Il consenso di Trump potrebbe sgonfiarsi come un amore estivo

29 Agosto 2019 18.23
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L’estate sta volgendo al termine, qualche cuore si spezzerà come ogni anno. Gli amori estivi sono un classico del genere umano, quelle relazioni magiche e impossibili che durante il resto dell’anno assumono altre forme: relazioni a distanze incolmabili, infatuazioni per un partner sposato che per mille ragioni non lascerà mai il coniuge, innamoramenti repentini per un malato incurabile o quegli amori mai svelati per persone sconosciute che si incontrano periodicamente. Agli esseri umani piacciono molto gli amori impossibili, quelli destinati fin dall’inizio a ferirci. È uno schema che si replica anche con i leader politici.

GLI OSTACOLI CHE ESALTANO L’AMORE

La presenza di un ostacolo esterno all’amore sembra paradossalmente rendere più intenso il desiderio. Spesso crediamo che quell’amore sia più puro, più vero, perché va oltre gli ostacoli, ma in realtà quell’amore è forte proprio perché è impossibile nel mondo reale, perché è destinato a essere incompleto, ma sapendolo a priori ci ritroviamo protetti dal rischio di restare delusi. O di deludere.

Serve molto più coraggio per amare le cose normali, quelle che potrebbero indurci ad un impegno duraturo.

L’elemento esterno che impedisce la totale realizzazione dell’amore è ciò che dà la sicurezza, la libertà di lasciarsi andare a sentimenti che, viceversa, si sarebbero tenuti a bada. Situazioni impossibili sembrano così romantiche non perché abbiamo trovato un’anima gemella, ma perché l’assenza di rischio ha allentato i nostri cuori. Serve molto più coraggio, insomma, per amare le cose normali, quelle che potrebbero indurci ad un impegno duraturo.

Donald Trump al G7 di Biarritz.

Gli amori estivi sono più colorati, rumorosi, il “tipo da spiaggia” sa di avere un tempo limitato e di poter “sparare” qualche esagerazione. Quando poi ci si ripensa a freddo, scappa un sorriso pensando di essere stati sciocchi, perché tante cose, alla prova del tempo, assumono la loro reale misura.

IL RISCHIO DI UN RECESSIONE PER GLI STATI UNITI

Prendi le dichiarazioni di Donald Trump che ha sempre invitato a guardare l’andamento di Borsa come il più preciso indicatore della qualità della sua politica. Dopo un brillante primo anno (il 2017) in cui, secondo molti, ha beneficiato dell’eredità dell’amministrazione Obama, l’indice di Borsa americana è entrato in una fase dove più che la crescita si vede la volatilità.

Se dobbiamo guardare (come suggeriva Trump stesso) l’andamento di Borsa, l’economia americana non sta andando da nessuna parte

L’S&P500 è oggi intorno a 2.890 punti, che è sostanzialmente lo stesso valore di un anno fa o anche di gennaio 2018. Si gira sull’ottovolante e si ritorna al punto di partenza. L’adrenalina è divertente, ma il resoconto a freddo è che se dobbiamo guardare (come suggeriva Trump stesso) l’andamento di Borsa, l’economia americana non sta andando da nessuna parte. Anzi, un numero crescente di indicatori fa aumentare le preoccupazioni per una possibile recessione in arrivo.

UNA CONTRAZIONE ECONOMICA PUÒ AVVENIRE ANCHE PER PAURA

Dove sta la realtà? Innanzitutto siamo abituati ad abbinare le recessioni economiche con i disastri sui mercati finanziari (come accadde nel 2001 e nel 2008), ma non è sempre vero che la Borsa corrisponde all’andamento dell’economia. Una recessione significa che molte variabili economiche – Pil, produzione industriale, occupazione e così via – passano dall’espansione alla contrazione. Si tratta di un evento che può essere causato da diversi fattori: un brusco aumento dei prezzi del petrolio, per esempio, un salto nei tassi di interesse o una fase di austerità del bilancio. In molti casi il comportamento degli attori sul mercato è guidato dalla fiducia: la fede nell’espansione economica spesso è un evento che si autoavvera (così come al contrario, si può auto-avverare il timore di recessione: un rallentamento può arrivare per effetto di una diffusa prudenza).

L’IMPORTANZA DI NON RAGIONARE SOLO SU SONDAGGI E SCADENZE ELETTORALI

Per questa ragione è così importante che chi governa non ragioni sui sondaggi o sulla prossima scadenza elettorale, puntando a interpretare un amore estivo. Quando un calo della domanda minaccia un’economia, i governi e le banche centrali usano la politica fiscale e la politica monetaria per facilitare un rilancio di spesa e investimenti. Il loro impegno e la loro credibilità nel combattere le recessioni ha quindi una rilevanza concreta, ma gioca anche un ruolo psicologico, dando ai mercati la fiducia che l’economia manterrà la sua forza alimenta il lato virtuoso del meccanismo autoavverante.

Il presidente degli Usa Donadl Truump.

Sparare ogni cartuccia, con i tassi di interesse molto bassi e pressati per la loro ulteriore diminuzione e una politica fiscale già ultra espansiva, mentre ci si vanta di avere un’economia forte, può provocare un improvviso crollo di fiducia: il timore che le banche centrali abbiano poche munizioni di fronte ad un’eventuale crisi può generare eccessiva prudenza, e con essa una frenata economica, specie se anche la credibilità del leader politico viene messa in discussione dal comportamento irregolare e autodistruttivo del leader stesso, e lo spazio di manovra sul fronte fiscale (il deficit americano è su livelli record) appare ridotto. L’estate sta finendo, ci si dice «scrivimi, chiamami» ma si sa: sono amori che partono fortissimo perché sono destinati a sfiorire presto.

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