Il rischio di cancro al polmone non è uguale per tutti i fumatori

Lo sostiene uno studio dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano che ha messo a punto due test per la diagnosi precoce. Si apre la strada verso una prevenzione personalizzata.

09 Settembre 2019 14.49
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Non tutti i fumatori, a parità di sigarette consumate, hanno lo stesso rischio di ammalarsi di tumore ai polmoni. Uno studio dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, intitolato BioMILD, ha infatti individuato una forma di screening personalizzato per una diagnosi precoce delle varie forme di carcinoma.

DUE TEST PER STABILIRE LE PROBABILITÀ DI SVILUPPARE LA MALATTIA

Secondo lo studio, condotto su 4 mila persone nell’arco di sei anni, sono decisivi nei soggetti ad alto rischio i due esami della Tac spirale toracica a basso livello di radiazioni (Ldct) e il test microRna, che sono in grado di stabilire in anticipo quante probabilità ha il soggetto di sviluppare la malattia e, quindi, quali terapie debba seguire. Il 58% dei fumatori oggetto della ricerca è stato classificato a rischio basso, il 37% è risultato positivo a uno dei due esami e il 5% a entrambi, registrando quindi alte possibilità di contrarre tumori ai polmoni. BioMILD è stato presentato a Barcellona alla 20esima Conferenza Mondiale dell’Associazione Internazionale di Studi del Polmone (Iaslc). «I risultati hanno dato ragione alla nostra ipotesi», ha spiegato Ugo Pastorino, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica dell’Istituto milanese, «siamo stati in grado per la prima volta di profilare il rischio di malattia e di definire che il rischio, a parità di esposizione, è diverso».

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