che «Boeing è un'azienda straordinaria e sta lavorando duro ora», preannunciando un ordine di emergenza per lasciare a terra immediatamente quel tipo di aerei. I velivoli in questione, ha aggiunto, non voleranno finché non si troverà una soluzione ai problemi emersi.

IL TITOLO SOTTO PRESSIONE ACCENTUA LE PERDITE IN BORSA

Mentre Trump parlava però Boeing accentuava le perdite a Wall Street, lasciando sul terreno il 2,49%. I titoli sono sotto pressione dopo i fatti di domenica 10 marzo e la decisione degli altri Paesi di bloccare i voli. Nonostante tutto Boeing continua ad avere assoluta fiducia sul 737 Max. In una nota ha affermato: «Dopo consultazioni con le autorità americane e nel mondo Boeing ha raccomandato, per abbondanza di precauzione e per rassicurare il pubblico, alla Federal Aviation Administration la temporanea sospensione dell'intera flotta di 371 velivoli 737 Max».

Sosteniamo la mossa in abbondanza di precauzione. La sicurezza è un valore di Boeing e sempre lo sarà. Non c'è una priorità maggiore per la nostra società e per l'intera industria

Quindi Dennis Muilenburg, l'amministratore delegato di Boeing, ha aggiunto: «Sosteniamo la mossa in abbondanza di precauzione. La sicurezza è un valore di Boeing e sempre lo sarà. Non c'è una priorità maggiore per la nostra società e per l'intera industria. Stiamo facendo il possibile per capire la causa degli incidenti insieme agli investigatori».

STOP IN CANADA, TURCHIA, EMIRATI, NUOVA ZELANDA E LIBANO

Alla già lunga lista di Paesi e compagnie che avevano messo a terra o chiuso gli spazi aerei ai 737 Max 8, fra i quali l'Unione europea, si sono aggiunti, fra gli altri, il Canada, la Turchia, gli Emirati Arabi, la Nuova Zelanda e il Libano, mentre la Indonesian Airlines ha sospeso l'acquisto dei 737 e la compagnia low cost Norwegian ha deciso di chiedere i danni.

ALTRI CASI DI PROBLEMI COL PILOTA AUTOMATICO

L'Independent ha rivelato due casi, entrambi segnalati in circostanze anonime alla Nasa, di aerei che hanno iniziato a perdere quota violentemente subito dopo l'avvio del pilota automatico, in un caso «con il muso all'ingiù». Una scatola nera ha registrato un pilota che gridava «Non cadere! Non cadere!», prima di disattivare l'autopilota. Sul luogo del disastro vicino ad Addis Abeba, diventato meta di un triste pellegrinaggio dei cari delle vittime 157 vittime (otto dei quali sono italiani) in lacrime, non è stato rinvenuto nemmeno un cadavere. Ai familiari non potrà essere affidato alcun resto da compiangere: l'aereo «è interamente sprofondato nel terreno. Purtroppo abbiamo ritrovato solo piccoli brandelli», ha detto il Ceo di Ethiopian Airlines.

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