Ue: accordo sul fondo «salva-Stati»

Redazione
17/12/2010

Un mutuo soccorso europeo per salvare quegli stati che dovessero trovarsi in gravi difficoltà economiche o sull’orlo della bancarotta. I...

Ue: accordo sul fondo «salva-Stati»

Un mutuo soccorso europeo per salvare quegli stati che dovessero trovarsi in gravi difficoltà economiche o sull’orlo della bancarotta. I rappresentanti dei 27 paesi dell’Unione Europea, riuniti a Bruxelles il 16 dicembre, hanno approvato le modifiche all’articolo 136 di Lisbona, che permette ai 16 Paesi dell’area euro, 17 a gennaio con l’ingresso dell’Estonia, di usufruire di un fondo salva-Stati permanente, «da attivare se indispensabile».
La Germania però ha chiesto e ottenuto che il fondo venga utilizzato solo come «estrema ratio» da un paese in difficoltà. Tutte le decisioni sugli aiuti da elargire agli Stati in affanno dovranno inoltre essere prese all’unanimità, sotto «rigide condizioni». Si supera così l’European financial stability facility, lo strumento nato la scorsa estate per affrontare la crisi greca, e che scadrà nel 2013.
«Gli stati membri che hanno come divisa l’euro possono creare un meccanismo di stabilità da attivare se indispensabile a preservare la stabilità dell’euro nel suo complesso», si legge nel documento. «La concessione di ogni aiuto finanziario richiesto nell’ambito del meccanismo verrà effettuata in subordine a condizioni severe».
Attualmente, il trattato non consente ai paesi dell’Unione di intervenire a sostegno di altri Stati per salvarli dalla bancarotta. Per evitare però che l’approvazione delle nuove norme passi attraverso il referendum popolare, e rischi di arenarsi come è accaduto alla costituzione europea, gli Stati hanno deciso che, in quanto modifiche limitate, verranno ratificate per via parlamentare.
L’approvazione definitiva passerà attraverso il vertice Ue che si terrà a marzo 2011 e dovrebbe concludersi entro il 31 dicembre 2012.
«Il segnale migliore per mostrare l’assoluta determinazione da parte dei leader europei nell’affrontare la situazione e fare tutto il necessario per preservare la stabilità», ha commentato il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso.

Deluso il Fondo monetario internazionale

Ma non tutti sono certi che l’Europa abbia mostrato quella determinazione. I vertici del Fondo monerario internazionale (Fmi) hanno criticato «l’approccio troppo frammentario» e la lentezza nel prendere le sue decisioni, sollecitando «una soluzione più ampia e un piano organico» da mettere in campo al massimo dall’inizio del 2011.
Dominique Strauss-Kahn, direttore dell’Fmi, aveva proposto, in sintonia con la Banca centrale europea, un aumento immediato delle risorse dell’attuale Fondo di sostegno ai Paesi in difficoltà. Ipotesi su cui ha messo il veto la cancelliera tedesca, Angela Merkel, causando l’immediata stccata dall’altra parte dell’Atlantico. Prima ancora che i leader europei si sedessero intorno al tavolo, Strauss-Kahn aveva detto: «Non otterranno molto».