Paolo Madron

Ultimo tango a Parigi e il vero scandalo della scena del burro

Ultimo tango a Parigi e il vero scandalo della scena del burro

28 Novembre 2018 08.22
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Censurato, biasimato, condannato al rogo come se il fuoco dovesse mondare la pellicola dalle sue impurità. La morte di Bernardo Bertolucci ha riproposto la tormentatissima vicenda di quello che forse non è il suo film migliore, di certo è il più conosciuto: Ultimo tango a Parigi. E di quel film, tutti i siti, il nostro compreso, hanno riproposto la scena topica, quella di Marlon Bando che sodomizza Maria Schneider usando il burro come emolliente.

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Sì, proprio la fatidica scena del burro su cui, essendo stato il film all’epoca della sua uscita, era il 1972, e per molti anni a venire, bandito dalle sale del regno, si fantasticava ascoltando i racconti di chi, più fortunato, l’aveva visto all’estero. C’era un cinemino a Parigi che per moltissimo tempo lo tenne in programmazione, a uso e consumo dei turisti cui era proibita la visione in patria. Era nei programmi di viaggio delle agenzie: Torre Eiffel, Place de Vosges, Notre Dame e, per chi vuole, proiezione di Ultimo tango a Parigi (da noi era consentita solo la parodia Ultimo Tango a Zagarolo, degli immortali Franco e Ciccio)

Cambiano i costumi, la società si evolve, il sesso da tabù viene sdoganato come una qualsiasi merce, ma Ultimo tango a Parigi continua ad essere occasione di scandalo

Sta di fatto che cambiano i costumi, la società si evolve, il sesso da tabù viene sdoganato come una qualsiasi merce, ma quel film continua ad essere occasione di scandalo. L’ultima notizia è di qualche mese fa, quando Facebook ha bloccato la pagina di un locale di Palermo che per pubblicizzarne la proiezione aveva riprodotto la altrettanto famosa locandina con Brando e la Schneider che si abbracciano nudi sul pavimento. Ma si sa, l’algoritmo di Facebook oltre che pericoloso, è anche stupidamente moralista. Oltretutto la pruderie del social fa quasi tenerezza, una sopravvenienza del passato nel dilagare della pornografia per tutti (e gratis) sdoganato da un altro sito di un certo successo, YouPorn.com.

L'INVETTIVA PRONUNCIATA DA BRANDO CONTRO LA FAMIGLIA

Personalmente, nonostante fosse disponibilissima in Rete, quella scena non l’avevo più rivista da quando, sempre in quel cinemino di Parigi di cui sopra, era il 1981, in un’atmosfera di immotivata quanto latente clandestinità che mi avvolse appena entrai nella sala, assistetti alla proiezione. Guardarla dopo tanto tempo, complice la dolorosa circostanza dell’addio al regista, è stata come una rivelazione. Da sempre io, come immagino la maggior parte degli spettatori, serbavo il ricordo della scena del burro per quel che mostrava, non per quel che diceva. Ovvero, per la cruda sequenza che inizia con un preliminare di seduzione («chissà che gioielli ci sono lì dentro, forse oro», dice Brando indicando la cerniera dei pantaloni di Maria) e finisce in stupro.

Ma ora, a rivederla, anzi a risentirla, si capisce dove sta veramente lo scandalo, quello che mandò in bestie politici e magistrati dell’epoca, che quel film, come una strega eretica, condannarono al rogo. Lo scandalo sta nella breve invettiva pronunciata da Marlon mentre violenta Maria. Eccola: «Voglio farti un discorso sulla famiglia, quella santa istituzione per educare i selvaggi alla virtù. E adesso ripeti insieme a me: santa famiglia, sacrario dei buoni cittadini, i bambini sono torturati quando dicono la prima bugia, la volontà è spezzata dalla repressione, la libertà è assassinata dall’egoismo».

Ad Ascoli Piceno due scuole vietano agli insegnanti di portare gli alunni a vedere il Così fan tutte di Mozart

Il film esce nel 1972, due anni dopo c’è il referendum sull’abrogazione del divorzio, nel 1978 quello sull’aborto. È l’Italia dei diritti che esce dall’oscurantismo in cui era relegata, a partire da quello di poter vivere liberamente la propria sessualità. Ma Ultimo tango resta bandito dalle sale, e bisognerà aspettare il 1987 per vedere la sua riabilitazione. Un episodio d’altri tempi, che evoca il Paese dove in farmacia i preservativi si compravano presentando un fogliettino scritto onde evitare di pronunciarne il nome e che copriva in tivù le gambe delle ballerine? La notizia è di questi giorni. Ad Ascoli Piceno due scuole vietano agli insegnanti di portare gli alunni a vedere il Così fan tutte di Mozart (sottotitolo: La scola degli amanti): argomento assai scabroso, visto che parla di infedeltà («Donne mie la fate a tanti, Che, se il ver vi deggio dir, Se si lagnano gli amanti, Li comincio a compatir»). Altro non occorre dire.

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