Cosa dicono le nuove stime Ue sul Pil italiano

La Commissione sancisce i mancati progressi rispetto all'ultima rilevazione. Crescita dello 0,1% nel 2019 e dello 0,7% nel 2020. Nessun rimbalzo significativo in vista, restiamo ultimi in Europa.

10 Luglio 2019 11.55
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La Commissione Ue ha lasciato invariate le stime sulla crescita italiana del 2019 (0,1%), che ha definito «marginale», e del 2020 (0,7%), considerata una «ripresa moderata». Per Bruxelles in Italia «non ci si attende che l’attività economica rimbalzi significativamente prima della fine dell’anno e «i rischi alla crescita restano pronunciati, specialmente nel 2020, quando le politiche di bilancio affrontano particolari sfide».

IL REDDITO DI CITTADINANZA SPINGE IL PIL, MA CALA LA FIDUCIA

La crescita italiana 2019-2020 «è legata soprattutto ai consumi privati, sostenuti da prezzi dell’energia più bassi e dal reddito di cittadinanza. Ma questi fattori positivi è probabile che vengano attenuati da un mercato del lavoro meno dinamico e dal calo della fiducia dei consumatori associata all’aumento di risparmi preventivi».

L’ITALIA RESTA ULTIMA PER CRESCITA IN EUROPA

Con un Pil che sale dello 0,1% nel 2019 e dello 0,7% nel 2020, l’Italia, dunque, resta ultima per crescita in Ue in entrambi gli anni. Nelle nuove previsioni economiche della Commissione europea, è Malta al top nel 2019 (+5,3%), seguita da Ungheria e Polonia (+4,4%) e dall’Irlanda (+4%). In fondo alla classifica, ma prima dell’Italia, c’è la Germania (+0,5%), che però nel 2020 recupera (+1,4%).

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