La Camera Usa ha condannato i tweet razzisti di Trump

Approvata una risoluzione contro i commenti nei confronti delle quattro deputate progressiste appartenenti a minoranze. Solo quattro repubblicani hanno votato con i democratici. Bagarre durante il dibattito.

17 Luglio 2019 07.00
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La Camera americana condanna i commenti razzisti di Donald Trump contro le quattro deputate progressiste appartenenti a minoranze. Ma lo fa spaccandosi e dopo un dibattito feroce. La risoluzione voluta dai democratici è stata approvata con 240 voti a favore e 187 contrari: solo quattro repubblicani si sono uniti ai democratici nel condannare il presidente americano per i «commenti razzisti che hanno legittimato e aumentato i timori e il disprezzo».

IL VOTO PRECEDUTO DA UN DIBATTITO ANIMATO

Il voto è stato preceduto da un acceso dibattito, durante la quale la speaker Nancy Pelosi è stata ripresa dai suoi colleghi, che le hanno vietato ulteriori interventi in aula. Pelosi ha infatti usato toni duri contro Trump, i cui commenti non «solo sono disgustosi ma anche razzisti», ha detto Pelosi violando le regole della Camera che impediscono di definire il presidente americano e i suoi commenti razzisti.

TRUMP SEGUE IL VOTO IN TELEVISIONE

Il divieto di parola a Pelosi ha scatenato una bagarre, con i repubblicani a fare fronte comune in difesa del presidente e respingere le accuse dei democratici. Trump, secondo indiscrezioni, avrebbe seguito il voto incollato alla tivù e per seguirlo passo a passo avrebbe cancellato anche alcuni appuntamenti. Nonostante i tentativi repubblicani di bloccare il provvedimento, la Camera ha dato il suo via libera in uno schiaffo deciso e forse senza precedenti a Trump.

UN ESITO SIGNIFICATIVO SUL FRONTE IMMIGRAZIONE

La risoluzione approvata, secondo alcuni osservatori, potrebbe ora essere utile a contrastare Trump e le sue politiche nei tribunali americani, soprattutto sul fronte dell’immigrazione, tema caro al presidente. Il partito repubblicano ha tutto sommato superato il test del voto, mostrandosi compatto dietro al suo presidente e seguendo la linea dettata dal leader del Senato, Mitch McConnel. Dopo un assordante silenzio durato giorni, McConnell è finalmente uscito allo scoperto e affermato che il presidente «non è razzista».

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