Twitter vola alto

Barbara Ciolli
05/10/2010

Grandi novità per il sito 1 miliardo di dollari.

Twitter vola alto

Nuovo capo e nuovo look per Twitter, che con foto, video e mappe da inserire nei profili degli utenti assomiglia sempre più a Facebook.
Il 5 ottobre 2010 Evan Williams, l’amministratore delegato e cofondatore nel 2006 del social network gratuito di microblogging più cliccato al mondo, ha ceduto inaspettatamente lo scettro di comando al direttore Dick Costolo (leggi) annunciando sul blog ufficiale del sito: «Voglio tornare a costruire prodotti per l’azienda, la mia vera passione. Sono entusiasta e nutro grande ottimismo per ciò che dobbiamo ancora progettare».

Ogni giorno 370 mila nuovi utenti

Al suo posto si è insediato Costolo, il manager che dopo il suo ingresso nel 2009 in Obvious Corporation, la società di San Francisco dei 30enni californiani Evan Williams, Jack Dorsey e Biz Stone che gestisce Twitter, ha siglato importanti partnership con la stessa Google, Yahoo e Microsoft.
Ecco, dunque, la chiave per cogliere l’obiettivo di marketing che, secondo i primi commenti degli analisti d’Oltreoceano, nasconderebbe il passaggio di consegne: il nuovo amministratore delegato è l’uomo giusto per guidare dall’alto il grande restyling di un sito che cresce al ritmo vertiginoso di 370 mila nuovi utenti al giorno, rendendolo più appetibile per gli investitori pubblicitari.

Un gioco da 1 miliardo di dollari

Negli ultimi due anni il social network con più di 145 milioni di utenti registrati è diventata una macchina da soldi, anche se ancora non è quotata in borsa. Il suo valore stimato si aggira attorno a 1 miliardo di dollari.
Nel 2009 il traffico di networking è raddoppiato: ragion per cui, secondo le stesse dichiarazioni dell’ex ceo Evan Williams, la pubblicità ha generato ricavi superiori alle aspettative. E gli accordi con Microsoft e Google hanno portato in cassa 25 milioni di dollari di guadagni.
A riprova dell’enorme giro di business innescato, nel novembre 2008 Facebook provò ad acquistare Twitter per 500 milioni di dollari.
Invano, perché il trio californiano rispose picche a Mark Zuckerberg, affermando di «voler restare indipendente». In realtà, pare che il rifiuto fosse dovuto a modalità sconvenienti di pagamento più che a motivazioni ideali.
Le trattative con grandi gruppi come Google, secondo i rumors tra addetti ai lavori, sarebbero tuttora in corso. Ecco perché, in vista di un’eventuale cessione, è stato scelto un capo con più anni di esperienza nel settore, che in futuro possa svolgere il ruolo di saggio traghettatore. Oppure, in mancanza di un buon accordo commerciale, che possa far compiere in proprio il grande salto alla piccola società.

“Cinguettii” promozionali e prove di marketing

In ogni caso, adesso per Twitter è necessario creare nuovi prodotti: una mansione a cui, svincolato dai compiti di leader, si potrà dedicare da dietro le quinte Williams.Appena insediato, Costolo ha promesso ambiziosi cambiamenti: «Siamo pronti a ottenere più risultati nei prossimi due anni rispetto a quello che abbiamo fatto negli ultimi quattro».
Intanto, tra le novità introdotte da Twitter prima del restyling, c’è il servizio sperimentale promoted tweets (“cinguettii promozionali”). Suggerimenti ad personam che da aprile 2010 il social network ha inziato a inviare, a pagamento, a multinazionali come Best Buy e Starbucks, sulla base delle loro esigenze. Pare che funzioni e che sia un’ottima fonte d’incassi.