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Una dieta tagliagrassi riduce il rischio di morte per tumore al seno del 21%

Una dieta tagliagrassi riduce il rischio di morte per tumore al seno del 21%

La conferma arriva da uno studio americano che ha seguito per 20 anni 49 mila donne tra i 50 e i 79 anni di età. A tavola porzioni giornaliere di frutta, verdura e cereali.

03 Giugno 2019 18.00

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Una dieta tagliagrassi, che a tavola prevede porzioni giornaliere di frutta, verdura e cereali, riduce il rischio di morte per tumore al seno del 21%. La conferma arriva da un grande studio americano finanziato con fondi federali, nell’ambito del progetto Women’s Health Initiative. Gli autori della ricerca hanno seguito 49 mila donne tra i 50 e i 79 anni di età per un periodo complessivo di circa 20 anni.

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L’IMPORTANZA DI UNA DIETA SANA

Lo studio è stato presentato al congresso della Società americana di oncologia clinica. Il campione è particolarmente ampio e anche per questo i risultati sono giudicati molto significativi dagli esperti. E un’altra conferma dell’importanza di seguire una dieta sana arriva anche da una ricerca italiana, presentata allo stesso congresso e condotta dall’Università di Verona e dalla Fondazione Policlinico Gemelli di Roma.

I RISULTATI DELLO STUDIO

Nello studio statunitense il campione che per otto anni e mezzo ha seguito una dieta tagliagrassi, vale a dire una dieta con un consumo di grassi ridotto al 20% sul totale dell’introito calorico giornaliero, ha registrato una riduzione significativa del rischio di morte legato al tumore al seno rispetto al gruppo di controllo, che invece ha seguito una dieta più ricca di grassi (pari o superiore al 32% sul totale delle calorie). Inoltre, tra le donne che hanno sviluppato il tumore al seno, quelle con una dieta a basso contenuto di grassi hanno fatto registrare un rischio di morte per qualsiasi causa inferiore del 15%. Lo studio ha anche evidenziato che nel gruppo con il regime dietetico più sano si è verificato l’8% in meno di tumori al seno. Ma questo risultato non è significativo, così come la dieta bilanciata non ha avuto effetti significativi sull’insorgenza del tumore.

L’ALIMENTAZIONE FA LA DIFFERENZA

Rowan Chlebowski, ricercatore del Los Angeles Biomedical Research Institute e primo autore dello studio, ha spiegato: «Il nostro è il primo studio randomizzato e controllato a dimostrare che una dieta bilanciata può ridurre il rischio di morte per cancro al seno». Anche per Monica Bertagnolli, del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, la ricerca dimostra che «una dieta più sana fa la differenza, ha solo effetti positivi e si aggiunge a un numero crescente di studi che evidenziano simili risultati per diversi tipologie di cancro».

IL CONTROLLO NUTRIZIONALE È FONDAMENTALE

Gli effetti positivi di una dieta povera di grassi emergono anche da uno studio italiano effettuato su 200 donne con cancro al seno allo stadio iniziale. Giampaolo Tortora, direttore del Cancer Center del Policlinico Gemelli, ha aggiunto che si evidenzia anche «un’importante riduzione del tasso di depressione». Contro il tumore al seno, in altre parole, «il controllo nutrizionale è fondamentale e non è assolutamente un aspetto secondario. I grassi, infatti, non sono molecole inermi, ma producono sostanze infiammatorie pro-tumore che aiutano il cancro a proliferare. Sarebbe quindi paradossale seguire terapie mirate e poi auto-danneggiarsi con un’alimentazione sbagliata».

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