Ue, Pornhub tra i siti con obblighi speciali in base al Digital Services Act

Redazione
20/12/2023

Il raggio d’azione del DSA si allarga alle piattaforme che pubblicano materiale pornografico: sotto i riflettori di Bruxelles anche XVideos e Stripchat.

Ue, Pornhub tra i siti con obblighi speciali in base al Digital Services Act

Le tre grandi piattaforme della pornografia online PornHub, Stripchat e XVideos sono stati inseriti tra i Vlop, ovvero i siti con obblighi speciali in base al Digital Services Act da varato ad agosto dall’Unione europea. Lo ha annunciato via social la vicepresidente della Commissione Europea Margrethe Vestager. «33,5 miliardi di visite su Pornhub nel 2018. Il quadruplo di quanti siamo su questa Terra. Pornhub, Stripchat e XVideos hanno un’enorme responsabilità. In quanto Vlop (Very large online platform, piattaforme molto grandi, ndr) ai sensi del DSA devono: combattere i contenuti illegali, ad esempio abusi sessuali su minori/porno e deepfake; proteggere i bambini, ad esempio con la verifica dell’età».

L’Ue ha già avviato una procedura formale di infrazione contro X

Ai sensi della nuova legge sui servizi digitali, l’Ue ha di recente deciso di avviare una procedura formale di infrazione contro X: il social di Elon Musk è finito sotto i riflettori di Bruxelles per per sospetta violazione degli obblighi di contrasto ai contenuti illegali e alla disinformazione, sospetta violazione degli obblighi di trasparenza e e sospetto “Deceptive Design” dell’interfaccia utente.

Pornhub tra i siti con obblighi speciali in base al Digital Services Act varato in estate dall'Unione europea.
Pornhub è stato inserito tra i siti con obblighi speciali in base al Digital Services Act (Getty Images).

Le grandi piattaforme rischiano multe pari al 6 per cento del fatturato

Lotta alle fake news, pubblicità più trasparente, paletti al trattamento dati dei minori. Sono alcuni degli obiettivi della stretta della Commissione europea alle grandi piattaforme hi-tech, come Google, Facebook, Twitter e Amazon (ma anche Pornhub appunto) che rischiano sanzioni fino al 6 per cento del fatturato in caso di mancato rispetto di una serie di obblighi, proporzionati al tipo di servizio offerto e al numero di utenti.