Tutti alla videolotteria

Redazione
15/10/2010

di Daniele Martini Hanno fatto il loro ingresso sul mercato nazionale nel luglio del 2010, ma le videolotterie (Vlt), dette...

Tutti alla videolotteria

di Daniele Martini

Hanno fatto il loro ingresso sul mercato nazionale nel luglio del 2010, ma le videolotterie (Vlt), dette anche macchinette mangiasoldi da chi è tendenzialmente contrario al business dell’intrattenimento ludico, oppure macchine da gioco per professionisti, stanno per invadere il Paese. Da Nord a Sud e il business che genereranno sarà gigantesco.
La Agicos, agenzia giornalistica dedicata ai concorsi e alle scommesse diretta da Fabio Felici, stima che a regime, cioè nel 2012, il giro d’affari generato dalle videolotterie sarà di 35 miliardi di euro. Avete letto bene: 35 miliardi, più del fatturato della Fiat auto o, se volete adoperare un altro metro di paragone, il valore di un paio di leggi Finanziarie pesanti. Se questa non somiglia a una rivoluzione per gli italiani e le loro abitudini, per le loro tasche, per gli stili di vita, per il fisco, allora non sapremo immaginare davvero che cos’è una rivoluzione.
Gli incassi ottenuti dalle prime Vlt lasciano presupporre che la previsione di business degli esperti non sia affatto esagerata e forse, probabilmente, pecchi addirittura per difetto, nel senso che a conti fatti il giro d’affari potrebbe essere addirittura superiore. 
Le poche macchinette installate (per ora sono meno di un migliaio) raccolgono giocate tra i 3 e i 4 mila euro al giorno mentre i programmi di diffusione dei terminali di gioco sono tambureggianti. A fine 2010 le Vlt attive arriveranno a circa 10 mila, ma nell’autunno dell’anno prossimo è saliranno a 57 mila.
E non è finita perché a maggio 2011 ci sarà una nuova gara per consentire ad altri operatori di entrare in un mercato che si preannuncia di estremo interesse al fianco dei 10 concessionari attuali: BPlus Limited (ex Atlantis Word), Cogetech, Snai, Lottomatica, Hbg Connex, Cirsa, Codere, Sisal, G.Matica, Gamenet. Queste 10 società hanno già versato 7.500 euro allo Stato per ogni macchinetta da installare e altri 7.500 li verseranno entro la fine di novembre facendo incassare complessivamente al fisco la bella somma di 850 milioni di euro.

1 milardo di euro speso alla macchinetta

Gli operatori che entreranno nel mercato con la gara della primavera 2011, dovranno piazzare ciascuno come minimo 700 Vlt nei sei mesi successivi all’ottenimento della concessione e così il numero complessivo di videolotterie a fine 2011 dovrebbe toccare, se no addirittura  superare le 60 mila unità. Le regioni più coperte saranno Lombardia,  Lazio e Campania, che secondo le stime dei Monopoli di Stato (Aams) diretti da Raffaele Ferrara, dovrebbero ospitare circa un terzo di tutti gli apparecchi, cioè 20 mila terminali. Da un punto di vista della distribuzione per grandi aree geografiche è stato calcolato che la metà circa delle Vlt (il 46,7% per l’esattezza) finirà al Nord, il 24,3% al Centro e il 29% al Sud.
Alla fine di questo anno gli italiani avranno speso alle Vlt almeno 1 miliardo di euro. Una parte di questa somma rientrerà nelle loro tasche sotto forma di vincita, una parte sarà incamerata dal fisco e la parte residua incassata dai concessionari.
Le percentuali spettanti a ognuno di questi tre soggetti sono state oggetto di lunghe discussioni preliminari e poi fissate minuziosamente per decreto e ora si spera vengano rispettate e non succeda con le Vlt ciò che è successo con le slot, con i concessionari accusati di aver barato nascondendo a lungo al fisco gli incassi di 136 mila apparecchi su poco più di 200 mila in circolazione, e quindi ora sottoposti a un procedimento giudiziario e a una richiesta di risarcimento danni stratosferica da parte dello Stato, una multa senza precedenti di 88 miliardi di euro.
Assicurano che con le Vlt la possibilità di truffa sia modesta, praticamente inesistente, perché il sistema studiato sarebbe molto più sofisticato e sicuro di quello precedente e perché le macchinette sono costantemente in rete, non possono essere disconnesse e quindi restano sottoposte al monitoraggio centrale dei Monopoli attraverso la società Sogei. Anche se, come dice l’adagio popolare, «fatta la legge, trovato l’inganno».

L’85% ai giocatori, all’erario il 2%

Per decreto nelle tasche dei giocatori deve rientrare almeno l’85% di tutto il giocato mentre ai concessionari e alla filiera delle Vlt (gestori delle sale, fornitori dei macchinari etc..) va il 13% circa.
All’erario, invece, spetta solo il 2%, una quota destinata a salire fino al 4% nel 2013, comunque molto più bassa rispetto al prelievo effettuato fino a oggi dal fisco sulle slot machines, pari al 12,43%, cioè 3,1 miliardi di euro nel 2009.
Questa drastica riduzione dell’incidenza fiscale sta destando qualche perplessità tra gli esperti del ramo. É stato calcolato, infatti, che per garantire alle casse statali lo stesso gettito oggi assicurato dalle slot, il giro d’affari delle Vlt dovrebbe essere di 160 miliardi di euro all’anno, 4 volte e mezzo più del preventivato.
Un traguardo difficile da raggiungere, forse impossibile anche per un paese come l’Italia abituato a stupire il mondo quando di mezzo ci sono i giochi.