Tunisia, poliziotti e sindacati in corteo

Redazione
22/01/2011

Bandiere a mezz’asta negli uffici pubblici mentre la televisione ha mandando in onda preghiere in Corano. Ma la serie di...

Tunisia, poliziotti e sindacati in corteo

Bandiere a mezz’asta negli uffici pubblici mentre la
televisione ha mandando in onda preghiere in Corano. Ma la serie
di proteste in Tunisia non si è arrestata nemmeno nel secondo
giorno di lutto nazionale per le vittime degli scontri esplosi in
tutto il Paese,che hanno causato la deposizione dell’ex
presidente Zine El Abidine Ben Ali. Il centro della capitale
Tunisi è stato bloccato da una grande manifestazione a cui hanno
aderito poliziotti, vigili del fuoco, protezione civile e anche
membri della guardia nazionale. «La polizia è al fianco del
popolo» è uno degli slogan urlati dai manifestanti, «siamo
stati anche noi vittime del regime».
POLIZIOTTI IN CORTEO. I poliziotti hanno
indossato un nastro rosso legato al braccio sostenendo di essere
stati ingiustamente additati come i responsabili delle politiche
repressive adottate dall’ex governo. Migliaia in piazza anche a
Sidi Bouzid, luogo simbolo della cosiddetta «rivolta del
gelsomino». Lungo Avenue Bourghiba a Tunisi ha sfilato anche un
camion dei pompieri con a bordo decine di manifestanti. Al suo
passaggio applausi e cori di incitamento. In piazza anche un
corteo di donne lavoratrici, per «denunciare la loro condizione
di sfruttamento» e di ingegneri.
SINDACATO MOBILITATO.  A guidare le nuove
dimostrazioni c’è anche il sindacato Ugtt che, nel corso di
una riunione, ha chiesto la «dissoluzione del nuovo governo di
transizione e la formazione di un governo di salvezza nazionale»
per bocca del numero due del sindacato Abid Briki. L’Ugtt ha
infatti respinto il governo di transizione opponendosi alla
permanenza di alcuni membri del governo Ben Ali. I manifestanti,
ha affermato Briki, «vogliono cancellare ogni traccia del
partito di Ben Ali, Rcd. E un cambiamento di
questo tipo non può avvenire se non con un ribaltamento
totale».
LE UNIVERSITA’ RIAPRIRANNO. Intanto il
ministro dell’istruzione superiore, Ahmed Ibrahim, ha
annunciato che le università tunisine riapriranno
progressivamente a partire da martedì 25 gennaio. Le
università, come le scuole, che dovrebbero riaprire lunedì 24,
sono chiuse nel Paese dal 10 gennaio scorso.
IL PREMIER ANNUNCIA ELEZIONI LIBERE. Il Premier
Ghannouchi, nel corso di una intervista alla tv, ha promesso di
lasciare la politica dopo le prossime consultazioni. «Dopo la
transizione mi ritirerò dalla politica», ha affermato
Ghannouchi, capo dell’esecutivo dal 1999, ribadendo che le
elezioni saranno democratiche e libere.