Trump ha minacciato dazi sulle auto dopo lo schiaffo General Motors

Trump ha minacciato dazi sulle auto dopo lo schiaffo General Motors

28 Novembre 2018 20.55
Like me!

Donald Trump che torna a minacciare i dazi sulle auto straniere e contro la Cina, il Fondo monetario internazionale che parla di «momento critico» per l'economia globale e la Federal Reserve che lancia l'allarme per la stabilità finanziaria. Alla vigilia del G20 di Buenos Aires il clima si fa teso. Il rallentamento della crescita globale è sotto gli occhi di tutti e la direttrice dell'Fmi, Christine Lagarde, non nasconde i pericoli a cui si andrà incontro se le economie avanzate non si muoveranno «rapidamente e insieme» sul fronte delle necessarie riforme, da quelle del mercato del lavoro a quelle che riguardano beni e servizi.

TORNA AD ALEGGIARE LO SPETTRO DELLA RECESSIONE

Una spinta coordinata potrebbe portare a un aumento del Pil complessivo dei Paesi del G20 del 4%. Ma senza questa scossa tornerebbe ad aleggiare lo spettro della recessione. Preoccupazioni condivise dalla Banca centrale statunitense, che per la prima volta dopo anni parla esplicitamente di «gravi minacce» e di nuovi pericoli per la stabilità finanziaria che potrebbero provocare un tonfo dei mercati. Troppi i fattori di rischio, dalle tensioni commerciali a quelle geopolitiche, dall'incertezza generata dai negoziati sulla Brexit al braccio di ferro tra Italia e Unione europea sulla manovra. E poi l'eccessivo indebitamento di molte aziende a Wall Street e l'accumularsi di asset sopravvalutati.

PUGNO DI FERRO O TREGUA CON PECHINO?

Trump, che del boom economico e della Borsa ha fatto un suo fiore all'occhiello, è il primo a gettare acqua sul fuoco. Ma è anche il primo a destabilizzare il quadro consolidatosi dopo la crisi finanziaria del 2008. Arriva in Argentina, dove vedrà Xi Jinping, promettendo il pugno di ferro contro Pechino: è pronto l'innalzamento dei dazi al 25% su tutti i prodotti 'made in China' importati negli Stati Uniti, anche se fonti dell'amministrazione americana spiegano che l'obiettivo è giungere a una tregua nella guerra commerciale tra Usa e Cina, dando più tempo ai due Paesi per tentare il riavvio dei negoziati.

I DAZI SULLE AUTO RISCHIANO DI PESARE ANCHE SU FCA

Eppure il 28 novembre Trump ha nuovamente minacciato di imporre dazi anche sulle auto prodotte all'estero, e segnatamente anche in Europa. Una mossa che potrebbe avere un forte impatto anche in Italia. Fca il 29 novembre deve comunicare ai sindacati il piano per gli stabilimenti italiani e alcuni modelli che potrebbero essere prodotti nel nostro Paese sono pensati anche per il mercato americano. Va da sé che i dazi avrebbero conseguenze deleterie sulle vendite.

LEGGI ANCHE: Nuovi modelli e ammortizzatori sociali: dove va Fca in Italia

Trump è furibondo per lo schiaffo datogli da General Motors: 15 mila lavoratori mandati a casa con la chiusura di ben sette stabilimenti negli Stati Uniti. Un'eventuale stretta sull'import di auto colpirebbe di sicuro anche la Germania. Ma gli esperti del Fondo monetario sottolineano come i dazi Usa sul settore automobilistico peserebbero sulla crescita globale per almeno lo 0,7%. Per questo Lagarde chiede un'inversione di rotta, perché «le barriere commerciali sono controproducenti per tutti».

L'ECONOMIA AMERICANA È CRESCIUTA PIÙ LENTAMENTE NEL TERZO TRIMESTRE

In ogni caso, nel terzo trimestre del 2018, l'economia americana è cresciuta più lentamente rispetto al periodo precedente. Ma il taglio delle tasse per 1.500 miliardi di dollari continua a incentivare i consumi delle famiglie e gli investimenti delle imprese, permettendo al Pil di fare da luglio a settembre un ulteriore balzo del 3,5%. Il presidente esulta e in un'intervista al Washington Post torna ad attaccare duramente il presidente della Fed, Jerome Powell, accusandolo di remare contro la crescita e di frenare la cavalcata di Wall Street con la sua politica di rialzo dei tassi di interesse: «Non sono per niente contento di lui», ha detto Trump, ribadendo come a suo parere «continuare ad alzare i tassi di interesse è un errore che sta danneggiando l'economia, come dimostra il caso della General Motors».

POWELL SI DIFENDE DAGLI ATTACCHI DI TRUMP

La replica di Powell, pur senza mai citare il presidente, non si è fatta attendere: «Non c'è nessun piano predefinito, ci muoviamo in base ai dati. E il percorso di rialzo dei tassi di interesse è stato disegnato per riequilibrare i rischi esistenti». In vista del dato di fine anno, che terrà conto della stagione degli acquisti che si è aperta con il Black Friday e che proseguirà con le festività di fine anno, c'è un cauto ottimismo. Anche se all'orizzonte si addensano le nubi di una nuova, possibile crisi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *