Trump, una settimana controvento

Marina Viola
21/03/2018

Gli strascichi della relazione tra il presidente e l'ex playmate McDougal. I casi di cronaca che non lasciano respiro. Le mire di Mueller.  Uno sguardo ai giorni difficili passati da The Donald. E a quelli che l'aspettano.

Trump, una settimana controvento

Ecco a voi la settimana di Donald Trump.

Martedì 20 marzo, dice il Cremlino, Trump si congratula con il presidente russo Vladimir Putin per aver vinto le elezioni, ignorando: che ci sono migliaia di denunce di frodi elettorali; che potrebbe essere stato lui (accusano da Londra) a dare l'ok all'uso del gas nervino per cercare di ammazzare una ex spia russa e sua figlia; che lo zar si è intromesso nel processo democratico americano durante la scelta di un presidente. Pare via Facebook, tra l’altro.

Summer Zervos, che lavorava con Trump nella trasmissione The Apprentice e che gli fece causa per molestie sessuali, causa che Trump cercò di bloccare, ha dalla sua parte la Corte Suprema dello Stato di New York, guidata dalla famosa giudice Jennifer G. Schecter, che portò avanti il processo per l’impeachment di Bill Clinton, e che prenderà in mano la situazione ricordando al signor presidente che nessuno è sopra la legge.

A proposito di donne: l’ex modella di Playboy Karen McDougal fa causa al National Enquirer e all’American Media Ink (il cui direttore è un caro amico di Trump) per averla pagata 130 mila dollari pur di non rivelare alla stampa di aver avuto una relazione extraconiugale con il presidente.

Il povero Trump, terrorizzato dalle indagini portate avanti da Mueller, cerca di cambiare il suo team di avvocati, ma il famosissimo Theodore Olson, di Washington, declina l’invito. Agli altri del team invece viene un’ideona: e se aprissero un’indagine sull’indagine portata avanti da Mueller, per dimostrare che il lavoro di Mueller è in realtà tutto un complotto anti-Trump creato da Crooked Hilary Clinton? Aiuterebbe anche far pensare agli americani che amano le teorie complottistiche che questo non sia altro che una caccia alle streghe, un po’ come aveva fatto Nixon, che però non ha avuto il risultato desiderato.

A proposito di Mueller: richiede di vedere tutti i documenti relativi al business di Trump per accertarsi che non ci sia traccia di truffa. Siccome comunque il presidente non sa più come dire di essere una personcina onesta, non dovrebbe preoccuparsi di nulla. Staremo a vedere come la pensa Mueller. Per queste cose bisogna aver pazienza.

Diciassettesima sparatoria in un liceo americano. Martedì, nel Maryland: un morto (il ragazzo che ha portato l’arma a scuola e ha sparato) e due feriti. Intanto il presidente, che aveva detto di voler cambiare alcune leggi, perché non bisogna mica avere paura della Nra, appoggia tutto quello che dice la lobby stessa in proposito. La pressione che si sta creando a Washington per cambiare le leggi sul porto d’armi cresce a vista d’occhio. Sabato 24 marzo sono attese manifestazioni in moltissime città degli Stati Uniti.

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C’è un tipo (non si sa chi sia) che continua a mandare bombe a caso nella città texana di Austin.

Insomma, il povero Trump fa acqua un po’ dappertutto. Comunque dai, l’importante è la salute.