Trump rivuole la Russia nel G8 in chiave anti-Cina

ll presidente Usa cerca di sottrarre Putin all’abbraccio con Pechino mentre è in corso la guerra commerciale dei dazi. Ma relazioni migliori con Mosca gioverebbero anche a una revisione del Trattato Inf.

22 Agosto 2019 13.30
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Donald Trump ha molti criteri nello sviluppare la sua politica estera e uno di questi è smontare quanto fatto da Barack Obama. Per questo non stupisce affatto che martedì 20 agosto abbia dichiarato che «sarebbe appropriato che la Russia tornasse a riunirsi al G7, per dare vita di nuovo al G8», chiudendo così la lunga parentesi iniziata nel 2014 quando, a causa della annessione russa della Crimea, il suo predecessore l’aveva estromessa dal G8. Dichiarazione accompagnato da una velenosa frecciata a Obama che Trump ha dichiarato essere stato «superato in astuzia da Vladimir Putin».

Ma il presidente non si è limitato a questo e non ha per nulla chiesto passi indietro a Mosca sulla questione dell’Ucraina. Putin, con prontezza, ha subito colto la novità nell’atteggiamento di Washington e ha dichiarato che «qualsiasi contatto, in qualsiasi formato con i nostri partner è utile». Emmanuel Macron, che ha appena incontrato Putin nella sua residenza estiva di Fort de Bregançon, si è accodato alla mossa di Trump anche se ha legato – inutilmente – il rientro di Mosca nel G8 alla soluzione – impossibile – del dossier ucraino.

A TRUMP SERVE LA SPONDA DI MOSCA CONTRO LA CINA

Abituato a stupire in tutte le sue mosse di politica estera, a volte in modo provocatorio e grossier, Donald Trump in questo caso ha mostrato una notevole sottigliezza. L’annessione della Crimea alla Russia è ormai un fatto compiuto e i grossolani errori della incerta e divisa leadership ucraina non fanno che confermare la sua irreversibilità (consolidata peraltro da una appurata volontà ultra maggioritaria degli abitanti della Crimea a diventare e restare russi).

Trump, così come la Ue, hanno bisogno di riprendere relazioni normali con la Russia

Dunque, la mossa di Obama del 2014, nei fatti e non per la prima volta si è dimostrata velleitaria è inutile. Ma Trump, così come la Ue, hanno bisogno di riprendere relazioni normali con la Russia per varie altre ragioni, la prima delle quali è sottrarla all’abbraccio con la Cina con la quale è in corso una guerra commerciale americana che non punta al conflitto ma ad un accordo, per complesso che sia.

AGLI USA SERVONO RELAZIONI MENO CONFLITTUALI ANCHE SUL RIARMO ATOMICO

La partecipazione di Putin al prossimo G8, dopo una interruzione di cinque anni non potrebbe che rendere meno conflittuali e più armoniose le relazioni internazionali, inclusa una revisione del Trattato Inf sulle armi nucleari a medio raggio, denunciato da Trump definitivamente a inizio agosto perché effettivamente violato più volte dalla Russia, che oggi può essere attualizzato in un contesto odierno ben diverso da quel 1985, quando fu firmato a Helsinki da Ronald Reagan e Michail Gorbačëv.

Donald Trump.

La Ue, peraltro, ha una ragione cogente per sedersi allo stesso tavolo con Putin al G8: la quasi recessione economica della Germania rende sempre più gravose le sanzioni europee alla Russia seguite alla sua annessione della Crimea. Sanzioni che peraltro hanno nociuto – ennesimo errore questo di Angela Merkel– più all’economia europea che a quella russa. Appeasement dunque. Una volta tanto una buona notizia per tutti dalla Casa Bianca.

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