Un affare per capello

Redazione
25/12/2010

da Berlino Pierluigi Mennitti In patria non è più così popolare come un tempo, la procura della Repubblica l’ha messa...

da Berlino
Pierluigi Mennitti

In patria non è più così popolare come un tempo, la procura
della Repubblica l’ha messa sotto inchiesta per distrazione di
fondi pubblici, ma all’estero spopola più che mai. Yulia
Tymoshenko, l’affascinante ex prima ministra dell’Ucraina,
avrà pure dilapidato il capitale politico accumulato nei giorni
della rivoluzione arancione ma ha mantenuto qualcosa che la rende
ancora un’icona da imitare. Sempre di testa si tratta, anche se
le replicanti Yulie d’Occidente non sono più attratte da
quello che le frulla nella testa, ma sopra: la lunga e bionda
treccia attorcigliata sul capo, alla moda delle contadine ucraine
di un tempo.

Un settore che non conosce crisi

È stato uno dei simboli con cui l’ex pasionaria si è imposta
nell’affollato immaginario collettivo europeo, una trovata un
po’ ruffiana per richiamare la forza delle tradizioni ucraine
da contrapporre alla russificazione proveniente da Mosca. Oggi è
rimasto un vezzo alla moda, su cui un giovane e intraprendente
americano stabilitosi a Kiev ha creato un piccolo impero di
commercio dei capelli.
ELMAN PREFERISCE LE BIONDE. Lui si chiama David
Elman e si è messo alla guida di un gruppo di agenti
spregiudicati che battono in lungo e in largo la provincia
ucraina per comprare folte chiome bionde e alimentare il mito
della capigliatura slava. L’imprenditore statunitense non è
nuovo nel settore. Alle spalle ha una altrettanto lucrativa
esperienza di venditore di parrucche negli Stati Uniti. Da
qualche tempo ha cambiato prodotto e si è specializzato nella
vendita di trecce bionde.
150 KG DI CAPELLI A SETTIMANA. I suoi clienti
sono occidentali: saloni di bellezza e grandi parrucchieri in
Germania, Stati Uniti e in altri Paesi dell’Unione europea,
dove la domanda di capelli veri con i quali allungare le
capigliature è altissima: «Non riusciamo a star dietro alla
domanda», ha spiegato Elman che, nel frattempo, ha fondato una
vera e propria azienda di commercio che si chiama Raw Virgin
Hair, «al massimo riusciamo a spedire 150 chili di capelli
biondi alla settimana».

Tutte vogliono essere come Yulia

Il segreto dello scalpo slavo è nel suo color biondo naturale e
nella struttura così simile al capello delle clienti
occidentali. Commerci di questo genere esistono in tutto il mondo
e una grande raccolta viene fatta anche nei Paesi del Sud-Est
asiatico. Ma i capelli importati dall’India e dalla Cina devono
passare attraverso un processo artificiale di sbiondamento e la
loro consistenza mal si adatta a quella delle donne europee o
americane. Nell’Europa dell’Est è tutta un’altra cosa, il
prodotto va bene così com’è, non c’è bisogno di
trattamento e in tempi di passioni biologiche il successo è
assicurato.
NUOVI CAPELLI PER 1.000 EURO. Nei saloni di
bellezza berlinesi, l’applicazione di una nuova criniera costa
fino a mille euro. E da quando qualche giorno fa l’attrice
statunitense Christina Aguilera si è presentata con la treccia
alla Tymoshenko sul tappeto rosso della prima cinematografica di
Burlesque sulla Potsdamer Platz, l’emulazione non
conosce freni.
LA MODA SPOPOLA IN GERMANIA. Intrecciate in
sottili bande, a volte appena ritoccate da un colpo di
meche, le trecce alla Yulia vengono aggiunte ai capelli
esistenti o direttamente apllicate sul cuoio capelluto. «Le
clienti aumentano di anno in anno», ha confermato Volker
Wolf-Strahm, capo del Cuttingclub di Berlino, uno dei saloni più
esclusivi nel cuore della capitale tedesca, «è una vera moda e
tutte hanno in mente il modello della politica più famosa
d’Ucraina».

In Russia un business da 16 milioni di dollari

Il business si è sviluppato soprattutto in Russia. Alexej
Kusnezow ha fondato a Mossalsk, una cittadina a sud-ovest di
Mosca, un’azienda che rievoca il raffinato mondo della moda
italiana, Belli Capelli, ma distribuisce autentiche criniere
slave. «È l’oro di Russia», ha detto divertito, «con il
quale l’anno scorso abbiamo fatturato 16 milioni di
dollari».
50 EURO PER UNA CODA. Sui media russi è stata
pubblicata la storia di Natalia Winokurowa, una giovane 25enne di
Mossalsk che guadagna 300 euro al mese lavorando nel settore
agricolo ma ne riceve ben 50 per ogni coda bionda della lunghezza
di 40 centimetri che ha venduto ai rapaci agenti di Belli
Capelli. Ed è solo uno dei tanti esempi, il Paese del gas è in
realtà anche il primo esportatore di capelli naturali biondi in
Occidente. In Ucraina, dove la situazione economica è meno
favorevole e la recente crisi finanziaria ha gelato il boom degli
anni precedenti, la vendita dei capelli è un mezzo utile per
arrotondare i magri stipendi mensili. Come per gli affitti delle
case, sui muri delle città e dei villaggi è frequente leggere
gli avvisi delle agenzie presso le quali recarsi a donare la
preziosa merce.
IL DIVIETO IN BIELORUSSIA. Il commercio è
talmente richiesto, da aver coinvolto anche anziane signore,
disposte a svuotare gli armadi in cui avevano collezionato per
ricordo i resti dei tagli giovanili: i capelli, una volta
tagliati, non hanno data di scadenza. Gli scalpi più ambiti
restano comunque le ciocche lunghe almeno 30 centimetri, con le
quali realizzare le famose trecce. Se il commercio è fiorente in
tutta l’Europa orientale, c’è pur sempre un’eccezione: la
Bielorussia. Lì, in quello che viene considerato l’ultimo
Paese totalitario d’Europa, la vendita dei propri capelli è
vietata per legge.