Gianluca Comin

Oggi senza Twitter un leader politico diventa irrilevante

Oggi senza Twitter un leader politico diventa irrilevante

Grazie alla sua immediatezza, alla possibilità di conversare in modo diretto i decision maker e di individuare i temi caldi e il relativo posizionamento dell’opinione pubblica, è diventato social d’eccellenza per le campagne elettorali.

13 Giugno 2019 14.07

Like me!

Sono stati 3 milioni i tweet su argomenti politici in Italia durante gli ultimi 10 giorni della campagna elettorale per le elezioni europee.

Lo dimostra il recente rapporto realizzato da Sociometrica (società di consulenza strategica fondata sulla ricerca) e Aida Monitoring (società specializzata in web listening e data analysis) che hanno analizzato i comportamenti politici attraverso la lente dei digital media. Sono proprio i social, infatti, i protagonisti di uno dei più importanti cambi di paradigma nella comunicazione politica.

COI SOCIAL LA COMUNICAZIONE DIVENTA MULTILATERALE

Se i media tradizionali consentono una interazione prevalentemente unilaterale e mediata, l’arrivo dei social ha permesso di instaurare una comunicazione bilaterale, anzi multilaterale, e di interagire con il pubblico in modo disintermediato in tempo reale. E così il dibattito politico, oltre alle arene tradizionali, ha coinvolto anche i mezzi di comunicazione digitale, in particolare Twitter che, grazie alla sua immediatezza e alla possibilità di chiamare in causa in modo diretto gli stessi decision maker si è posizionato come social d’eccellenza per gli argomenti politici. Già Barack Obama e Donald Trump avevano fatto un uso strategico di Twitter per esprimere la propria posizione in tempo reale dando un indirizzo al flusso dei temi d’interesse online in modo da rafforzare i propri messaggi politici ed ottenere maggiore visibilità. Ora sembra che questa tendenza sia arrivata anche in Italia, un Paese in cui una fetta consistente dell’opinione pubblica è in Rete: più del 70% della popolazione ha accesso a internet.

TWITTER CONFERMA SALVINI COME POLITICO CON PIÙ LEADERSCHIP

Quello che succede “online” è sicuramente un aspetto che non può essere trascurato se si vuole avere un quadro completo delle tendenze e dei temi più sentiti nel Paese. Secondo il report di Sociometrica e Aida Monitoring, nelle conversazioni di carattere politico avvenute su Twitter negli ultimi 10 giorni della campagna per le europee, è Matteo Salvini il più citato in assoluto. Con 206 mila hashtag a suo nome, il leader della Lega occupa il primo posto in classifica seguito da #M5S, comparso 44 mila volte. Già l’analisi dei primi due posti in classifica porta a due considerazioni fondamentali per l’attuale clima politico. La prima, di carattere quantitativo, è che il numero di hastag che hanno citato Salvini 162 mila volte in più rispetto agli hastag che hanno chiamato in causa il Movimento 5 stelle, una differenza che non può essere ignorata in termini di visibilità e che sicuramente ha una certa influenza sul flusso della conversazione online. La seconda osservazione apre a delle considerazioni sul concetto di leadership: se il primo posto in classifica è occupato da un individuo, Matteo Salvini, il secondo è occupato da un gruppo, il M5s, il cui leader Luigi Di Maio è confinato al quinto posto della classifica con soli 25 mila hashtag a suo nome. Se per la Lega è il proprio leader ad avere maggiore visibilità, per i pentastellati è il partito ad avere maggiori attenzioni così come per il Partito democratico. Infatti, con il suo #PD si posiziona al quarto posto con 33.100 utilizzi, seguito da #facciamorete con 17 mila utilizzi, mentre Nicola Zingaretti è in fondo alla classifica con soli 9.800 hashtag a suo nome.

L’ANALISI DEL TRAFFICO ONLINE PERMETTE DI CAPIRE L’ELETTORATO

Quello che l’analisi di Sociometrica e Aida Monitoring evidenzia non è solo la differenza tra leader e partiti ma come Twitter sia diventato sempre più uno spazio politico, un barometro che indica le tematiche a cui, una gran parte dell’opinione pubblica, riserva attenzione. I diversi tweet, sia negativi sia positivi, raggruppano opinioni e interagendo tra loro alimentano una conversazione virtuale in grado di influenzare il dibattito politico. Lo spazio social si conferma quindi uno strumento centrale per le campagne elettorali, occuparlo infatti significa riuscire ad alimentare la propria rilevanza. Dagli equilibri tra leader e partiti alle aree di maggiore interesse per gli elettori, le conversazioni digitali assumono un ruolo sempre più critico che la politica non può più trascurare.

Gianluca Comin è professore di Strategie di Comunicazione, Luiss, Roma

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 1

  1. Embè, quando uno c’ha la leaders-chip…
    C’è chi c’ha e c’è chi cip..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *