Trump minaccia di far saltare le trattative sui dazi con la Cina

Trump minaccia di far saltare le trattative sui dazi con la Cina

Il presidente ha annunciato che a partire da venerdì 10 maggio aumenteranno, dall'attuale 10% al 25%, le tariffe su 200 miliardi di dollari di prodotti Made in China.

05 Maggio 2019 20.50

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La pax commerciale fra Stati Uniti e Cina sembra allontanarsi. A sorpresa Donald Trump annuncia che a partire da venerdì prossimo aumenteranno, dall'attuale 10% al 25%, i dazi su 200 miliardi di dollari di prodotti Made in China. E che altri 350 miliardi di dollari di prodotti cinesi saranno «presto» tassati.

Una mossa necessaria, indica Trump senza nascondere la sua frustrazione, perché le trattative con Pechino procedono troppo lentamente. I due tweet dell'annuncio presidenziale precedono lo sbarco a Washington del vice premier cinese Liu He, atteso a giorni per il round finale delle trattative che, secondo indiscrezioni, dovrebbero chiudersi con un accordo proprio venerdì. I cinguettii comunque potrebbero essere anche solo un tentativo americano per forzare la mano, aumentare la pressione e spingere la Cina finalmente a raggiungere l'intesa commerciale allo studio ormai da mesi. In ogni caso la minaccia di Trump arriva come una doccia fredda sulle trattative in corso. L'attesa è ora per una risposta da parte del presidente cinese Xi Jinping che, se da un lato ha finora mostrato la volontà di lavorare e chiudere un accordo, dall'altra parte vuole anche evitare di sembrare 'prostrato' di fronte al tycoon e alla sue minacce di colpire con dazi tutto il Made in China.

DOCCIA GHIACCIATA PER I MERCATI

L'apertura di Trump a dazi più alti contraddice le parole del segretario al Tesoro Steven Mnuchin, impegnato in prima linea a trattare con la Cina. «Siamo ai giri finali», aveva detto Mnuchin di ritorno dalla Cina nei giorni scorsi. Anche le indiscrezioni trapelate dalla Casa Bianca indicavano che un accordo era ormai a portata di mano. Per i mercati finanziari i tweet di Trump sono una gelata: la loro recente corsa è stata alimentata in parte proprio dalla speranza del raggiungimento di un accordo a breve fra le due superpotenze economiche per scongiurare una guerra commerciale. Nella settimana clou dell'accordo con la Cina Trump apre anche un nuovo fronte commerciale di scontro con l'Europa. Il 6 maggio è infatti la scadenza per la presentazione delle richieste per intervenire all'udienza pubblica del 15 maggio a Washington sui proposti dazi su 11 miliardi di dollari prodotti europei, inclusi molti italiani. Il 28 del mese è invece il termine ultimo per la presentazione dei commenti scritti sulla proposta americana di imporre dazi sul 'Made in Europe' in risposta agli aiuti concessi da Bruxelles a Airbus, la rivale di Boeing.

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