La storia del rapporto tra Trump e Putin in immagini

16 Luglio 2018 14.19
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Quella tra Donald Trump e Vladimir Putin è una storia di odio e amore che va avanti ormai da tre anni. Nel giugno 2015 il tycoon lanciando la campagna per la presidenza, fu l'unico tra tutti i candidati a dichiarare il suo apprezzamento per il leader russo e a sostenere l'abbandono delle sanzioni. Una passione dovuta probabilmente all'atteggiamento da maschio alfa dell'ex agente del Kgb e sicuramente per sottolineare la distanza da Barack Obama, che all'epoca aveva ridotto ai minimi i rapporti con il Cremlino.

LO SCOPPIO DEL RUSSIAGATE

Il corteggiamento a distanza durò per tutte le primarie del 2016 e animò lo scontro tra Trump e la candidata Dem Hillary Clinton, da sempre ostile a Putin e dallo zar sempre ricambiata. A partire dall'ottobre di quell'anno però, il caso Russiagate iniziò a gettare la sua ombra sul rapporto tra i due, un'ombra che non ha mai smesso di mettere a rischio la loro relazione. Alla vigilia delle elezioni dell'8 novembre, il leader del Cremlino poteva avere sulla poltrona più alta di Washington o il suo miglior amico o la sua peggior nemica.

Il 28 gennaio 2017, una settimana dopo l'insediamento del tycoon, la foto della prima telefonata tra i due presidenti fece il giro del Pianeta: lo scandalo delle interferenze di Mosca nel voto Usa era ormai definitivamente esploso, e le cancellerie di tutto il mondo (in particolare quelle europee) aspettavano di capire se Washington fosse veramente intenzionata a dare il via a una nuova relazione con una Russia mai così aggressiva ed espansionista in politica estera (vedi Ucraina, Siria e cyberwarfare).

IL PRIMO SCATTO INSIEME

Per la prima immagine dei due insieme, si è dovuto attendere il G20 di Amburgo del 7 luglio 2017. Dietro le quinte del summit, un cellulare rubò gli attimi dell'incontro dei capi delle due super potenze nucleari. Un faccia a faccia estremamente delicato per il presidente Usa, che cercava contemporaneamente di mettere a tacere chi lo considerava una marionetta del Cremlino e instaurare una relazione di collaborazione con il suo omologo russo.

IL GELO VIETNAMITA

Con il passare dei mesi, la realtà dei (pessimi) rapporti tra le due potenze rivali si è mostrata in tutta la sua evidenza: una realtà fatta da due mondi e da due establishment politici che non sono mai usciti definitivamente dalla Guerra fredda e con troppi interessi contrastanti per superare la Cortina da un giorno all'altro. Il 10 novembre 2017, al secondo incontro a margine di un summit internazionale, il sogno del disgelo era già svanito. Trump e Putin si incontrarono all'Asia-Pacific Economic Cooperation summit in Vietnam con tanto di giacca tradizionale locale. L'incontro a porte chiuse, inizialmente annunciato, in quell'occasione saltò dopo dichiarazioni contrastanti dei due staff.

LA LUNA DI MIELE FINLANDESE

Il meeting di Helsinki, nato dopo lunghe trattative, ha messo insieme tutte le contraddizioni della storia d'amore tra i due. Il tycoon è arrivato al faccia a faccia con una convinzione ben precisa: il vero «nemico» dell'America dal punto di vista commerciale è l'Europa, inclusa dal tycoon nella lista nera degli avversari insieme con la stessa Russia e la Cina, almeno «per certi aspetti».

La conferenza stampa congiunta ha confermato l'intenzione di sviluppare un nuovo rapporto con Mosca: Trump cerca altri interlocutori rispetto agli alleati tradizionali. Putin, d'altra parte, non può che esserne felice. Il Cremlino ha infatti tutto da guadagnare da un'amministrazione Usa che ha più volte lasciato intendere di puntare a un maggior isolazionismo e alla ritrattazione delle sue tradizionali alleanze. Tutto spazio in più per Mosca, che è al contrario in piena espansione (politica e militare) e sempre felice di vedere la disgregazione del blocco occidentale.

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