Ue, maximulta al cartello asiatico degli Lcd

Redazione
08/12/2010

  Sono sei le società asiatiche per le quali la Commissione Europea ha rilevato la costituzione di un cartello e...

 

Sono sei le società asiatiche per le quali la Commissione Europea ha rilevato la costituzione di un cartello e comminato una sanzione complessiva di 648,925 milioni di euro: le coreane Samsung Electronics e Lg Display e le taiwanesi AU Optronics, Chimei Innolux Corp., Chunghwa Picture Tubes e HannStar Display Corp.
La Samsung, pur essendo la prima nella lista delle infrazioni, se la cava senza dover pagare nulla: in base alle regole previste dalla Comunicazione sulla cooperazione della Commissione europea del 2002, l’azienda coreana è stata esentata al 100% dal pagamento della multa. LG, che ha solo parzialmente collaborato, ha avuto una esenzione del 50% e dovrà comunque pagare 215 milioni di euro. La taiwanese AU Optonics (20% di sconto) dovrà versare 116,8 milioni. La Chimei, alla quale non è stata riconosciuta alcuna riduzione, dovrà pagare 300 milioni di euro. Per Chunhwa l’ammenda è di 9 milioni di euro (con il 5% di sconto) e per HannStar di 8,100 mln.

Come funzionava il cartello coreano-taiwanese

Si vedevano almeno una volta al mese in lussuosi alberghi di Taiwan. Si scambiavano tutte le informazioni possibili, comprese quelle non immaginabili perché dovrebbero essere le più segrete: non solo il range dei prezzi ed i minimali, ma anche i piani di produzione futura, le capacità produttive e le politiche commerciali.
Così lavorava il cartello asiatico degli schermi piatti a cristalli liquidi, gli Lcd di televisori, computer e videogiochi. I dirigenti delle coreane Samsung e Lg e quelli delle taiwanesi AU Optronics, Chimei Corp, Chungwa Picture Tubes e HannStar Display Corp. Si sono incontrati almeno una sessantina di volte tra ottobre 2001 e febbraio 2006 per alterare pesantemente la concorrenza su un giro d’affari che nello spazio economico europeo ha generato «oltre 7 miliardi di euro».
Ad ammettere per prima le proprie responsabilità, sfruttando i vantaggi della legislazione europea che garantisce l’immunità totale ai ‘pentiti’, è stata la Samsung (a maggio già sanzionata per 145,72 mln per aver fatto cartello sulle D-Ram con Micron, Hynix, Infineon, NEC, Hitachi, Mitsubishi, Toshiba, Elpida e Nanya). La Lg, che ha dato un ampio contributo all’indagine, ha ottenuto uno sconto del 50% e l’immunità per le attività del 2006. Ma anche AU Optronics e Chungwa Picture Tubes sono riuscite ad ottenere qualche riduzione per premiare la collaborazione. Alla Chimei che non ha ammesso nulla toccherà invece pagare 300 milioni di euro.

Almunia: «Le aziende in Europa devono giocare pulito

«Le aziende straniere, come quelle europee, devono capire che se vogliono fare affari in Europa devono giocare pulito» ha commentato Joaquim Almunia, annunciando la settima stangata del 2010 su una attività di violazione delle norme sulla concorrenza. «Quest’anno», ha ricordato il commissario europeo alla Concorrenza, «il totale delle sanzioni inflitte ha superato i 3 miliardi di euro». Quello dei “pentiti” è ormai da anni il meccanismo con cui le autorità anti-trust riescono a colpire le aziende, che continuano a spartirsi i mercati «consapevoli di compiere attività illegali».
E lo fanno dissimulando, come capi mafiosi. I coreani e i taiwanesi del cartello degli schermi piatti ad esempio avevano creato un nome in codice per i loro incontri: Crystal meetings. «Le aziende colpite oggi», ha concluso Almunia, «erano consapevoli di infrangere le regole della concorrenza, ma andavano avanti nel pianificare la loro condotta illegale. L’unica comprensione che abbiamo mostrato è stata per quelli che si sono fatti avanti per denunciare il cartello e fornire le prove della sua esistenza».