Una settimana di tempo per rispondere all’Ue sui conti

Il ministro dell'Economia ha promesso nuove cifre. I partner Ue chiedono un aggiornamento entro sette giorni.

14 Giugno 2019 16.06
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Il tempo a disposizione del governo per evitare la procedura si restringe. Il governo ha più o meno una settimana di tempo per rispondere ai dubbi dellUe sui conti, portando i nuovi elementi che ha promesso: è quanto emerso al termine della due giorni di riunioni in Lussemburgo, nelle quali il ministro Giovanni Tria ha avviato il negoziato, ascoltando le richieste della controparte. I tempi si starebbero quindi stringendo, perché la Commissione ha bisogno di tempo per valutare i nuovi dati prima di preparare la raccomandazione di apertura della procedura contro l’Italia sul debito.

TRIA HA PROMESSO NUOVE CIFRE

In mattinata il ministro dell’Economia aveva spiegato che avrebbe portato altri dati alla Ue anche prima della fine di luglio, non soltanto quelli sulle maggiori entrate che saranno disponibili a fine mese. «Porto dati non chiacchiere», perché «abbiamo maggiori entrate, quindi maggiori ricavi». Nell’incontro con Moscovici «abbiamo posto le basi di quello che discuteremo, gli obiettivi del negoziato», spiega Tria, parlando di «dialogo costruttivo». Moscovici? «Non devo convincerlo con le mie argomentazioni, abbiamo deciso cosa porterò, i negoziati si fanno così».

LA SCADENZA IL 26: CRUCIALE L’INCONTRO JUNCKER – CONTE

Si guarda quindi all’ultimo mercoledì di giugno, il 26, come data possibile per adottare la raccomandazione sulla procedura. La quale dovrà poi essere approvata da Eurogruppo ed Ecofin dell’8-9 luglio. Cruciale, a questo punto, sarà il vertice europeo di giovedì e venerdì prossimi, dove il premier Conte incontrerà il presidente Juncker. Bruxelles ha bisogno di nuovi elementi da valutare, ma non potrà accontentarsi dei risparmi già materializzati sull’attuazione delle misure nel primo semestre dell’anno. Secondo quanto si apprende, ha bisogno di risparmi maggiori e di rassicurazioni concrete sul 2020.

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