Storia e idee del primo sindaco comunista in Turchia

03 Aprile 2019 04.20
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Promosso dagli elettori dal timone di un villaggio a quello di una città, Fatih Mehmet Maçoğlu è entrato nella storia della Turchia come il primo sindaco comunista di una provincia.

Caso più unico che raro, considerato che nel recente e intermittente percorso politico il Partito comunista turco (Tkp) non ha mai superato lo 0,25% dei voti nazionali. E proprio come la sinistra litigiosa dei comunisti e degli ex comunisti europei, non ha perso l'occasione di spaccarsi. Al contrario della sinistra filocurda dell'Hdp non è riuscito a fare la benché minima massa a piazza Taksim e nelle altre proteste contro Recep Tayyip Erdogan. Però mentre ai congressi il Tkp si dilaniava in divisioni interne, in un villaggio di 3 mila anime dell'Anatolia centrale faceva presa il medico Maçoğlu: una vita spesa al pronto soccorso fino all'ingresso in politica nel 2014 e l'elezione quell'anno a primo cittadino di Ovacık con il 36%.

IL MODELLO DELL'URSS DI LENIN

In un lustro i mantra di Maçoğlu – democrazia dal basso, cooperativismo, porte aperte – hanno attecchito al punto da prendere alle Amministrative del 2019 il 32% del municipio di Tunceli, provincia di Ovacık. Nel comune che i curdi chiamano Dersim, il Tkp è balzato a primo partito, davanti all'Hdp (28%) che aveva candidati propri in questa regione, ai repubblicani del Chp (21%) e agli islamisti di Erdogan dell'Akp (15%). Maçoğlu è diventato di colpo famoso, è stupito ma come sempre ha le idee chiare: ai quasi 30 mila abitanti di Tunceli ha promesso di «ampliare l'esperimento di Ovacik, dimostrando all'intero Paese che un modello socialista è possibile». Classe 1968, come i compagni del Tkp non si è mai distaccato dal programma marxista-leninista di importazione sovietica: castristi e antimperialisti, i comunisti turchi promuovono la lotta operaia e dei lavoratori, attraverso la costruzione di una coscienza di classe e, come obiettivo ultimo, la rivoluzione.

A Ovacik, dove è nato, Maçoğlu ha dato lavoro e sussidi alle famiglie più povere attraverso le cooperative statali agricole e anche borse di studio ai giovani: un sistema di produzione e di redistribuzione egualitario che l'ha reso molto apprezzato e popolare. Sposato con due bambine, Maçoğlu è una faccia pulita: il Pepe Mujica, l'ex presidente povero dell'Uruguay, in versione turca, una persona semplice e onesta che si circonda di immagini del Che. È probabile che a Tunceli governerà in alleanza con i curdi e filo-curdi dell'Hdp a capo della precedente giunta, che il presidente Erdogan considera arbitrariamente come un derivato del Pkk di Öcalan e che tenta di smantellare in ogni modo. Ed è verosimile anche che una parte rilevante dei voti ai Maçoğlu sia arrivata dai curdi, che sono in maggioranza nella regione: la provincia di Tunceli ha in particolare la peculiarità di essere l'unica, in Turchia, a essere abitata da curdi nella maggioranza di religione alevita, un ramo mistico dello sciismo.

POTERE AL POPOLO E LAICISMO

L'Anatolia centrale è zona curda. Diyarbakir, la capitale del Kurdistan turco commissariata da Erdogan, non è lontana per le distanze della Turchia, circa 200 chilometri a Sud in linea d'aria. Qui l'Hdp festeggia la riconquista del municipio, dopo aver pianto quattro morti e diversi feriti negli scontri tra fazioni pro e anti Erdogan ai seggi elettorali. Ancora più a Sud, oltre la frontiera con la Siria, il progetto delle Comuni curde del Rojava non è così distante dalle comunità agricole di Maçoğlu e dai suoi ideali di democrazia diretta: «Tunceli sarà amministrata dal popolo», ha dichiarato. Di impostazione laica, come l'Hdp il Tkp è allineato con i kemalisti di sinistra (Chp) contro l'islamizzazione e l'accentramento di poteri dell'Akp. È nato nel 2001 dopo l'accorpamento con i socialisti turchi e con quel che restava di altre sigle comuniste aperte e disciolte, dalla fondazione negli Anni 70, negli anni successivi di Stato della polizia, tempestato da golpe.

I comunisti turchi sono pacifisti, anticapitalisti e filocurdi. Ma sono lontani dalla gente

L'UNICO COMUNISTA TURCO POPOLARE

Da allora il Tkp ha lanciato una mobilitazione contro l'invasione americana in Iraq del 2003 e ha creato comitati per la pace, anche per attenuare il potere della Nato in Turchia. Si è opposto ai referendum e alle modifiche costituzionali antidemocratiche di Erdogan e ha lottato per la sindacalizzazione dei lavoratori e contro i licenziamenti negli anni di crisi. È, oltre all'Hdp, l'unico partito in Turchia schierato per il riconoscimento dei diritti dei curdi e di altre minoranze. I comunisti turchi sono anche ben collegati alla rete della sinistra europea, vicini ai comunisti greci e nell'internazionale dei comunisti europei, presenti nei circoli di studenti e accademici universitari. Sono però lontani dai turchi: ancora alle ultime Amministrative, a livello nazionale il Tkp non ha superato lo 0,14%, la nicchia delle nicchie. Ma tra cinque anni, con «Maçoğlu il comunista» a capo di una città la percezione potrebbe cambiare.

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