Trump minaccia di non difendere i Paesi Nato: le reazioni dell’Europa tra scherno e preoccupazione

Matteo Innocenti
13/02/2024

Solo 11 nazioni su 31 spendono per la Difesa il 2 per cento del Pil: The Donald è spazientito e in caso di ritorno alla Casa Bianca vorrebbe spingere gli Usa fuori dall’Alleanza atlantica. Per Michel le sue parole «fanno il gioco di Putin» e Tusk cita I tre moschettieri: «Tutti per uno e uno per tutti».

Trump minaccia di non difendere i Paesi Nato: le reazioni dell’Europa tra scherno e preoccupazione

Durante un comizio in Carolina del Sud, Donald Trump ne ha sparata una delle due. Ha detto che non proteggerebbe da un attacco russo i Paesi membri della Nato che investono nella Difesa meno di quanto indicato dalle linee guida dell’alleanza guidata dagli Stati Uniti, cioè il 2 per cento del proprio prodotto interno lordo. Un concetto, questo, che il tycoon stesso ha detto di aver già espresso ai tempi della sua presidenza con un meglio non precisato «grande leader europeo». Le parole di The Donald sono state subito criticate dalla Casa Bianca, che le ha definite «spaventose e sconvolgenti». Così come da diversi leader europei, preoccupati da una possibile rielezione di Trump, che vorrebbe dire – chissà – una Nato senza gli Usa.

Le reazioni dei leader europei alla minaccia di Donald Trump di non difendere da un attacco della Russia i Paesi Nato.
Donald Trump (Getty Images).

Gli alleati dovrebbero investire in sicurezza e difesa il 2 per cento del Pil: solo un terzo lo fa

L’articolo 5 della Nato presuppone l’intervento armato e sancisce la difesa collettiva: se una nazione facente parte dell’alleanza venisse attaccata, le altre sarebbero in dovere di intervenire con tutti i loro mezzi a disposizione, compresi quelli militari. Le linee guida della Nato prevedono anche che gli alleati debbano investire in sicurezza e difesa il 2 per cento del Pil: ma solo 11 Stati sugli 31 aderenti raggiungono questa quota (e tra essi non c’è l’Italia, ferma all’1,46 per cento). Gli Stati Uniti investono da tempo attorno al 3,5 per cento del loro Pil in spese militari. Perché Washington dovrebbe difendere un Paese che non è “in pari” con i pagamenti? È questo che domanda Trump, avendo già da tempo in tasca la risposta.

Tusk: «Le parole di Trump una doccia fredda, vista la minaccia che stiamo affrontando»

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, dopo aver detto che l’alleanza si deve preparare a un «confronto decennale» con la Russia, ha dichiarato: «Mi aspetto che, indipendentemente da chi vincerà le elezioni presidenziali, gli Stati Uniti resteranno un forte e fedele alleato». La sua potrebbe essere una speranza mal riposta. Secondo Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, le «dichiarazioni sconsiderate» di Trump «fanno il gioco di Vladimir Putin» e rendono più urgenti gli sforzi dell’Europa per «sviluppare la sua autonomia strategica e investire nella sua difesa». Durante una visita ufficiale a Parigi, il primo ministro polacco Donald Tusk ha dichiarato che «le parole di Trump sono una doccia fredda, soprattutto in relazione alla minaccia che stiamo affrontando». Poi la citazione letteraria: «Probabilmente è qui che risuonano più chiaramente le parole de I tre moschettieri di Alexandre Dumas: “Tutti per uno e uno per tutti”».

Le reazioni dei leader europei alla minaccia di Donald Trump di non difendere da un attacco della Russia i Paesi Nato.
Donald Tusk (Getty Images).

Il ministero degli Esteri tedesco: «La Nato tiene al sicuro più di 950 milioni di persone»

Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, la Polonia ha portato la spesa della difesa al 4 per cento del Pil, la più alta della Nato. La Francia si è fermata invece all’1,9 per cento. Spende in proporzione ancora meno la Germania: 1,57 per cento. Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha detto che «queste dichiarazioni non sono responsabili e aiutano la Russia», mentre il ministero degli Esteri di Berlino ha twittato: «La Nato tiene al sicuro più di 950 milioni di persone – da Anchorage a Erzurum».

C’è però chi esprime malcontento nei confronti di chi non paga quanto pattuito

«Naturalmente vogliamo che tutti i Paesi, come noi, spendano il 2 per cento, ma ciò che è stato detto non è sensato», ha dichiarato David Cameron, ministro degli Esteri del Regno Unito, cogliendo l’occasione delle parole di Trump per esprimere un certo malcontento nei confronti di chi non paga quanto pattuito. Lo stesso ha fatto la prima ministra estone Kaja Kallas: «Ciò che ha detto il candidato presidenziale in America è anche qualcosa che forse potrebbe svegliare alcuni alleati che non hanno fatto abbastanza».

Le reazioni dei leader europei alla minaccia di Donald Trump di non difendere da un attacco della Russia i Paesi Nato.
Una matrioska con le immagini di Putin e Trump (Getty Images).

Borrell: «La Nato non può funzionare in base all’umore del presidente degli Stati Uniti»

Sulla questione si è espresso anche il commissario europeo per il mercato interno, Thierry Breton, il quale ha definito «malata» la democrazia statunitense. Non solo: il politico francese, parlando in tivù, ha detto che i commenti di Trump si riferivano a una conversazione avuta con Ursula von der Leyen nel 2020. «Siamo seri. La Nato non può essere un’alleanza militare “à la carte”. O esiste o non esiste. Con i tempi che corrono un’alleanza militare non può funzionare in base all’umore del presidente degli Stati Uniti», ha tagliato corto Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, dando per scontata la permanenza degli Usa nella Nato. Nei suoi tre anni di presidenza, Biden ha ripetutamente affermato che gli Stati Uniti avrebbero «difeso ogni centimetro del territorio della Nato», nel tentativo di ripristinare la fiducia perduta durante il mandato di Trump: con il ritorno di The Donald alla Casa Bianca, la permanenza degli Usa nell’Alleanza atlantica sarebbe tutt’altro che scontata.