«In Venezuela il black out fa strage di bambini in ospedale»

11 Marzo 2019 07.21
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A tre giorni dall'inizio del più grande blackout della storia, il Venezuela è in ginocchio, bloccato, senza mezzi di trasporto e provviste. «Ottanta bimbi sono morti in nel reparto neonatale di un ospedale paralizzato dal blackout in Venezuela», aveva twittato il senatore repubblicano statunitense Marco Rubio, accusato da Nicolàs Maduro di essere uno di coloro che hanno provocato il blocco dell'energia e che chiede «presto ingenti aiuti, altrimenti ci sarà una catastrofe senza precedenti». Intanto da Caracas il governo Maduro annuncia la decisione di chiudere scuole e uffici e il leader dell'opposizione Juan Guaidò quella di chiedere lo stato di emergenza.

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LA SMENTITA DI MEDICI E MINISTERO DELLA SANITÀ

L'11 marzo, però, Dianela Parra, presidente del Collegio di medici dello Stato di Zulia, in Venezuela, ha smentito che nell'ospedale di Maracaibo siano morte 296 persone, fra le quali un'ottantina di neonati. Secondo José Manuel Olivares, deputato oppositore e medico, sono 21 finora i decessi segnalati in varie regioni del Paese. Il numero dei neonati non è noto. Il senatore Usa Rubio aveva dato la notizia riprendendola dalla tivù venezuelana VPItv. I suoi timori sono condivisi da Juan Guaidò che ha deciso di chiedere al parlamento di dichiarare lo Stato di emergenza nazionale e ha fornito una serie di dati in grado di delineare plasticamente la drammatica situazione nel Paese: il blackout continua a lasciare al buio completo 16 Stati del Venezuela, mentre altri sei hanno solo parzialmente l'energia elettrica. La totale assenza di elettricità è costata finora al settore privato, in un Paese già economicamente in ginocchio, 400 milioni di dollari. Una situazione insostenibile che non sembra però preoccupare Maduro e i suoi, che continuano a postare tweet rassicuranti, pur correndo ai ripari. «Il governo bolivariano ha deciso di sospendere le lezioni e le attività lavorative lunedì 11 marzo», ha scritto il ministro della Comunicazione Jorge Rodriguez, «per sconfiggere, con la forza della verità e della vita il brutale attacco terroristico contro il popolo. Insieme vinceremo». E poco dopo ha twittato Maduro, postando un video che lo riprende tranquillo e sicuro di sé mentre dà indicazioni ai governatori e li invita a mantenere la calma. «Continuiamo a lavorare per recuperare il sistema elettrico nazionale», scrive, assicurando che «la macabra strategia di portarci a uno scontro fallirà. Vinceremo!»

Anche il ministro della Sanità del Venezuela, Carlos Alvarado, ha detto che le informazioni su pazienti morti a causa del blackout che paralizza il paese da giovedì scorso «sono assolutamente false» sottolineando che si tratta di «notizie tendenziose che cercano di creare angoscia nella popolazione». In dichiarazioni trasmesse dalla Tv pubblica, Alvarado ha indicato che dopo un monitoraggio delle strutture sanitarie del Paese il suo dicastero ha potuto stabilire che nel 90% di queste ci sono generatori elettrici funzionanti da almeno due giorni. «Questo ha permesso di garantire la vita di varie centinaia di pazienti, che si trovavano in aree critiche dei nostri centri pubblici», ha spiegato il ministro, aggiungendo che «ci sono stati 15 o 17 pazienti che sono stati spostati verso altre strutture a causa di problemi, ma senza nessuna conseguenza grave».

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